L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 22 - 18 novembre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Fossato di Vico

 

Buffi e bugie, questo passa il convento

Infuriano le polemiche nel paese rustico

di Ottavio Giombetti


Non ci aspettavamo la controreplica della minoranza sulla gara per il riambientamento della Canalecchia, perché gli argomenti sono abbastanza interni al "Palazzo" e di scarso interesse per la pubblica opinione. Tuttavia il manifesto esiste e noi ne prendiamo atto. Il titolo è "200 milioni di bugie" ed in 4 quattro punti ci spiega perché il sindaco dice "bugie", ma ancora una volta non ci fa sapere come la minoranza giudica il riambientamento della Canalecchia: se è favorevole o contraria; se ritiene i lavori ed i tempi compatibili con la fragilità dell’ambiente esistente; su come affrontare il problema del risanamento delle discariche, che presentano sostanze presumibilmente pericolose e nocive e che sono in prossimità di corsi d’acqua. Insomma una valutazione seria sull’impatto ambientale e non una polemica insignificante sulle procedure di una gara, che è più competenza degli impiegati comunali e delle imprese partecipanti e del settore che non di amministratori politici. Ma purtroppo dobbiamo rassegnarci al fatto che questa minoranza non guarda ai temi dello sviluppo e della crescita della società di Fossato, ma è incline ai percorsi procedurali, alle quisquilie scandalistico-giudiziarie, al sottobosco degli "affari" ed all’ambientalismo di maniera, che è frutto del radicalismo estetico-culturale, tanto per intenderci tipo "giovani marmotte", che non vogliono crescere e non sono interessate al grande dibattito sullo "sviluppo sostenibile", patrimonio di tutto il mondo occidentale.

La polemica comunque verte su alcuni contenziosi giudiziari, in particolare su ex dipendenti in mobilità da altre pubbliche amministrazioni passati al comune di Fossato di Vico con il consenso dell’amministrazione Lispi (diceva lui "a costo zero"), che comportano un’esborso di spese impreviste per il comune di circa 200 milioni e che ora costringerebbero l’amministrazione a dover contrarre un mutuo e di conseguenza aumentare le tasse ai cittadini. Questa per lo meno è la versione del sindaco, il quale sta adoperandosi per individuare nuove fonti di entrata per non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, che è la più bassa della zona e che è il fiore all’occhiello di questa amministrazione. La minoranza giudica false le argomentazioni del sindaco e, se così fosse, denunci il sindaco per diffamazione aggiungendo altra carne alla già cospicua conflittualità giudiziaria. La domanda da porsi invece, dovrebbe essere se quello del riambientamento della Canalecchia sia il sistema più appropriato per procurarsi nuove risorse finanziarie, date le implicazioni ambientali e la delicatezza dell’intervento.

Il secondo spunto di questo manifesto - ed anche in un certo modo la novità - è il tentativo di rivalutazione dell’amministrazione Lispi e di rivendicazione di buona amministrazione, di scelte finanziarie oculate, di quando cioè c’eravamo noi ... E’ inutile ricordare i disastrosi giudizi elettorali di queste due ultime elezioni comunali, che hanno visto penalizzato il centro-sinistra proprio a causa delle amministrazioni Lispi, come è apparso palese dopo la ripresentazione a candidato a sindaco dell’attuale capogruppo di minoranza, ma quello che più ci interessa è far notare l’ostinatezza con la quale si procede a considerare gli errori di appiattimento burocratico ed i metodi di gestione interna al "palazzo" dei problemi sociali ed economici, l’ambientalismo radicale ed estetico-culturale che hanno portato alla stagnazione economica ed alla paralisi delle amministrazioni Lispi come dei motivi di vanto e buona amministrazione. Certi manifesti sono la conferma di quale linea e di quale leadership prevalga ancora nella sinistra fossatana - se ancora ve ne fosse bisogno - e dell’incapacità del centrosinistra di recidere il cordone ombelicale con un passato fallimentare per esprimere un centro sinistra nuovo ed accettabile all’opinione pubblica ed al corpo elettorale.

 

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