L'ECO del Serrasanta

 

N. 20 - 21 ottobre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Urbanistica

PIANO REGOLATORE

Scassellati: "Perché i tecnici hanno torto"

di Riccardo Serroni


07scassel.jpg (3044 byte)Il Piano Regolatore Generale è passato al setaccio negli ultimi giorni di partecipazione popolare. Le assemblee pubbliche organizzate dall'amministrazione comunale sono state molto partecipate, perché l'interesse della gente verso l'argomento è molto intenso. Al di là della valutazioni di carattere generale che dovrebbero essere le più importanti ma che soltanto una minoranza di cittadini è interessata ad avanzare, chiunque abbia un pezzo di terra a disposizione vuole rendersi conto di come gli verrà classificato.

L'assessore Angelo Scassellati è l'amministratore che segue direttamente questa fase progettuale del Piano. A lui, quindi, sottoponiamo una serie di quesiti che abbiamo percepito in giro, molti dei quali erano contenuti nel servizio che abbiamo pubblicato due numeri fa contenente il parere critico di alcuni tecnici.

Eccessiva l'espansione verso la pianura?

"Non è una lettura condivisibile. Intanto un'attenta lettura dei parametri dimostrerebbe il contrario. Che poi ci sia una naturale espansione verso il basso è determinata da molto fattori.

Innanzitutto dalla scelta dei criteri. Alcuni progettisti e proprietari di terreni, negli anni '80, hanno effettuato delle lottizzazioni abusive con la speranza che il nuovo strumento urbanistico avrebbe consentito l'edificabilità in quelle zone. La fascia degli ulivi, invece, è indicata come quella che ha una maggiore esigenza di protezione. E questa è una scelta che viene da lontano, non l'abbiamo decisa né io nè il sindaco né qualcun altro. Il consiglio comunale l'ha approvata all'unanimità per la prima volta nel '98 e l'ha ribadita all'unanimità nell'ottobre del 2000, quando abbiamo adottato i criteri. E' una scelta che è legata anche alle indicazioni che provengono da livelli sovracomunali, come il PUT (Piano Urbanistico Territoriale), che richiedono la salvaguardia dell'ambiente tipico delle zone dell'Umbria. La fascia degli ulivi, in tal senso, è emblematica. Va sottolineato anche il fatto che questi criteri sono stati unanimemente approvati in tutti gli incontri di partecipazione con gli enti sovracomunali e le associazioni ambientaliste, dal '98 in poi,.

C'è poi una valutazione di tipo urbanistico. Costruire a monte significa dover realizzare tutta una serie di infrastrutture che hanno dei costi spaventosi per la collettività. Perché gli indici dovrebbero essere estremamente bassi e bisognerebbe occupare quasi tutto il terreno disponibile. E non bisogna dimenticare i dissesti idrogeologici. L'esperienza insegna che, da quando si è cominciato a costruire a monte, ogni acquazzone rischia di mettere in crisi l'intera città con materiali che scendono a valle, vanno ad ostruire le fogne e creano una serie di situazioni insostenibili.

C'è poi da aggiungere che i proprietari dei terreni sottoposti a vincoli ambientali non sono stati penalizzati economicamente perché quei terreni non li hanno acquistati pagandoli come edificabili, perché giustamente non lo erano".

La pianura verso Cerqueto verrebbe eccessivamente appesantita dalla viabilità senza risolvere alcuni problemi importanti?

"Dobbiamo guardare le grandi scelte. Prima di tutto quella della circonvallazione. E' chiaro che occorreranno diversi anni per realizzarla, ma è comunque destinata ad alleggerire di molto il traffico veicolare sulla Flaminia. E questo soprattutto in previsione del fatto che in futuro il numero dei veicoli che circoleranno sulle strade aumenterà. Sulla circonvallazione confluiranno tutti i vari sistemi viari dei quartieri periferici di Gualdo, da San Rocco, a Cartiere, al Biancospino. La pressione del traffico verrà quindi spostata più a valle perché legherà anche le due zone industriali. Un ulteriore alleggerimento del traffico attuale, soprattutto di quello pesante, verrà poi dalla realizzazione della nuova Flaminia i cui lavori speriamo vengano ultimati entro il giro di 5 o sei anni.

Il Piano Regolatore non poteva non prendere in considerazione la sistemazione della viabilità. La città ha avuto uno sviluppo disordinato negli anni '60/'70 anche con strade intercluse. Noi crediamo che questi quartieri debbano essere rivalutati al meglio".

I parametri previsti per le aree verdi sono eccessivi rispetti ai minimi previsti dalla Regione?

"Attualmente Gualdo ha dei parametri leggermente superiori a quelli della media, anche per quanto riguarda i servizi, come le aree verdi ed i parcheggi. Nelle lottizzazioni di questi ultimi 20 anni si è fatta una politica sbagliata, perché il verde ha finito per essere una striscia sottile che spesso è stato identificato nel solito greppo o nella solita scarpata, cioè nell'area peggiore da lottizzare. Di fatto è un verde che non esiste, non utilizzabile dai cittadini. Quando parliamo di verde dobbiamo parlare di beni fruibili e raggiungibili da qualsiasi cittadino, non soltanto da quelli che vivono in una determinata zona. Si dice che di verde a Gualdo ce n'è tanto. Ma se andiamo ad analizzare criticamente la situazione attuale dobbiamo dire che nel centro storico, se si escludono gli orti, le uniche aree verdi disponibili per la gente sono i giardini pubblici ed i giardini della Rocca Flea. Zone di quel tipo sono necessarie anche in altre parti della città. Sfido chiunque a frequentare i nuovi quartieri di San Rocco, Cartiere e quant'altri e trovare uno spazio verde attrezzato. Un Piano Regolatore non deve interessarsi esclusivamente della parte edificatoria ma anche della qualità della vita. E' quindi per noi un obbligo morale dover raggiungere i parametri europei e dobbiamo perseguirli con il massimo della decisione, anche perché non ci sono costi così spaventosi per chi deve realizzare questo tipo di servizi".

