L'ECO di Nocera Umbra |
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Nocera Umbra |
A quattro anni dal sisma umbro-marchigiano Una iniziativa del Circolo Legambiente "Il Campanaccio" sabato 22 settembre di Massimiliano Squadroni E stato detto e fatto di tutto in questa Ricostruzione, polemiche e strumentalizzazioni politiche, ritardi e accuse di incompetenza su tutti i fronti, dai tecnici agli amministratori, dai funzionari ai legislatori. Probabilmente gli errori del passato non servono, lesperienza fatta altrove in momenti tragicamente simili avvenuti nel recente passato, non hanno insegnato nulla ed eccoci dunque, con un "copione" già visto ad ogni catastrofe naturale nel nostro paese: indagini della magistratura e della finanza, sindaci indagati, imprese fantasma, ricostruzione a rilento e un paesaggio profondamente segnato. Se osserviamo i numeri della Ricostruzione in Umbria, sono circa 4000 gli edifici riparati (meno del 30% del totale), per lo più si tratta di interventi eseguiti a decine e decine di chilometri di distanza da dove il terremoto ha inflitto i danni maggiori, in quella che viene definita "ricostruzione leggera", eppure le premesse erano ben diverse, da più parti si è sempre detto di voler ricostruire presto e bene. Gli antichi borghi e le piccole frazioni montane, dove ancora i ritmi di vita erano dettati dai lavori nei campi, sono ora spenti e silenziosi, segnati dal degrado e ricoperti dalle macerie, numerosi ancora gli edifici da demolire, interi paesi stanno ancora aspettando la delocalizzazione. Il centro storico di Nocera Umbra è stato il simbolo del terremoto, ora è lemblema della ricostruzione, i resti della quattrocentesca torre dei Trinci, da secoli baluardo del territorio, stanno a rammentarci quotidianamente il totale abbandono della Città delle Acque; il borgo è aperto solamente in alcune ore della giornata per permettere i lavori negli unici cantieri pubblici e dei beni culturali, lex Municipio, la Cattedrale e la Pinacoteca. Un intero paese fantasma, vittima dellincapacità organizzativa, della burocrazia e dei consorzi obbligatori, dove tecnici, amministratori e privati incontrano insormontabili difficoltà nel programmare una ricostruzione, che non dovrebbe comunque limitarsi alla riparazione materiale degli edifici, ma prevedere un concreto, quanto appropriato piano di sviluppo e reinserimento delle famiglie che lo abitavano. Un progetto difficilmente ipotizzabile questultimo, considerato il notevole sforzo economico effettuato nel realizzare i numerosi palazzi di edilizia popolare dello IERP, costruiti in gran fretta e senza un minimo di accorgimento architettonico nella tipologia costruttiva e ancora meno del contesto paesaggistico, che ora ospitano le famiglie del centro storico. Di tutto ciò, quello che più spaventa è lassenza totale di azioni e progetti mirati al futuro, volti al rilancio e alla valorizzazione del territorio colpito dal sisma, già in parte segnato dal lento, ma graduale abbandono che sta interessando lintero ambiente appenninico. Grave è il fatto che nei territori della zona epicentrale, a quasi quattro anni dal sisma, i segni del terremoto sono ancora evidenti, negli edifici, nella gente, nel paesaggio... La zootecnia ha subito un duro colpo, numerosi gli allevamenti ancora in condizioni precarie, molte le stalle e fienili delocalizzati senza un minimo di pianificazione territoriale, eppure i consistenti fondi europei per i villaggi rurali avrebbero dovuto garantire un veloce, quanto appropriato recupero dei centri montani e delle attività agricole. Accade però che a Colle Croce, frazione montana del Comune di Nocera Umbra ai piedi del Monte Pennino, i fondi per i villaggi rurali non sono mai arrivati, e il paese sembra segnato ad un triste destino! La verde Umbria ora ha una collina in più, quella delle macerie del terremoto accumulate in attesa del recupero e dello smaltimento; moltissimi gli alloggi privati costruiti nellimmediato periodo dellemergenza senza concessione edilizia, che ora "rischiano" il condono! Nello spirito costruttivo, di stimolo e di denuncia che ha contraddistinto da sempre lazione di Legambiente, il nostro circolo ha programmato per il 22 settembre a Nocera Umbra, un convegno sulla ricostruzione, affrontandone gli aspetti ambientali, come il recupero e lo smaltimento degli inerti, la diffusione di elementi di bioarchitettura e chiamando le istituzioni ad un impegno "concreto" verso progetti di riqualificazione ambientale e di sviluppo del territorio secondo i principi della sostenibilità, il che significa valorizzare le risorse naturali, sviluppare i settori dellagricoltura biologica e del turismo verde, risollevare un tessuto economico e sociale in grave crisi, puntare perché no alle fonti energetiche rinnovabili, adottando qui, dalle zone terremotate, la campagna ministeriale dei tetti fotovoltaici. Oltre alle case dobbiamo ricostruire un territorio, perché vogliamo avere un futuro!
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