L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 7 ottobre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Letture

Le fiabe di nonna Mirella

Cavolina e i suoi capricci

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In un paesino arroccato su di un monte, con tante varietà di piante e fiori, viveva una bambina, con i suoi genitori, in una casetta piccolina piccolina ma tanto carina, con il giardino e l’orticello che coltivava la mamma.

Cavolina era attratta dall’orticello specialmente quando c’era il cavolo, e per questo la bambina veniva chiamata "Cavolina". Essa trascorreva molto tempo a giocare sotto le foglie del cavolo, si divertiva a prendere le formiche e le coccinelle, i lombrichi e le cavallette; insomma ogni momento era buono per giocare!

Ma non vi ho ancora descritto come era Cavolina; una bambina piccolina e bionda, con tanti riccioloni, occhi azzurri come il cielo ma, purtroppo, tanto tanto capricciosa, e per questo la sua mamma le diceva: " Ogni ricciolo un capriccio "

Infatti Cavolina era proprio capricciosa ed ogni volta che la mamma la chiamava lei non le dava mai ascolto. Non parliamo poi quando era l’ora del pranzo! La mamma cercava di accontentarla in tutte le maniere. Se preparava la minestra Cavolina voleva la pastasciutta, se preparava la carne voleva il pesce, e così via.

Tutti i giorni era la stessa storia. Ma un giorno la mamma volle mettere alla prova Cavolina. All’ora di pranzo chiamò Cavolina e le disse: "Vuoi la minestra?" La bambina disse di sì, ma quando la minestra fu a tavola Cavolina si mise a piangere perché voleva la pastasciutta. La mamma allora le preparò la pastasciutta, ma quando la pasta fu in tavola Cavolina non la volle più, perché avrebbe voluto mangiare i formaggini che poi non mangiò. Poi chiese l’ovetto, la trota che la mamma pazientemente preparò e che Cavolina puntualmente non mangiò.

La mamma, ormai stanca ed arrabbiata dei capricci della propria bambina, le fece l’elenco di tutto ciò che aveva preparato: "Hai voluto la minestra, poi la pastasciutta, quindi i formaggini, l’ovetto e la trota! Non hai mangiato nulla ed allora vai subito a letto a sedere nudo e senza cena!"

Così Cavolina, zitta zitta e mortificata, andò a dormire.

La mattina dopo quando si svegliò aveva una gran fame, ma una gran fame che lo stomachino le gorgogliava. Chiamò la mamma e le disse di avere fame ed allora la mamma le rimise in tavola tutta quella roba che le aveva preparato il giorno precedente.

Ma questa volta Cavolina non fece capricci, in un attimo si sparecchiò con gusto tutto quel ben di Dio.

Finito di mangiare la mamma le disse: "Spero che la lezione ti sia servita, cara la mia bambina, altrimenti la prossima volta che farai i capricci te ne ritornerai a letto a sederino nudo e senza cena."

Perciò, cari bambini che ascoltare questa favola, date retta alla vostre mamma altrimenti anche voi farete la fine di Cavolina! Ve lo consiglia Nonna Mirella.

 

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