L'ECO di Fossato di Vico |
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Fossato di Vico |
L'inaugurazione dell'Antiquarium Presente il presidente della commissione cultura e beni culturali del Senato della Repubblica, Franco Asciutti, e l'assessore regionale Maddoli di Carlo Barsotti
La cerimonia ufficiale, che ha preceduto l'apertura al pubblico del piccolo Museo, si è svolta presso il Teatro comunale di Fossato alla presenza del sen. Franco Asciutti, presidente della commissione Istruzione Pubblica e Cultura del Senato della Repubblica Italiana, dell'assessore regionale alla Cultura Gianfranco Maddoli, del prof. Matteini Chiari dell'Università di Perugia che ha curato l'allestimento del Museo, e di numerosi politici ed amministratori locali. Nelle sale del Museo si potranno così ammirare, conoscere meglio e più da vicino centinaia di reperti e materiali trovati appunto nel territorio del Comune di Fossato di Vico, i quali, per valore artistico, storico, scientifico, etnico, meritano di essere considerati un patrimonio della comunità e di essere conosciuti dal pubblico. Il museo, quindi, intende documentare la storia pregressa del territorio attraverso le testimonianze rinvenute sia esponendo i reperti che costituiscono la raccolta comunale sia mostrando i materiali che attualmente sono conservati in altri luoghi, come il noto Marte "dalle montagne di Fossato di Vico", ora al Museo Archeologico nazionale dell'Umbria o la statuetta bronzea, raffigurante un leone, rinvenuta alle "Cese" nel 1937 e conservata nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche. I materiali della raccolta sono esposti in sequenza cronologica ed allestiti, ove possibile, per nuclei cronologicamente coerenti e culturalmente organici. L'amministrazione comunale, attraverso i reperti esposti ed i pannelli esplicativi, ha inteso documentare le vicende di queste terre nel tempo e la struttura organizzativa territoriale da sempre determinata dall'attraversamento incrociato di una grande direttrice viaria interregionale, la via Flaminia, organizzatasi alla fine del III sec. a. C., e da una importante percorrenza di scavalcamento montano che dai territori umbri interni porta a quelli transappeninici ed alla costa adriatica. Il museo di Fossato di Vico per i materiali che lo compongono ha una forte valenza didattica per tutti. Inoltre, essendo inserito nell'area del parco di Monte Cucco, assume un rilievo notevole nell'ambito della promozione e valorizzazione di tutta la zona e, insieme al museo di Costacciaro, il quale documenta gli spetti naturalistici-ambientali, offre un'ampia documentazione dell'area costituendo uno stimolo per il turista nella conoscenza del territorio. L'"Antiquarium", quindi, si inquadra a pieno titolo nei progetti di valorizzazione dell'intera area fossatana che dispone di un patrimonio artistico prezioso quando diffuso e frammentato.
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di Ottavio Giombetti Sono soddisfatto. L'antiquarium comunale, ovvero un museo, che ospita la raccolta di materiale archeologico è una realtà. E' un simbolo di sensibilità culturale, un fiore all'occhiello di Fossato, il quale ci dice che non esiste soltanto la vita di tutti i giorni, ma che siamo il frutto di un percorso storico iniziato più di tremila anni fa. Tutto questo attestato tramite da reperti archeologici, che non sono soggetti ad interpretazione storica, ma segni tangibili delle tappe percorse. Certo la raccolta è un po' povera di materiali - - e nemmeno completa, in quanto alcuni pezzi importanti sono fuori, magari nei magazzini delle soprintendenze, ma già le tappe fondamentali del nostro cammino sono tutte documentate e rese note. Comunque ci piace moltissimo. La cultura è un patrimonio pubblico, perciò lontano dalle perversioni maniacali dei vari personaggi locali. L'antiquarium è stato realizzato con una collaborazione delle istituzioni, Comune, Università di Perugia e Regione e si è avvalsa della collaborazione di tutti, pubblici e privati ed ora è disponibile per tutti. E' stato nominato un direttore il prof. Maurizio Matteini Chiari, che per certi versi è stato adottato dal nostro comune, è stato elaborato un progetto, è stata individuata una sede.. Ho visto che manca la parte informatica, che era presente alla mostra del 1984, ma credo che verrà installata successivamente. Già la mostra del 1984, bellissima iniziativa e passo fondamentale per l'antiquarium. Sono trascorsi 17 anni dall'ideazione. Tempi lunghi, ma non privi d'impegno, da parte di tutte le amministrazioni sia di sinistra, che quella attuale del centro destra. E fra le tappe fondamentali dell'antiquarium mi piace ricordare l'assessore regionale Abbondanza, cui va il nostro piacevole ricordo, che ha inserito l' iniziativa nel circuito dei beni culturali Regionale. Tutto bene dunque? Beh, un paio di cose da dire ce 1'avrei. All'inaugurazione si é notata una presenza massiccia del centro destra a livello di personalità e di pubblico ed un'assenza dei personaggi del centro sinistra a livello locale. Dopo la volontà, interpellanze, articoli di sollecito etc.. la mancanza della minoranza e della sinistra locale è stata una vistosa smagliatura, così come è stato notato un presenzialismo degli esponenti del centro destra, certo benvenuti. Ma, la cultura è patrimonio di tutti ed è dunque immune da ripicche e riottosità ed anche da occasioni di appropriazione. Ho notato inoltre la presenza delle amministrazioni dei comuni limitrofi ed anche del Parco del Monte Cucco, che pure ha nei suoi programmi un itinerario archeologico della Flaminia. La seconda cosa che sento di dover mettere in evidenza è la politica culturale dell'amministrazione. In particolare la presenza o meno di un progetto. Vedo un discreto impegno organizzativo, ma tale impegno dove porta? Questo mi è un po' meno chiaro e determina anche qualche insuccesso. Per esempio l'antiquarium senza l'organizzazione della rete dei beni culturali e museali risulterebbe una classica cattedrale nel deserto. Un visitatore che viene a Fossato deve essere messo in condizione di usufruire con forme organizzate e una certa cultura dell'accoglienza del nostro patrimonio dei beni culturali e del territorio, che è molto consistente e tale da trattenere per lo meno un pomeriggio l'attenzione del visitatore. Ed in questo senso va affrontato il problema del Centro di ricerca e documentazione sulla civiltà agropastorale dell'Alto Chiascio che galleggia fra gli equivoci e le fughe dalla situazione esistente, che incancreniscono ancora di più lo statu quo e non portano ad alcun risultato concreto. In questo periodo le istituzioni pubbliche hanno la possibilità di realizzare i propri progetti culturali perché vi sono attenzione e finanziamenti. Guai a perdere questo treno. La realizzazione dell'antiquarium ha indicato una strada ed un metodo da seguire. Su questo esempio bisogna proseguire, sicuramente con tempi molto più brevi.
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