L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 7 ottobre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Primo piano

 

L'amaro in bocca

di Carletto Fiorucci


E’ con una sorta di amaro in bocca che scrivo queste note: dopo la tragedia americana qualcosa è cambiato in noi e qualcosa cambierà nel mondo. Non credo che sia una lotta del bene contro il male, come afferma enfaticamente Bush, anche perché le vittime innocenti dell’Afghanistan (che probabilmente ci saranno) hanno per me lo stesso peso delle vittime innocenti di Manhattan ... non credo che le donne e i bambini irakeni o afghani possano fare meno tenerezza di quelli americani ... Se è giusto combattere e distruggere i fanatici religiosi che in nome di una ideologia cieca e stupida terrorizzano il mondo occidentale, sarà bene non esagerare, per evitare di trasformare questa comprensibile ritorsione americana in una guerra dei ricchi contro i poveri, in un nuovo massacro, in una sottomissione brutale alla legge del più forte. L’Europa, anche se ha partecipato al dolore per le vittime di New York ed espresso ferma condanna per il vile attentato, mi pare che sia su posizioni molto caute e molto sagge, onde evitare che la punizione per i colpevoli si trasformi in una vendetta indiscriminata verso un popolo tutto.

Per questo parlare in questi giorni dei problemi locali, quando nel Mondo ci si pongono interrogativi planetari, mi riesce un po’ difficile, ma come si dice, la vita continua, e purtroppo continuano le cose storte o confuse che non fanno bene né alla città né alla sua gente.

Valsorda

Sono stato spesso a Valsorda quest’anno e ho sofferto nel constatare che le presenze giornaliere si contavano sulla punta delle dita….solo i soliti affezionati innamorati della montagna e null’altro. La vocazione turistica delle nostre valli è lì sotto i nostri occhi, ma non si fa nulla da decenni per valorizzarle. Dopo anni di progetti fumosi, ora pare si sia messo mano a qualcosa di concreto, ma non è sufficiente, non rende l’ambiente fruibile come ci si aspetterebbe.

Il progetto di alcune piccole casette in legno nascoste nel bosco per dar modo ai residenti e non, di passare una vacanza migliore non decolla per l’opposizione di sparute minoranze che immaginano la montagna come luogo accessibile solo a pochi eletti, scomodo e selvaggio. Credo che l’incremento della ricettività farebbe un gran bene non solo allo sviluppo turistico della Valsorda stessa ma anche alla sua salvaguardia, perché solitamente dove ci sono comunità (stabili o temporanee) c’è una cura diretta e indiretta per l’ambiente stesso, perché credo a nessuno faccia piacere vivere giorni interi tra il disordine e l’immondizia. Generalmente chi sosta poco tempo nella valle (max un giorno) non si cura molto di quello che lascerà a chi verrà dopo. E non è solo un problema di inciviltà ma di cattive abitudini favorite dalla mancanza di controlli e dal disordine generale. La stessa Amministrazione non è stimolata a compiere lavori di sistemazione o a che non vi siano danni evidenti, visto che le presenze giornaliere sono così rare e Valsorda è invasa solo la Domenica e soprattutto in occasione dell’Ascensione, quando si vivono giornate da mal di fegato. Si parla di parcheggi: quando? Di depolverizzazione delle strade esistenti: quando? Di bagni pubblici decorosi: quando? Per il momento abbiamo assistito ad un lavoro rimasto a metà, con la strada ridotta di un terzo, impercorribile nei due sensi, col rischio di spaccare gomme e macchine, lasciata così per mesi, non riparata neanche per l’Ascensione quando il volume di traffico era praticamente insostenibile. E la situazione è rimasta così per buona parte della stagione turistica, a rappresentare un bel biglietto da visita per gli occasionali visitatori che presumo ci abbiano giudicato paese da terzo mondo. Ora è riparata, in poco tempo è stata sistemata e catramata, quello che non si è riuscito a fare in più di sei mesi si è fatto in due o tre giorni, quando ormai era troppo tardi. Ma da noi nessuno, proprio nessuno sa cosa vuol dire programmazione?

Parcheggio ex scuola media

Si cominciano a vedere dei movimenti (lenti, lentissimi) presso le rovine della vecchia Scuola Media, ed è una cosa già positiva, ma c’è bisogno urgente di questo polmone ad uso parcheggio a ridosso del Centro, e non c’è tempo da perdere, visto che di tempo se n’è già perso molto, anzi moltissimo…forse troppo.

Scuola elementare

La Scuola Elementare "Domenico Tittarelli" anche quest’anno non ha aperto le sue porte alle centinaia di bambini costretti per il terzo anno a recarsi presso l’edifico dei Frati Cappuccini, in un ambiente ormai inadeguato per una scuola moderna e numerosa, con il solito disagio per le famiglie che hanno iscritto i loro bambini al centro per vari motivi anche pratici e se li sono ritrovati (ormai siamo al terzo anno) dirottati in periferia, in una scuola dove alcune aule al massimo potrebbero ospitare Biancaneve e i sette nani. E’ vero, ci sono tante buone ragioni che hanno rallentato i lavori, Ditte, Soprintendenza, finanziamenti, forse errori tecnici… tutte cose comprensibili, ma che non dovrebbero servire da alibi per giustificare un ritardo così clamoroso.

E’ probabile che l’amministrazione abbia fatto tutto il possibile (come mi ha sempre rassicurato l’assessore alla P.I. Mario Anderlini, preoccupato anch’egli del grave ritardo) o comunque sia in buona fede, ma è assurdo che in Italia, per motivazioni che sfuggono a noi comuni mortali, per fare dei lavori di modesta entità, che dovrebbe richiedere pochi mesi, ci si debba impiegare tre anni, quando in minor tempo si costruisce un edificio scolastico completamente nuovo dieci volte più grande di questo (il prefabbricato dell'Istituto Professionale insegna).

Forse se consideriamo che per la nuova Flaminia stiamo attendendo ormai da mezzo secolo, in fondo tre anni per la ristrutturazione parziale della più importante scuola del centro, è ancora poca cosa. Allegria!!

 

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