L'ECO di Nocera Umbra |
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Nocera Umbra |
IL CONVEGNO DI LEGAMBIENTE
"RICOSTRUIRE UN TERRITORIO"
Quattro anni di ricostruzione "miope" di Massimiliano Squadroni
I rappresentanti di Legambiente e Caritas, nei giorni precedenti al convegno, sono andati in alcuni dei paesi dei Comuni più colpiti dal sisma di quattro anni fa da Annifo a Sellano, da Grello ad Isola di Nocera, dove sono state distribuite delle cartoline, per un messaggio dalla ricostruzione, un modo semplice, ma immediato per far arrivare direttamente ai rappresentanti istituzionali presenti in sala, la voce di chi ancora si trova costretto a vivere nei 36 mq. del container, o per i più fortunati nelle casette di legno o negli alloggi dello Ierp. Dagli incontri, sono emerse affermazioni a volte dure, ma sempre corrette e schiette, la casa in mattoni è nella mente di tutti, giovani o anziani; è emersa la grande amarezza di chi non vede ancora un futuro certo, ed è un bene per tutti che quel sentimento di rabbia non sia divenuto ancora rassegnazione o disperazione; ma per quanto ancora? Per anni si è detto che gli umbri è gente semplice ed umile, ma non fessi e permettetemi il termine, finalmente incazzati ... Il convegno di Legambiente e Caritas nasce proprio dalla preoccupazione, ovvero dalla crescente esigenza di affrontare il disagio e dare una speranza di un futuro possibile in queste zone; che almeno le giovani generazioni abbiano delle possibilità occupazionali maggiori, ottenibili a nostro giudizio con una appropriata azione di sviluppo dellarea montana terremotata, che non può prescindere dalla salvaguardia dellambiente e dalla valorizzazione delle risorse naturali. La nostra attenzione va verso i territori marginali, aree già in difficoltà prima del sisma, va alla gente della montagna, alle piccole, ma preziose identità dellAppennino, segnate dal degrado, dallassenza dei servizi essenziali, ed ancora dai segni di un sisma che da quelle parti sembra essere passato ieri Il terremoto non ha fatto altro che accelerare questa tendenza, labbandono dei centri montani, lontani dalle sirene del consumismo, ma ahimè con poche alternative ai poco remunerativi lavori nei campi! Il convegno è iniziato con la proiezione di un dossier sugli aspetti ambientali della ricostruzione, i segni delluomo e i suoi interventi non sempre in sintonia con lambiente. Sotto accusa sono finiti gli inerti da demolizione con pochi casi di smaltimento e recupero, mentre in numerosi centri ci sono ancora macerie da recuperare ed edifici da demolire, la collina delle macerie in località Campodarco a Nocera Umbra è oramai un caso preoccupante, per la diversa tipologia di rifiuti presenti, che minacciano lambiente e la salute dei cittadini e per la mancanza di un impianto di separazione e recupero dei materiali. Era tecnicamente possibile procedere sin da subito alla separazione degli inerti e predisporre un recupero dei materiali, ed integrarli con il materiale nobile delle cave. Lanalisi di questi 4 anni in cui si è solamente pensato a riparare gli edifici, e quasi per nulla a progettare un futuro, è continuata con la denuncia della scarsa attenzione nella tipologia costruttiva degli alloggi di edilizia residenziale pubblica nelle aree montane; in diverse frazioni montane palazzi metropolitani sono stati inseriti in contesti rurali, creando una situazione negativa non solo per il paesaggio, ma anche per la gente che vi abita. Mi rimane difficile immaginare un contadino vivere in un appartamento al secondo piano è in questa maniera che si distrugge unidentità! Eppure lesempio negativo di questi interventi era fresco nel tempo e vicino nello spazio. Basti andare nella zona epicentrale del terremoto della Valnerina del settembre del 1979, Civita, Castel Santa Maria, Chiavano, Tramezzo, Terzone, alcune frazioni montane dei Comuni di Norcia, Cascia e Cittareale. Dopo 10-12 anni di stenti passati nei containers (lì le casette di legno non sono mai arrivate) agli abitanti sono stati consegnati dei nuovi alloggi, interi paesi testimoni di secoli di storia, e di numerosi terremoti, ricostruiti pietra su pietra dagli abitanti di un tempo a ogni sussulto, sono stati delocalizzati, il paese arroccato dove ancora oggi sono evidenti i segni del terremoto come fosse stato ieri, è stato sostituito con alloggi residenziali, le moderne tecnologie edili non hanno saputo far altro, che cancellarli sostituirli con colonne e cemento armato. La conclusione del dossier era quella di individuare una possibilità di sviluppo e di occupazione dellarea terremotata, una delle ipotesi proposte ai relatori è stata quella di puntare alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, creando infine delle occasioni di sviluppo sostenibile e soprattutto abbattendo i confini amministrativi, per una progettazione comune in sinergia. Il messaggio è stato apprezzato dal sottosegretario al ministero dellambiente R. Tortoli esponente di AN, il quale ha apprezzato il lavoro di stimolo svolto da Legambiente e Caritas si è impegnato a concordare un confronto politico tra le Regioni di Umbria e Marche e i Comuni maggiormente colpiti, per limare le incertezze e le difficoltà legislative che ancora bloccano la ricostruzione pesante e soprattutto per individuare prima della prossima finanziaria delle risorse da destinare allo sviluppo del nostro territorio. Lobiettivo prefissato era stato raggiunto, limpegno del Ministero allAmbiente da verificare nelle prossime settimane, ha chiuso definitivamente le rivalse di legge speciale e di condono agli abusi edilizi, promesse dal senatore Ronconi. Interessante anche la tavola rotonda condotta dal Direttore della Caritas Diocesana, Giocondo Leonardi, con la presenza dei rappresentanti dei sei Comuni maggiormente colpiti, Gualdo, Assisi, Nocera, Valtopina, Foligno e Sellano, ai quali sono stati recapitati i messaggi della gente. La volontà di superare il momento di difficoltà è sembrato trasversale e in tutti. Nel pomeriggio i relatori hanno affrontato il tema delle fonti energetiche pulite, Legambiente ha proposto di adottare dalle zone terremotate la campagna ministeriale dei tetti fotovoltaici, adottando delle misure economiche aggiuntive ai bandi che la Regione ha predisposto con scadenza nel prossimo dicembre. La discussione è poi passata alla possibile realizzazione di un parco eolico e sulla diffusione e promozione di un turismo rurale delle nostre terre, geneticamente predisposte a questo tipo di valorizzazione. Il progetto "Nocera Città delle Acque" esposto dal coordinatore del progetto "Todi città vivibile e sostenibile", che ha reso Todi la città più vivibile del mondo, creando un ritorno di immagine ed un potenziamento del turismo, semplicemente valorizzando in maniera sostenibile le risorse già presenti nel territorio, è stato proposto allAmministrazione Comunale, come una possibile occasione di sviluppo non solo per Nocera, ma anche per i territori limitrofi. Altro obiettivo raggiunto, quello di limitare il più possibile le polemiche e le strumentalizzazioni politiche, ma cercare di essere propositivi, per un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono la loro casa e soprattutto desiderano continuare a vivere in queste zone; la ricostruzione doveva essere unoccasione di sviluppo, una possibilità per migliorarci, è ora di iniziare a pensarci ... Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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