L'ECO di Sigillo |
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Sigillo |
La festa dei morti di Giuseppe Pellegrini Nonostante gli anni l'avessero rimpicciolita. Nonostante la dentatura l'avesse abbandonata. Nonostante le forcine non tenessero più a posto i capelli. Nonostante, che portava un grembiule sotto ad un altro grembiule. Nonostante ciò, che occhi dolci, che voce dolce aveva la Nonna. E prendeva a raccontare, vicino al fuoco o davanti all'uscio aperto sull'aia, seduta su una panchetta dove si tirava sempre un pò più in là per far posto al nuovo arrivato. Prendeva a raccontare, la Nonna, di fantasmi, di folletti, di orchi, di gnomi, di maghi, di streghe, di fate, ma, per la festa dei morti raccontava questa storia: "Rondino, faceva le commissioni tra Sigillo e Gualdo Tadino. Nonostante la poca sicurezza della strada non ebbe mai alcun incidente, sebbene portasse con sé dei danari. Rondino era alto e smilzo; indossava d'inverno una mantellina. Un giorno, il postiglione gli offrì il posto fino a Gualdo Tadino: rispose che aveva fretta e che non poteva accettare. Arrivò, infatti, prima dei cavalli. Stupiva, soprattutto, che i briganti non lo molestassero mai. Rondino non temeva nessuno; uscendo da casa cominciava a recitare il rosario per le anime del Purgatorio e lo proseguiva per tutta la strada. Un giorno, alcuni giovanotti decisero di spaventarlo. Si appostarono sulla Madonna del Prato e l'attesero al passaggio. Senonché restarono a bocca aperta, quando lo videro passare scortato da una decina di guardie armate. Erano le anime del purgatorio, diceva la Nonna, che vigilavano su Rondino. I giovanotti, tornati a casa, raccontarono il fatto senza sapersi spiegare la scorta armata che difendeva Rondino". Poi, con tutta la calma del mondo, la Nonna ci indicava dove trovare le "zucche" più belle per giocare ai fantasmi e ci insegnava il modo di lavorarle senza farsi male con il coltello, poi, con tutta calma ci indicava il luogo dove trovare la "candela" da mettere nell'interno della zucca, e ci raccomandava: "i semi della zucca non li buttate via, ma, metteteli in quella conca nella cantina che, domani poi ci penso io". La sera Sigillo si illuminava di fantasmi nostrani, di fantasmi vestiti da bambini, che avevano tanta voglia, per una sera, di trasformarsi da grandi. Oggi, la zucca si trova al supermercato, con le pile incorporate per fare luce e la festa non si chiama più "la festa dei Morti ma. Halloween. In anni recenti si ricompensò la Nonna accusandola d'una educazione inconsapevolmente sbagliata che da lei si trasmetteva: "un tipo di educazione condizionante, negativo, irreale, secondo il giudizio di freschi laureati in sociologia". Sarà anche. Ma se penso a non pochi spettacoli televisivi e cinematografici, spettacoli che hanno preso il posto dei racconti della Nonna, dove le violenze stimolano le violenze, ebbene, se penso a ciò, mi viene una gran voglia di riascoltare una favola raccontata da Voi, povere e care Nonne, di ogni età, di ogni tempo. Volendolo, tutto può essere ricondotto a gioco. Se la vita umana è palcoscenico e lo scorrere dell'esistenza è commedia, non c'è atto né dell'una né dell'altra che si sottragga a una interpretazione estensiva. Il gioco è una sorta di "Gazza ladra" che si diverte a rubare al mondo oggetti, frammenti, tessere di complicati mosaici sociali e culturali. Poi dal suo nido, come un folle e geniale "briccone" ci restituisce cose fragili ed effimere, e cosi ci regala "guerre" senza il loro inevitabile fardello di morte. Non per nulla è la "Festa dei morti", scusate: "Halloween".
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