L'ECO del Serrasanta |
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SPECIALE GIOCHI DE LE PORTE |
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| Unedizione sotto tono, per molti aspetti. Ma era da anni che non si vedeva una vittoria tanto netta Stravince San Benedetto, sprofonda San Facondino È stato il palio che tutti simmaginavano, in ogni senso. Ormai i gialloblu sono una certezza. Complice un po di sfortuna, I gialloverdi anche. Ad maiora! di Pierluigi Gioia
DIDA: il "turbo somaro" di San Benedetto La "Pro Tadino", oltre a sostenere liniziativa delle previsioni meteo, aveva inoltre previsto un consistente afflusso di turisti in città, ragion per cui aveva cambiato la disposizione della mobilia al piano di sotto, allargando gli spazi per riparare eventuali turisti dalla pioggia e consentire loro la visione dei Giochi in tivù; e poi organizzato turni e ronde fra venerdì e domenica. Si aggiungano i sorteggi delle gare: San Benedetto che partiva sempre per primo sembrava davvero la profezia di una vittoria senza precedenti. Insomma, diciamocelo chiaramente: è stata ledizione delle previsioni. Azzeccate, ora diciamo.
In primo luogo per il tempo. I "rovesci intermittenti", previsti per il primo pomeriggio di domenica, sono arrivati con una puntualità inglese. Allegoria del corteo E la perturbazione proveniva
proprio dallAtlantico. Una precisione eccessiva, a dire il vero: esattamente a metà
corteo, le cataratte del cielo si sono aperte, provocando addirittura linterruzione
della sfilata. I più scontenti, oltre ai sarti che hanno visto rovinati in pochi minuti i
preziosi velluti degli abiti, i portatoli di San Facondino: la loro sfilata era ancora una
volta la "più bella" e i numerosi turisti hanno potuto L'allegro banchetto del venerdì. Grande l'afflusso del pubblico Previsioni azzeccate al 75% anche quelle di Fausto Paciotti, perché delle quattro vittorie pronosticate, ne sono arrivate ben tre, seguite da un secondo posto, che sarebbe stato sicuramente primo se il somaro di San Facondino dopo aver disarcionato il fantino, non lo avesse trascinato con la briglia chiudendo il passo al somaro gialloblu. Lironico Paciotti non accusi dunque di "non acchiappacce manco nto le cerque" LEco del Serrasanta se ora annuncia che la vittoria gialloblu è stata la più netta, la più schiacciante e la più limpida da almeno dieci anni in qua. Del resto, non crede, forse, che gli abbiamo portato fortuna?
Ora è infatti San Benedetto a non avere più rivali: i tiratori sembrano avere una marcia in più degli altri, se non altro a livello di freddezza, perché - ammettiamolo - era difficile vincere due gare di tiro partendo sempre per primi. Il palio 2001 (Foto: Chiucchi) Ma ce lhanno fatta, seppur con qualche patema danimo nella lotteria degli spareggi. I somari anche: in condizioni standard hanno lo scatto più bruciante, anche se forse è la resistenza che andrebbe meglio irrobustita. La débacle di San Facondino Previsioni del tutto azzeccate anche in coda al quartetto delle Porte, dove si consolida lirreale inferiorità di San Facondino, eppure ancora al primo posto nel palmares, quantunque all'asciutto dai tempi, in due parole, in cui la società di "Mandolino" e "Rosina & C" non aveva rivali.
