L'ECO di Sigillo

 

N. 22 - 18 novembre 2001

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Sigillo

 

La chiesa del cimitero


La commemorazione dei Morti ci porta brevemente a parlare dell'artistica chiesina interna al cimitero, dedicata a Sant'Anna. Risale al 1400 e anticamente vi veniva celebrata la messa tutti i giorni festivi e la festa patronale, mentre ora vi si fa soltanto la novena in preparazione della festa.

Verso la fine del 600, davanti alla cappella, furono costruiti, in tre tempi, gli spaziosi portici che, chiusi verso la fine secolo scorso, formano tutto un complesso armonico con la chiesina, trasformando l'intero fabbricato in un tempio bello e grandioso. L'attuale facciata in mattoni è del 1921.

La chiesa originaria ha una bella facciata di pietra bianca con sfumature rosa, colonnine scannellate, sormontate da capitelli corinzi, nei quali sono scolpiti una P e una M, con elegante portale e finestrone rotondo. I fregi del portale hanno foglie di quercia e grappoli d'uva. L'interno è stato decorato da Matteo da Gualdo. Il cielo azzurrino è trapunto di stelle d'oro; nelle pareti, separate in urne dipinte sormontate da una conchiglia, varie figure di grandezza naturale: "La Madonna in trono con il Bambino sulle ginocchia, S. Fiorenzo, S. Sebastiano, la Madonna del Soccorso che libera dalle grinfie del demonio una fanciulla, S. Tommaso D'Aquino, S. Giovanni Evangelista e S. Antonio Abate ai cui piedi trovasi un contadino che lavora la terra coll'aratro tirato dai buoi."

In uno dei caratteristici cartigli bianchi fissati con ceralacca, la scritta: "Bifulci Castri Sigilli fecerunt fieri hoc opus MCCCCLXXXVl1", ciò sta a dimostrare lo spirito religioso e la devozione dei "Bovari Sigillani dell'epoca".

Nella parete di fondo si trova S. Anna che tiene sulle ginocchia Maria Bambina. Questi affreschi sono stati in parte recuperati, ma, più della metà di queste meravigliose opere rimangono ancora da salvare. Si trovano soldi per tante opere di scarsissimo valore e non si riesce a trovare i soldi per salvare questi affreschi.

La salvaguardia dei beni artistici è un dovere comune prima di un dovere istituzionale.

 

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