L'ECO del Serrasanta |
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L'ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE Io no bomba!di Luigi Gaudenzi Usciti dal Museo Nazionale del Bargello a Firenze dove avevamo ammirato, tra le tante espressioni di arte eccelsa e quindi di raffinata civiltà, la Madonna del Roseto di Luca della Robbia, ci eravamo recati a piedi sul lungarno Soderini e seduti ad un tavolo all'aperto di uno dei tanti bar di San Frediano, un borgo reso famoso da Vasco Pratolini. Molta gente commentava l'orrendo e infame attentato terroristico al W.T.C. di Nuova York, avvenuto appena quattro giorni prima. La condanna era unanime. Il diavolo, però, volle che sopraggiungesse un "vu' cumprà". Un omaccione scattò dalla sedia e afferrò il malcapitato urlandogli in viso: "Di dove sei? o di dove sei, bischero! " - "Sudan, Sudan!" - "Tu hai una bomba tra codeste 'ose, ci scommetto!" - "Io no bomba! No, no!". Prima che potessimo fermarla, un'amica urbinate che era con noi, battagliera anche a causa della sua professione di legale, intervenne liberando il povero diavolo terrorizzato e rammentando principi di tolleranza al toscanaccio il quale, per tutta risposta, la subissò d ' insulti e bestemmie. Nessuno era intervenuto a parte noi, sinceramente più preoccupati della sorte dell'amica che non di quella del sudanese. Piccolo esempio di cosa può capitare in una reazione violenta e generalizzata. Vogliamo colpire quasi tutto l'Islam? Sarebbe come assumere la stessa caratura morale dei terroristi. Ma esiste questo pericolo. Lo afferma Gore Vidal, uno dei più grandi scrittori americani ("Washington D. C."- "Empire" - "L'età dell'oro" ecc.), ex senatore. Lui dice: "Prevedo un inverno lungo e spaventoso. Agli USA manca una leadership con cultura e idee ..." - "Uno dei primi atti del conflitto sarà la demonizzazione di tutti i musulmani ... anche i paesi arabi amici diventeranno nemici ..." - "L'impero americano non è reso vulnerabile dalle bombe ma dall'assenza di cultura ... non ha idee e neppure il sostegno delle intelligenze ...". Immodestamente non condividiamo queste idee anche se sono preoccupanti vista la caratura del personaggio. Ma Gore Vidal ha un piccolo peccato originale: è cugino di Al Gore, il mancato presidente degli Stati Uniti, battuto da Bush. "Io no bombe!" e come quel poveraccio ci sono un milione, cinquanta milioni di arabi che non hanno bombe perché sono stretti osservanti della Legge del Corano così bene riassunta dalla scrittrice Eva de Vitray-Meyerovitch. Intanto, essa afferma, il Corano ha numerosi contatti con il cristianesimo: "Benedici Maometto come benedici Abramo ... Allah disse ad Abramo: proclama alle genti il pellegrinaggio ... chi ha speranza d'incontrare il suo Signore faccia il bene. La sua ascensione (di Maometto ...) lo fece incontrare con Adamo, Noè, Mosè, Abramo, Gesù ... l'angelo Gabriele lo guidò per un tratto del cammino ...". E così via. Non c'è traccia d'istigazione all'omicidio e tantomeno al suicidio. Anzi quest'ultimo è espressamente vietato (Al-Insan: L'Uomo). Facile prevedere che l'occidente userà la forza di cui dispone in quantità schiacciante. Non si vede come possa non farlo ma, accanto ai missili ed alle bombe, è augurabile che vengano collocate anche la saggezza e la prudenza, sol che si tenga presente che anche noi non siamo candidi e senza colpe. Nei nostri armadi penzolano numerosi scheletri, sin dall'epoca delle crociate. Sol che si tengano presente i numerosi lager, tipo Sabra e Chatila, dove ogni desiderio è stato represso ed ogni sogno infranto e dove il terrorismo pesca a piene mani con promesse di paradiso eterno e di dozzine di vergini; promessa, quest'ultima, oltremodo generosa data la scarsità della specie. E loro ci credono (Giovanni Morandi - La NAZIONE) perché nel deserto delle frustrazioni c'è solo un odio viscerale per gli ebrei e quella stupenda promessa di una felicità ed un godimento planetari. Così è facile varcare la porta dell'estremo sacrificio: "Amiamo la morte quanto voi amate la vita."
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