L'ECO del Serrasanta

 

N. 23 - 2 dicembre 2001

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COMPRENSORIO

La lezione ferroviaria


La cronaca di questi giorni ha riproposto all'attenzione regionale il problema ferroviario dell'Umbria che, per uscire dal suo isolamento rivendica lo sfondamento verso nord della FCU, con conseguenti vibrate proteste del sindaco di Gubbio, che reclama invece la realizzazione della direttissima Cioppi, Roma-Venezia, per Gubbio ed Urbino.

Nulla, more solito, si legge in ordine al completamento del raddoppio della Roma-Ancona che viene affidato ai residui di gestione, cioè a quelle opere pubbliche delle quali si continua ad assicurare la realizzazione, ma che vengono sempre rinviate a quando saranno state soddisfatte altre priorità (leggi appetiti).

E in fatto di appetiti da soddisfare in Umbria, in cinquant'anni ne abbiamo visti in abbondanza: vedi la vicenda della Flaminia che, dopo essere stata assicurata per cinquant'anni dai politici di tutti i colori che sono venuti a raccogliere consensi a Gualdo Tadino, come struttura primaria per il riassetto territoriale, la scopriamo declassata a strada di interesse regionale perché i vari appetiti (folignati, perugini, castellani ecc.) hanno scoperto che per i rispettivi campanili le traversali per arrivare al mare sono cosa più necessaria dell'asse perpendicolare.

Se è comprensibile che, a vari livelli istituzionali, si identifichi la tutela di singoli problemi è meno comprensibile e giustificabile che si giochi contemporaneamente su più tavoli: non si può pretendere di dettar legge in merito all'ammodernamento della Roma-Ancona, come in più occasioni ha fatto il comune di Gubbio, e nello stesso tempo portare avanti istanze che si pongono in alternativa al progetto stesso. Il polo industriale di Fabriano ha in sé un potenziale tale per cui la Roma-Ancona, prima o poi comunque si farà ed a maggior ragione le risorse finanziarie necessarie vi saranno concentrate se non ci sarà una volontà dispersiva, quale emerge dalla presentazione di progetti alternativi; Gubbio è liberissima d'inseguire altre chimere, ma se effettivamente vuol dimostrare di credere alla crescita di quel comprensorio di cui reclama la leadership, non pretenda di condizionare negativamente l'ammodernamento della Roma-Ancona al quale è legato lo sviluppo economico delle varie realtà a nord di Foligno e che (volere o non volere) costituiscono oggi la realtà economica più efficiente della intera Umbria.

Forse non appare inopportuno che i sindaci di queste realtà, in questa fase che si riparla di solidarietà comprensoriali, rappresentino, nelle sedi competenti a chi di dovere, che non è corretto giocare su due tavoli ... anche perché finisce che chi troppo vuole nulla stringe.

 

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