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CHE COSA DICONO DI GUALDO DUE IMPORTANTI GUIDE TURISTICHE Città della ceramica o del terremoto? di Pierluigi Gioia
Prendiamo, ad esempio, quella che è sicuramente la più letta e diffusa in Italia, con oltre tre milioni di copie vendute: la Guida rapida dItalia del Touring club italiano. Precisamente il volume terzo Toscana, Umbria, Marche. A pagina 130, poco prima di Gubbio, Gualdo compare in neppure mezza colonna. Lindicazione la definisce "interessante" (è già qualcosa): dello stesso interesse vengono, in effetti giudicate altre cittadine umbre, come Trevi e Norcia. Tuttavia, al contrario di queste ultime, a Gualdo non viene attribuito lonore della pianta topografica. Questo nonostante che superi di più del doppio, come numero di abitanti, gli altri due centri. Segno di inequivocabile marginalità. Ma leggiamo la parte iniziale del testo contenuto nella guida: " sede vescovile ora unita ad Assisi. Tadinum romana era in piano, presso la Flaminia, Gualdo le succedette nel sec. XII, sul colle, ai margini di unampia pianura ai piedi del monte Serra Santa. Il nucleo storico ha aspetto antico. Tra le attività economiche, la manifattura della ceramica artistica in oro e rubino, di tradizione multisecolare. E anche villeggiatura. Nei mesi di settembre e ottobre 1997 e aprile 1998 scosse sismiche hanno danneggiato il patrimonio monumentale che, pertanto, talvolta può essere non accessibile." A parte levidente refuso tipografico o espressione sin troppo ellittica "è anche (centro di) villeggiatura", ci sono degli elementi alquanto interessanti da notare: laccenno, per altro preciso e circostanziato, agli eventi sismici del 97 e 98, serve per giustificare due informazioni: che il patrimonio monumentale è danneggiato e che può non essere accessibile. Linformazione è generica ma è sicuramente scoraggiante per un turista, poiché nella successiva descrizione dei monumenti (San Francesco, San Benedetto e la Rocca Flea) non viene affermato nulla a proposito di inagibilità o chiusura. Quali di questi monumenti - si chiederà un turista - saranno chiusi? Meglio non andarci per niente! Teniamo bene a mente queste osservazioni e prendiamo in esame un altro testo edito dal Touring Club Italiano, stavolta in collaborazione col settimanale Famiglia Cristiana. Nella collana Itinerari dItalia, che ha una tiratura pari a quella del settimanale (quindi oltre due milioni di copie), nel tomo Umbria, Lazio, a pagina 25, Gualdo Tadino viene inserita in un itinerario dedicato a Gubbio e lAppennino umbro. Allinizio viene subito evidenziato un elemento positivo: si parla, in effetti, di "una certa vivacità economica, come dimostra il tessuto industriale intorno a Gualdo Tadino.". Ma subito dopo si arriva ad affermazioni quasi paradossali: si definisce, infatti, Gualdo un "Centro che, al pari degli abitati limitrofi, ha però dovuto pagare, in termini di patrimonio artistico e vittime umane [sic!], un pesante tributo agli eventi tellurici". Nessuno nega la gravità del sisma e il suo dramma, anche umano. Ma parlare di vittime - che è anche falso, almeno in riferimento a Gualdo - dà limpressione di una catastrofe immane che ha ingoiato lintera città, inculcando già nel turista unimmagine sicuramente distorta di quello che è in effetti stato il pur estenuante dramma del terremoto. Gualdo, città ferita, dunque. E sentite quello che si dice poco più avanti, a pagina 31: "Distrutta, abbandonata, spostata ora in alto, ora in basso. Ha un passato travagliato questa cittadina, sia per gli scherzi della storia, sia per i capricci della terra: buona parte dellabitato antico è stata cancellata dai terremoti del 1751 e 1832, senza contare i danni inferti dai sismi del settembre 1997 e dellaprile 1998, questultimo trasmesso in drammatica diretta televisiva dalle telecamere che stavano riprendendo la partita della squadra di calcio locale." Insomma, Gualdo Tadino è una città che si distingue, per prima cosa, in quanto città eternamente terremotata e perseguitata dalla storia. Non è unimmagine forse falsa ma è davvero poco appetibile per un turista. No? Fortunatamente, il testo continua con considerazioni meno cataclismatiche. "Questi eventi non hanno però compromesso il dinamico tessuto produttivo dellabitato, noto fin dal Cinquecento per le sue maioliche; non meno rinomata è lacqua oligorninerale della Rocchetta, imbottigliata nel vicino stabilimento." Un breve riquadro annuncia che : "LUmbria è patria della ceramica: Gualdo Tadino è uno dei centri di maggiore interesse, dove coesistono il metodo artigianale, che realizza ceramiche al terzo fuoco, e quello industriale, con prevalenza di forme e decori di ispirazione medievale". A questo punto il testo prosegue con lesame, piuttosto asettico e senza più accenni al sisma, dei monumenti di Gualdo: "la duecentesca Torre civica", la Rocca Flea, la Pinacoteca comunale e, infine, il Museo della ceramica - ovviamente non quello appena inaugurato e dedicato al concorso internazionale della ceramica. Che dire, a conclusione di questo rapido esame. Che Gualdo non esce con unimmagine lusinghiera delle sue attrattive laddove esce. Già, perché molte guide la ignorano tout court. Il problema non è però reale, oggettivo: è un problema di immagine e basta. La guida del Touring club attribuisce la qualifica di "molto interessante (merita di essere visitata anche dal turista affrettato)" a centri che, oggettivamente, non hanno assolutamente nulla in più che Gualdo Tadino. Non faccio nomi, ma so per esperienza che in almeno in un caso, un centro delle Marche - lontanissimo fino a qualche tempo fa dalle "rotte" dei turisti - è riuscito grazie allinsistenza di un suo assessore a farsi mettere una stella in più dalla guida del Touring, con relativo aumento del 140% dei flussi turistici in meno di due anni. Il tutto, è ovvio, con suo pieno merito. Gualdo, insomma, dovrebbe farsi più visibile e puntare proprio sulla rettifica totale dellimmagine di città "marginale", "industriale", "terremotata" e "inagibile". La guida, del resto, parla anche di "centro di villeggiatura": è qui che secondo me andrebbero intensificati gli sforzi. Molte città hanno meritato ben "due stelle" dal Touring esclusivamente per le loro bellezze ambientali e per le buone capacità ricettive. Di Gualdo il Touring sa poco o niente: bisogna comunicarglielo ... a voce più alta. Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.
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