L'ECO del Serrasanta

 

N. 23 - 2 dicembre 2001

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Primo piano

 

Si scava ancora a Colle dei Mori

di Stefano Luzi


Se anche da queste parti la cultura suscitasse interesse, l’intera vicenda del Colle Mori ed il suo sito archeologico di diritto avrebbe assunto da tempo connotati d’assoluto interesse storico-culturale con ampia risonanza, mentre a tutt’oggi a suscitare gli unici interessi sono i vergognosi fatti di cronaca, che da diverso tempo a più riprese sono stati denunciati alle istituzioni interessate, nella speranza che intervenissero per salvaguardare un’area destinata negli anni ad assumere sempre di più un’importanza storica-scientifica di notevole portata. Speranze vane, perché si è solo assistito, quasi impotenti, ad un vergognoso balletto delle istituzioni che si sono rimpallate responsabilità a vicenda dando vita al più classico dei teatrini all’italiana, "prender tempo per non prendere nessuna decisione".Atteggiamento che non ha di certo favorito nessun esito positivo ai fini della vicenda, anzi!, tanto che a tutt’oggi il sito si trova a doversi confrontare con vecchi e nuovi minacciosi problemi. La situazione attuale è quella di un movimento franoso che interessa tutto il versante occidentale del colle e che rischia di far scomparire l’unica zona che si è preservata alla cava sottostante.

La cosa che dispiace di più e che al tempo stesso fa molto pensare, è che a distanza di quattro mesi, oggi non è più tempo "di far finta di nulla", la situazione per il sito si è fatta gravissima e non si possono più tollerare vaghe prese di posizione, da chi ha il diritto e dovere di conoscere, d’informarsi e soprattutto di tutelare. Ora non voglio e non oso pensare che questa triste vicenda si ricordi nel tempo come figlia dell’ignoranza, e no!, cari signori, ma bensì di un progetto ben preciso e mirato.

La situazione attuale, è figlia di scelte ed anche se ora il Comune veste i comodi panni di un certo Pilato, addossando interamente colpe e responsabilità alla Regione. La Soprintendenza perugina dal canto suo dopo anni di morbide prese di posizione, stanca dei walzer e balletti, con un colpo di scena si chiama fuori dalle danze preferendo una più consona netta posizione di denuncia; dichiarando pubblicamente: "Se per assicurare la tutela e la messa in sicurezza del sito si dovrà ricorrere alle diffide e alle denunce, non mancherà di farlo".

Concludendo, un doveroso appello va fatto anche ai nostri politici locali, che troppo spesso con orgoglio si vantano delle proprie origini e della loro gualdesità, è giunto il momento di mostrare e tirare fuori quell’orgoglio, daltrocanto difendere e preservare la propria storia, la propria cultura, le proprie origini, è un onore e vale molto di più che stare seduti su una comoda poltrona facendo finta di non vedere e non sentire. La storia è sempre pronta ad insegnarci qualcosa di nuovo, i popoli barbari hanno distrutto civiltà preesistenti, perché non si rendevano conto di quel che distruggevano. Ma appena un barlume di coscienza li sfiorava, si adoperavano per conservare, recuperare e soprattutto acquisire a sé, è su tali testimonianze del passato che l’uomo è ripartito per giungere ad uno stadio superiore di coscienza; questa è la storia dell’uomo, nella speranza che ancora una volta si ripeta il miracolo attendo fiducioso.

Sarebbe interessante conoscere cosa ne pensa l’amministrazione comunale di questa vicenda, magari con una risposta pubblica; una risposta schietta ed inequivocabile. Per concludere: in un colloquio con la dott. Bonomi, soprintendente dei beni archeologici dell’Umbria ha illustrato brevemente la situazione dei recenti scavi e l’importanza degli ultimi ritrovamenti che retrodatano le origini del sito di ben 500 anni, collocandolo nella fase del bronzo finale X-XI secolo a.C., (circa 3000 anni fa!) aggiungendo che la scoperta del sito Colle i Mori, ha rivoluzionato il pensiero scientifico assegnando agli Umbri storici capacità costruttive finora nemmeno ipotizzabili.

Cosa può significare preservare un sito del genere? Innanzi tutto rispetto per le proprie origini, ed in secondo luogo, l’enorme importanza conoscitiva che ne conseguirà dallo studio di esso.

Finora sugli Umbri si avevano frammentarie notizie, le importanti tavole eugubine, che hanno avuto una rilevanza mondiale per lo studio e la conoscenza degli Umbri, le necropoli di Colfiorito e altre minori notizie, ma mai una città intera, (anche se oltre il 50 % è stato ormai distrutto dalla cava) il fatto resta un’eccezionalità unica ed irripetibile che getterà nuova luce su questo antico popolo italico.

Visto l’importanza e l’eccezionalità del ritrovamento, diversi potrebbero essere i progetti per il futuro, tra i quali la ripresa degli scavi gia dal prossimo anno; comunque per adesso il progetto più importante è quello di far risanare al più presto la frana che mette a repentaglio l’intero sito.

 

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