L'ECO del Serrasanta |
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Meteorologia |
CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (23)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia I famigerati cicloni Con questo numero de L'ECO del Serrasanta, "Con la testa fra le nuvole" inaugura un nuovo ciclo di articoli sui principali elementi di meteorologia dinamica: cercheremo di spegare ai lettori i fenomeni più ricorrenti dellevoluzione del tempo con un linguaggio il più possibile semplice e immediato. Ci auguriamo che il tentativo riesca: linteresse finora dimostrato nei confronti di questa rubrica dai lettori del quindicinale - di cui ringraziamo sentitamente - ci fa ben sperare in questo senso. Tante volte avrete sentito nominare, a proposito o a sproposito, i due termini "ciclone e anticiclone". Che cosa sono? "Ciclone" è sinonimo di "zona di bassa pressione", cioè di una zona in cui la pressione esercitata dal peso dellaria sovrastante è minore rispetto alle zone circostanti. Con "anticiclone", invece, si indica una zona di "alta pressione", in cui, cioè, la pressione atmosferica è maggiore rispetto a quella delle zone circostanti. I "buchi" chiamati "cicloni" Per immaginarci un ciclone, dobbiamo pensare ad una sorta di "buco" che si crea nellatmosfera per vari motivi; una zona, cioè, in cui cè "meno aria" e che quindi tende ad essere colmata da altra aria che proviene dalle zone circostanti - in parole semplici il vento. Questultimo, infatti, si sposta sempre dalle zone di alta pressione (dove cioè cè aria in eccesso) a quelle di bassa pressione (dove cioè laria è in difetto). A causa della rotazione della terra, però, i venti tendono ad assumere attorno ai cicloni una rotazione antioraria, cioè contraria al moto delle lancette di un orologio (vedi fig. A). Esattamente lopposto avviene negli anticicloni.
Un espediente mnemonico per ricordare il senso di rotazione è questo: ciclone ? senso antiorario;
anticiclone ? senso orario. Questo, almeno, per il nostro emisfero. Nellaltro
avviene esattamente lopposto.
Ciclone = cattivo tempo In genere, i cicloni sono sinonimo di "cattivo tempo" anche se non bisogna ritenere, come forse suggerisce il nome, fenomeni sempre violenti e distruttivi. Perché una zona di bassa pressione genera cattivo tempo? Semplificando molto la questione che è molto complessa potremmo dire che ciò avviene a causa dei moti ascensionali (cioè diretti verso lalto) presenti al suo interno (vedi fig. B). Una depressione, infatti, si genera proprio perché, per motivi a volte anche molto diversi, una massa daria tende ad un certo punto a salire verso lalto, lasciando al suolo una sorta di "vuoto" daria che, come abbiamo visto, inizia ad attrarre altra aria dalle zone circostanti, che si invortica in senso antiorario. Questo movimento verso lalto, ovviamente, deve mantenersi per un certo periodo di tempo, altrimenti la bassa pressione verrebbe rapidamente colmata.Il motore del ciclone È proprio questa ascensione di aria, inoltre, a causare tutti i fenomeni che si solito accompagnano una depressione: nuvolosità, piogge, temporali, grandine e neve. Nel suo movimento verso lalto, infatti, laria si espande poiché la pressione atmosferica diminuisce man mano con la quota; pensiamo ad uno di quei palloncini colorati gonfiati con lelio che si vendono alle fiere: se sfugge dalle mani del bimbo, comincia a salire verso lalto finché, ad una certa quota, scoppia. Perché? perché il gas contenuto al suo interno si espande e, alla fine, rompe linvolucro di gomma. Inoltre, se una massa daria si espande, per una legge della fisica si raffredda e questo provoca la condensazione del vapore acqueo in essa contenuto, come succede dinverno quando il nostro fiato diviene visibile per la miriade di goccioline che si formano a contatto con laria gelida. Il vapor acqueo è il vero "motore" del ciclone. Per quale motivo? La condensazione dellacqua genera calore (il cosiddetto calore latente di condensazione) visto che si passa da uno stato di maggiore energia (quello gassoso, in cui le molecole sono tanto agitate che vanno a spasso per conto proprio) ad uno di minore (quello liquido, in cui le molecole si muovono ma toccandosi lun laltra). In parole semplici, laria, mentre sale e condensa il vapore in nubi, si raffredda meno rapidamente e questo fa sì che sia sempre più calda dellaria circostante. E quindi, continua a salire. Si libera così tutta lenergia contenuta nel vapore.I cicloni "dinamici" I cicloni sono di due diversi tipi: i cicloni dinamici e termici.I cicloni dinamici sono di natura fredda, cioè contengono al loro interno aria più fredda delle zone adiacenti poiché nascono in prossimità del circolo polare (artico e antartico) ad opera delle veloci correnti occidentali in quota (la cosiddetta "corrente a getto") che generano potenti "risucchi" di aria verso lalto. Poiché sono freddi, sono presenti a tutte le quote. Tali cicloni si muovono lentamente da ovest verso est e comprendono i fronti caldi e freddi più noti come "perturbazioni". I cicloni "termici" I cicloni termici sono invece costituiti da aria più calda delle zone adiacenti e, per questo, si esauriscono con la quota, poiché nellaria calda la pressione diminuisce più lentamente con la quota. Si formano nelle zone equatoriali o, destate, allinterno dei continenti. Laddove la temperatura di partenza è molto elevata e la quantità di vapor acqueo molto abbondante, come nei cicloni tropicali, i fenomeni assumono carattere molto violento: si parla allora di "uragani", "tifoni" e via dicendo, eventi possibili solamente i prossimità dei tropici e, comunque, sul lato orientale dei continenti - quindi non riguardano lEuropa. Un esempio "in piccolo" di ciclone termico è un temporale estivo, generato appunto dal surriscaldamento del suolo e che, solitamente, ha vita molto breve.Pierluigi Gioia Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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