I figuranti di San Martino poco prima del rovescio di pioggia (Foto: Serroni) Certo, anche la sfortuna ci ha messo la sua parte - un piatto mancato di un millimetro, un piede rimasto incredibilmente incastrato in una briglia, dove neppure facendoci apposta ce lavresti mai fatta, un imprevisto calo di concentrazione. In realtà, più che inferiorità oggettiva è stata mancanza di fiducia nei propri mezzi. Anche perché ammettiamolo un qualche miglioramento in zona tiro si è comunque percepito. Tanti ultimi o al massimo penultimi posti di seguito, però, hanno ormai reso eccessivamente carichi di responsabilità i giocolieri. Durante e dopo Melone, insomma, tutti nel pallone. Dovrà faticare non poco Galafate per ridare animo ai suoi: oramai, al prossimo lancio della disfida, gli occhi saranno puntati soprattutto su di lui e sui suoi. E gli sberleffi aumenteranno. Non certo per quanto riguarda il corteo storico, dove, al contrario, il grande dispiegamento di mezzi, la grande forza creativa e lentusiasmo della Porta non meritano ancora una volta lultimo posto, in ordine di partenza. E i somari? Be, quelli dell "unico santo de Gualdo" (Galafate docet) si moltiplicano e chissà che fra i pargoli dalle orecchie puntute non figuri già la nuova Rosina
Di San Donato e San Martino nulla si potrebbe dir male: i loro punteggi sono in linea con quelli ottenuti in altre edizioni anche dai vincitori. Graziano Pappafava, l'infallibile fromboliere gialloblu (Foto: Chiucchi) È San Benedetto che ha lasciato tutti nella troposfera, veleggiando a quote mesosferiche. Buoni i tiratori, buoni i somari, anche se un po timoroso sul bagnato quello di San Donato. Insomma: anche qui, come nei pronostici, una buona gara. Forse un po damaro in bocca per San Martino che, dopo la corsa dei carretti, un po lidea ce laveva fatta
Previsioni indovinate anche per quanto riguarda il pubblico: numerosissimi i turisti e, novità assoluta, già dal venerdì sera; del resto le numerose telefonate ricevute dalla Pro Tadino erano già un presagio. Due simpatici "cavalieri" di San Donato (Foto: Chiucchi) Sotto questo punto di vista, la pioggia è stata una vera e propria disdetta: tanta parte dei presenti se lè data a gambe già a metà corteo. Ma è comunque importante: il Palio da sempre al centro dei più irriverenti giochi di parole, si conferma uno degli eventi più seguiti dellUmbria.
Previsioni non azzeccate, invece, per quanto riguarda quello che è ormai divenuto uno dei momenti clou dellintera manifestazione: il lancio della disfida. Gli sbandieratori (foto d'archivio) Non ci sembra che la cerimonia abbia meritato - senza offesa: lo diciamo con le migliori intenzioni - più del cinque e mezzo. Forse per lemozione di due priori "matricola". Forse perché, di questi tempi, pochi hanno voglia di ridere con la spada di Damocle di una guerra sulla testa. Forse, semplicemente, perché lassenza di Melone ha comunque pesato. Fu lui "la pietra dello scandalo" e senza di lui è mancata quella verve, quella licenziosità e quello slancio che avevano segnato il rilancio dei Giochi nel dopo sisma. Per ridivenire il rito che era, lanno prossimo bisognerà inventarsene qualcuna Anche perché si rischia davvero che buona parte della manifestazione risulti inintelligibile al pubblico non gualdese. Non certo per ragioni linguistiche, quanto per una fitta trama di richiami, ammiccamenti, strizzatine docchio e valutando anche la competizione regolamenti sui generis e non pochi tempi morti. La festa, come ogni festa, devessere per la città, prima dogni altra cosa. Però ... Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo Email pierluigigioia@protadino.it.
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| I BANDILa maglia nera dei giochi
La maglia nera dei Giochi 2001 spetta di diritto ai bandi dei priori per il lancio della sfida; mai come quest'anno sembrano essere stati in gara per essere il peggiore. E questo non è solo il nostro punto di vista. Ha assistito con noi alla lettura dei bandi un personaggio dei giochi d'altri tempi, che vive ora fuori città il quale, ad un certo punto, non ce l'ha fatta più ed è scattato disgustato: "Basta!". I Giochi vogliono essere folklore, storia, agonismo, cultura, gastronomia: si continua a ripetere che debbono crescere e si profondono sforzi innegabili in tal senso. Le Porte hanno raggiunto ottimi risultati per il miglioramento della parte coreografica con la ricercatezza delle sfilate; per il miglioramento della parte agonistica con tempi e punteggi nelle gare sempre più affinati; è innegabile il risultato di uno sforzo pubblicitario che richiama un pubblico sempre più numeroso nella città: non si può rovinare tutto con la proclamazione di sproloqui, ripicche personali e volgarità in "maccheronico" pseudomedievale, con assonanze e qualche rima forzata che ne fanno componimenti poetici in rima zoppa. Per rispetto del lavoro profuso dai loro portaioli in avvenire i signori Priori abbiano l'umiltà di sottoporre i loro bandi all'esame di qualcuno che può fornire qualche utile consiglio, prima di affidarli a squarciagola alla commiserazione pubblica che il tutto "in fin dei conti è pur sempre una gara di somari!".
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