L'ECO del Serrasanta |
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Primo piano |
IL CONGRESSO DEI D.S.
Commodi: "Il partito? un comitato elettorale" di Riccardo Serroni Loccasione di incontro era il congresso nazionale, con la necessità di scegliere il futuro segretario tra Fassino e Berlinguer. Ma il terreno di confronto più interessante è stato altro, quello locale e regionale. Direi che in genere, nei congressi delle sezioni periferiche, le cose vanno sempre in questo modo. La politica nazionale, la grande politica, è tratteggiata sullo sfondo per dare priorità ai temi pregnanti sui quali chi fa politica si trova ogni giorno a confrontarsi. In questo congresso dei DS gualdesi la tendenza localistica si è ancor più accentuata perché mi è sembrato, dal tono degli interventi, che le mozioni Fassino e Berlinguer non ispirassero più di tanto i convenuti. Né luno né laltro sembrano essere in grado di suscitare o resuscitare gli antichi entusiasmi. Prova ne sia la motivazione delladesione del sindaco Rolando Pinacoli alla mozione Berlinguer: "Noi abbiamo eletto un deputato, Giuseppe Giulietti, che è stato un punto di riferimento importante in questi anni nel nostro territorio - ha spiegato - Giulietti, non so con quali motivazioni, si è schierato con la mozione Berlinguer. Vi chiedo quindi di votare per questa mozione soprattutto per sostenere Giulietti". Di maggiore interesse, invece, come dicevo, è stato il dibattito sulle questioni più prettamente locali. Rolando Pinacoli, nel suo intervento, ha tracciato tre obiettivi prioritari che devono ispirare lazione delle forze che sostengono il centrosinistra a Gualdo nella seconda parte della legislatura: un rilancio del centro dello schieramento politico (ecco il significato dellassessorato ad Emanuele Mencarelli, di estrazione cattolica), il rilancio dellazione amministrativa del comune (sul piano regolatore, sui servizi, sulloccupazione) ed il rilancio del partito che, in questo momento, sta vivendo una fase di stanca e di assenza eccessiva. Unesigenza, questultima, avvertita da tutti ma che si espone ad una chiave di lettura ampiamente approfondita dal capogruppo Francesco Commodi: "E inutile girarci intorno - ha detto più o meno Commodi - Il nocciolo della questione è dato dal fatto che la nuova legge elettorale, con lelezione diretta del sindaco, è stata deleteria per i partiti e per il ruolo che essi hanno storicamente rappresentato. Oggi il nostro partito non è niente di più che un comitato elettorale. E non ci ha aiutato certo la struttura regionale. In Umbria il nostro è un partito feudale in cui si fa carriera non in base alle capacità personali ma in base allappartenenza territoriale". Parole come pietre che fotografano una realtà non certo esaltante nel mondo politico odierno. Se un partito storicamente organizzato come quello dei DS avverte questo tipo di difficoltà, che ne è degli altri, di quelli nati dalle ceneri di tangentopoli che una struttura funzionale non ce lhanno mai avuta? La realtà è sotto gli occhi di tutti, non si fa nemmeno tanta fatica a ricercarla. Quanti di noi ricordano ultimamente una iniziativa (dibattito, confronto, riunione pubblica) promossa da un partito? Quanti giovani, negli ultimi anni, si sono avvicinati alla politica? Che cosa significa avvicinarsi alla politica se non imparare il gusto di discutere e confrontarsi sulle problematiche dellattualità, soprattutto quella vicina alla vita vissuta? E se ai giovani non si dà la possibilità di esercitarsi nella palestra del dibattito e del confronto quando mai vedremo crescere qualche ragazzo in grado di assumere consapevolmente responsabilità di governo? E se non sono i partiti disponibili o capaci di organizzare questa palestra chi altri può farlo? E vero o no che, in un tale contesto, in futuro saranno sempre più numerose le persone capaci che si allontaneranno dalla politica per lasciare il posto a quelle più mediocri? Una serie di riflessioni che, probabilmente, varrà la pena di approfondire, nel prossimo futuro, con un viaggio allinterno delle forze politiche locali. Riccardo Serroni può essere contattato all'indirizzo E-mail riccardoserroni@protadino.it.
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| Ha vinto Berlinguer
All'insegna
dell'affondamento del Titanic
di Antonio Campioni Domenica 28 ottobre nella sala consiliare ha avuto luogo il congresso dei DS di Gualdo Tadino. Non è stato un congresso esaltante per lo scarso numero dei presenti, l'assenza dei consiglieri comunali del partito e di tanti quadri dirigenti. Un congresso con 30 presenze (1/10 rispetto agli iscritti) è la conferma dell'allontanamento dalla politica di molti militanti. Non c'erano nemmeno i rappresentanti dei partiti che costituiscono l'attuale maggioranza amministrativa, anche gran parte della stampa era assente e nessuno ha portato il saluto ai congressisti. Dopo l'apertura dei lavori da parte del segretario comunale Onello Rondelli sono state illustrate le tre mozioni che, tranne quella di Morando, non presentavano grosse differenze, c'erano solo delle diverse sfumature. La mozione n. 1 presentata da Brunello Castellani è quella collegata a Giovanni Berlinguer ed a questa ha aderito anche l'on. Giulietti; la mozione n. 2 ha come candidato l'on. Fassino (D'Alema). Rondelli ha letto la mozione n. 3 che non aveva nessuno a rappresentarla. La discussione ha visto in primo piano il sindaco, che nel suo intervento ha evocato l'immagine fastasiosa dell'affondamento del Titanic, quindi Francesco Commodi, Carlo Fioriti, Sandro Pinacoli e Massimiliano Presciutti. Subito dopo si è passati alle votazioni delle tre mozioni e il risultato è stato esplicito: 34 voti (comprese le deleghe) alla mozione uno, 26 voti alla due, nessuno alla terza. Il congresso è proseguito per eleggere il nuovo segretario della sezione centro. Alla unanimità è stato eletto Marco Ridolfi, capogruppo consiliare, che non è nemmeno intervenuto nel dibattito. Tra qualche settimana verrà eletto anche il segretario comunale del partito. L'ultimo atto è stata l'elezione della delegazione della sezione centro che andrà al congresso regionale; risulta composta da Marco Ridolfi, Onello Rondelli, Brunello Castellani, Luciano Recchioni.
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