L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 7 ottobre 2001

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Letture

RICORDI DI GUERRA (9)

Poker con i lupi

di Piero Guerra


In cima al monte costruirono per noi una baracca di tavole: un cucinino ed un soggiorno dormitorio per otto persone. Ora eravamo signori !!! La sera quando annottava rientravamo tutti e i cani accucciati, che erano con noi cominciavano a dar segni di nervosismo: sommessamente guaivano. Sentivano già i lupi lontani dei quali avevamo, quasi ogni notte, la visita. Più si avvicinavano e più forte i cani guaivano. Noi, attenti, aguzzavamo l'orecchio e sentivamo gli ululati lontani. Udivamo un ululato "assolo" del capo-branco, impressionante le prime volte, poi il coro di risposta dei lupi del branco. Quando il rumore era a circa 200 metri e sulla neve si vedeva una macchia scura avanzare, dalle finestre socchiuse sparavamo tutti insieme verso la macchia scura. Si sentivano guaiti ed il branco fuggiva lontano. Il giorno dopo andavamo sul posto, trovavamo macchie di sangue sulla neve, ma mai un lupo morto. In attesa di questi "amici" la sera ci disponevamo intorno ad un tavolo e giocavamo a poker. Giocavamo a soldi e per ore. Come fiches usavamo fagioli che tenevamo avanti a noi nel coperchio della gavetta. Si vinceva, si perdeva, qualche volta pari; si potevano perdere anche 2-3 mila lire che allora erano tante.

Una sera Giacomo aveva una fortuna sfacciata. Alla fine aveva "pelato" tutti. Ai conti allora! Si contavano i fagioli e si pagava in contanti. Rimasi ultimo a sistemare il debito; avevo perso parecchio. Cominciai a contare : 100, 200, 300 ... "Basta, mi disse, gli altri te li abbuono". Il gioco la sera era di rigore. Una volta fui io il fortunato. Vincevo anche agli altri, ma particolarmente a lui. Sul coperchio della gavetta non aveva più fagioli. Perdeva più di duemila lire. Tirò fuori il portamonete e cominciò a contare: 100, 200, 300, 400 ... e mi guardava come a dire, non mi fermi? ... 500 ... e alzava gli occhi ... 600 e faceva una pausa "... 700 ..., ma li vuoi tutti i soldi?"

"Certo", risposi. - "Mi piace", replicò, "quando vinco io te li abbuono, quando vinci tu li vuoi tutti, ti pare giusto?" Ridemmo; lui a denti stretti pensando che parlavo sul serio. Ridemmo ancora per sciogliere la tensione, lui per aver perso, io per aver vinto. - "Allora li vuoi tutti i soldi che ho perso?" chiese. - "No, dammi 300 lire e siamo a pari di tutto". Allora lo sguardo che era avvilito e la pelle del viso tirata si ammorbidì dicendo: - "Che paura m'hai messo !".

 

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