In alcune zone sono previsti mini parcheggi lungo le strade che potrebbero creare pericoli. Non sarebbe stato meglio prevedere, in quelle zone, un solo grande parcheggio?

"Il potenziale pericolo dipenderà dall'intensità del traffico. Molte di quelle strade sono previste a senso unico, quindi il pericolo diminuirà. In tal caso la scelta del progettista è stata quella di garantire l'edificabilità di un lotto di terreno in più in cambio della concessione di spazi per i parcheggi ed il verde"

Manca una zona turistica?

"In effetti non c'è un'area turistica intesa in senso tradizionale, così come era prevista nel vecchio Piano di Fabbricazione. Ma abbiamo ritenuto che ciò non fosse necessario. Non ha senso individuare un'area turistica che poi rimane lì ferma per 20 anni perché nessuno ha interesse a costruirci.

Non è vero, però, che non esistono aree destinate al turismo. Anzi ritengo che il turismo sia uno di quei settori che trarrà maggiori vantaggi dal Piano Regolatore. Basterebbe pensare all'area per le attività commerciali e turistiche previsto presso lo svincolo di Cerqueto, che sarà lo svincolo principale della Flaminia. Chi impedirà di realizzare in quella zona una struttura di tipo alberghiero o ricettivo, come un motel? Non posso entrare nei particolari, ma stiamo lavorando su una iniziativa che potrebbe portare a Gualdo una struttura simile e nel Piano Regolatore ci sarà un'area importantissima destinata a questo obiettivo.

In tutte le aree agricole, poi, sarà possibile svolgere tutta una serie di attività economiche di carattere ricettivo turistico senza alcuna autorizzazione. Quindi questa è una grande rivoluzione che favorisce quell'economia del turismo rurale che ha avuto un grande sviluppo in città vicine come Gubbio o la stessa Nocera e che da noi, al contrario, è ancora molto indietro. Una possibilità, questa, che unitamente al recupero degli immobili con la ricostruzione post-sismica, rappresenterà una grande occasione di sviluppo che vioene offerta attraverso lo strumento urbanistico".

Le frazioni sono blindate con poche possibilità di espansione?

"E' una questione piuttosto delicata. Anzitutto saranno possibili espansioni all'interno delle zone già edificate attraverso un aumento degli indici edificatori. Ciò offrirà alle famiglie delle possibilità non speculative di ampliare i fabbricati al fine di soddisfare le esigenze familiari. Dal lato dei nuovi insediamenti si è messo in atto un processo di ascolto delle esigenze di ciascuna frazione al fine di individuare le scelte urbanistiche che vedranno l'effettiva realizzazione, evitando, come in passato, previsioni che restano sulla carta".


Riccardo Serroni può essere contattato all'indirizzo E-mail riccardoserroni@protadino.it.

 

 

Le assemblee partecipative

di Antonio Campioni


Mercoledì 3 ottobre a S. Chiara ha avuto luogo la prima delle otto assemblee partecipative sul P.R.G. aperte a tutti per illustrare le linee fondamentali del Piano e recepire le varie osservazioni presentate dai cittadini.

Nell'assemblea si S. Chiara, che riguardava il capoluogo, San Rocco, Biancospino, Cartiere e Casale, la sala era gremita. C'è stata prima la presentazione del Piano Regolatore da parte del progettista Moriconi e successivamente è seguita una lunga discussione. Indubbiamente tra le oltre 200 osservazioni già depositate ce ne sono state alcune valide, giuste e legittime, ma ce ne sono altre che hanno il sapore particolaristico e sono d'interesse egoisticamente individualistico. Non tutte le osservazioni sono state accolte perché molte andavano nel senso di stravolgere il Piano stesso. C'erano varie delegazioni: Biancospino, Croce Canale, via XXV aprile. Gli abitanti del Biancospino, per la parte di sinistra del fiume Feo, di fronte alla proposta del progettista di ampliare le strade interne, si sono dichiarati in disaccordo, perché per l'allargamento occorre cedere spazi d'area dell'orto e del giardino e nessuno la vuol fornire. Invece hanno accettato volentieri l'anello che si congiunge con la strada principale.

 

 

Osservazioni fino al 31 ottobre


L'Ufficio Urbanistica del Comune di Gualdo Tadino ricorda che il Piano Regolatore Generale rimarrà depositato presso la segreteria comunale fino al 31 ottobre prossimo compreso. E' stata infatti prorogata a quella data la scadenza prevista inizialmente per il 4 ottobre per la presentazione da parte dei cittadini delle osservazioni sullo strumento urbanistico. Entro dieci giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni stesse chiunque ne abbia interesse può presentare una breve replica.

Si ricorda inoltre che le planimetrie del Prg e le norme attuative, nonché il modello per la presentazione delle osservazioni, sono disponibili anche sul sito internet della Amministrazione comunale all'indirizzo www.gualdo.tadino.it.

 

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