L'ECO di Sigillo

 

N. 20 - 21 ottobre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sigillo

 

Montagna: funghi e cinghiali


Dopo il periodo estivo, molto caldo e afoso, che ha visto migliaia di auto, italiane e straniere, in gita turistica a Val di Ranco e sulle vette appenniniche, ecco ora il nostro bel monte preso d'assalto dai "cercatori di funghi". Sui prati d'alta montagna, oltre i mille metri, ma anche sotto questa quota, nelle località: Prataloccio, Pian del Monte, Prato dei Signori, Nofegge, Costa Liberta, Pian delle Cavalle, Pian dé Porci, L'Avellana, Le Cese, e un po' dovunque, anche nei boschi", ecco uomini e donne con coltello, stivali e bastone cercare il gustoso cibo: "la montagna è prodiga di funghi; ne produce a tonnellate nelle germinazioni di maggio e, particolarmente, durante il periodo settembre-ottobre". Dopo le piogge, vi crescono a profusione. "Torrini, torrini gialli e gentili, ventelloni, cappelloni, spignoli, biette, funghini, roscioli, prataioli, e fra qualche giorno i porcini, autentica ricchezza della nostra montagna".

Non mancano però quelli velenosi, dal "boletus venenosum all'amanita phalloides", ma, i nostri cercatori li conoscono molto bene e li evitano accuratamente. Poi, questi amanti dei funghi tornano a casa con canestri pieni del profumato alimenti, che finisce subito sulle mense, o si mette sott'olio, o in lunghe filze ad essiccare sotto le cappe dei camini, per la stagione invernale.

C'è però un altro gruppo di persone, che all'alba, nei tempi stabiliti, si recano in località Lecce, La Mucchia, Gli Alboracci, I Ravoni, ad attendere pazientemente i cinghiali, che proprio in questo periodo sono ottimi da mangiare (altri sostengono: da sterminare). La caccia al cinghiale non è più come una volta, ora per cacciare è necessario essere sorvegliati dagli Agenti della Venatoria, della Polizia Provinciale e in ultimo dai Vigili Urbani. Un tempo si chiamavano: "squadre o mute", ora, con i tempi moderni è necessaria l'abilitazione al Prelievo Selettivo della Specie Cinghiale. Ma è proprio il caso di dire che" la caccia non è più quella di una volta", ora attrezzature sofisticate, quali telefonini, o radio riceventi e trasmittenti, guidano i percorsi del cinghiale, ora, è proprio il caso di dire: "si va a caccia con la macchina".

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario