L'ECO del Serrasanta |
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Gualdo Tadino |
A COLLOQUIO CON IL NUOVO
ASSESSORE BRUNO FILIPPETTI
Una politica per il territorio
Le associazioni di volontariato
unanimi nel denunciare ritardi e chiedere interventi urgenti
di Riccardo Serroni
"Qualcosa è stato fatto, o si sta facendo, come il recupero del fontanile di Campetella, la riapertura della Rocchetta, linterramento della rete elettrica a Valsorda, ma molto resta ancora da fare. Ho accettato questo incarico con la speranza di fare qualche cosa di utile per lambiente e con la promessa che se mi dovessi scoprire impotente non avrei dubbi nel lasciare": virgola più, virgola meno, è questo il succo del discorso introduttivo con il quale Bruno Filippetti, neo assessore all'ambiente, si presenta alle associazioni di volontariato che ha convocato in comune per il primo contatto: "Le associazioni - spiega Filippetti - hanno un ruolo fondamentale perché hanno una sensibilità particolare verso le problematiche legate al territorio." Filippetti traccia anche delle linee essenziali di interventi necessari che vanno dalla recinzione delle sorgenti di S. Marzio, Capodacqua e Vaccara ("perché vanno protette, altrimenti è forte la tentazione della gente di trasformarle in discariche"), alla risoluzione dei problemi legati alla nettezza urbana, ad una politica delle cave che rispetti profondamente il territorio, ad un parco eolico nella zona di Valmare, alla rimozione della baracca e della recinzione della discarica controllata della Madonnuccia, zona il cui risanamento verrà completato con la messa in opera degli alberi nella prossima festa degli alberi organizzata dal Cai con il prof. Carlo Paoletti . Le associazioni, chiamate ad esprimere pareri e suggerimenti, non si sono fatte pregare ed hanno costretto l'assessore a scrivere pagine e pagine di appunti sulla sua agenda. Perché i problemi ci sono e sono tanti e non sarà facile risolverli tutti ed in breve tempo. Il più grave è la mancanza di spazi pubblici nella città. "Gualdo Tadino è circondata dal verde ma ha gli stessi giardini pubblici di 50 anni fa e sono tenuti peggio di allora" hanno detto Chiara Fiorelli (CRI) e Raffaele Fabrizi (Associazione commercianti) "e laddove anche esistono degli spazi attrezzati sono inutilizzabili perché sommersi da erbacce alte un metro". Quello della gestione delle aree pubbliche attrezzate è un problema di non facile soluzione perché occorrono personale e risorse. A volte, come è accaduto per i giardini della Rocca Flea, se non fossero intervenuti spontaneamente gli abitanti del quartiere per innaffiare, intere aree andrebbero in malora. E un problema che va, però, risolto perché è inutile avere gli spazi giusti se poi non sono inutilizzabili per lincuria. L'immagine che ne deriva è deleteria. Gualdo ha un centro recupero infartuati ed aveva attrezzato un sentiero della salute in pineta, lungo la strada di Valsorda, poi distrutto anni fa da una tormenta di vento e di neve: "Andrebbe progettato uno spazio verde attrezzato (con acqua e quant'altro) nella zona della Piaggiola, dove c'è già un percorso ed esiste una pista ciclabile" ha detto Marcello Pagliacci (Anaca) sottolineando poi la triste situazione degli anziani del centro sociale: "Nel periodo di luglio e agosto non possono mettere il naso fuori perché rischiano di arrostire per il gran caldo essendo circondati dal cemento e dal catrame. Andrebbe progettato uno spazio verde anche per loro, sulla parte posteriore delledificio". C 'è il problema delle zone industriali i cui spazi esterni "sono un'indecenza ed occorre un progetto globale per risanarle" (Claudio Carini, della Confartigianato), quello delle cave ("basta cave in montagna al di sopra della Flaminia" ha detto Nando Pasquarelli, di Legambiente, secondo il quale occorre finalmente anche avere il coraggio di togliere la recinzione di Campetella), quello della nettezza urbana ("si può parlare ormai di disservizio"), delle baracche abusive a Valsorda e delle discariche abusive che sorgono come funghi. Dal Cai (Gualtiero Fimati e Carlo Paoletti), alla Pro Tadino (Giancarlo Franchi), dall'Avis (Bruno Nati), all'Associazione don Bosco (Maurizio Tittarelli), è un solo slogan: cerchiamo di fare finalmente una vera politica ambientale! Una politica che deve insistere sulleducazione dei giovani. Nelle scuole, da un paio di anni, si stanno realizzando dei progetti per rendere migliori e più fruibili gli spazi che circondano gli edifici scolastici ed altre zone. Fatti i progetti bisognerà passare alla fase realizzativa, perché i ragazzi non possono essere delusi nel momento più importante del loro lavoro che è la concretizzazione di unidea. Lungo e difficile è, quindi, il lavoro che attende il neo assessore. E ovvio che non tutto potrà dipendere esclusivamente dalla sua volontà e dal suo impegno. E la politica globale dellamministrazione che dovrà avere unaccelerazione maggiore verso queste problematiche, perché ciò che si chiede necessita di mezzi e scelte politiche e culturali ben precise.
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| Il Consiglio Comunale
La ratifica della nomina dell'assessore Filippetti è stata portata dal sindaco all'approvazione del consiglio comunale e, dopo una breve discussione nella quale non sono mancate le note polemiche sulle problematiche già sollevate dalle associazioni, il neo amministratore ha incassato un primo importante riconoscimento. A favore della sua nomina, infatti, ha votato all'unanimità tutto il consiglio, compresa la minoranza.
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| Primi provvedimenti
Inaugurando quella che ha definito la "politica dei piccoli passi", Filippetti ha adottato alcuni provvedimenti. Si è incontrato con le cooperative che gestiscono il verde pubblico per sollecitare interventi nelle zone dei giardini pubblici, delle Spinette e di altre zone. E' stato concordato, inoltre, un piano di recupero delle aree verdi delle frazioni e del centro storico attraverso un progetto che prevede il recupero, ed il successivo mantenimento, di tutte le aiuole preesistenti lungo le strade e gli incroci. Con i tecnici della Comunità Montana l'assessore ha programmato lavori di ripristino dell'area, già riaperta al pubblico.
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Giovedì 19 nella sede della Pro Tadino per iniziativa della Commissione Tutela Ambiente Montano della sezione CAI di Gualdo Tadino, si è tenuta una riunione tra varie associazioni (Pro Tadino, CAI, Lega Ambiente, Pro Rigali), per impostare una linea comune e valutare la grave situazione ambientale del comune, causata dai numerosi siti di scavo presenti e, in particolare, per la riapertura della cava di Sascupo. Gli intervenuti hanno puntualizzato che il temine "riambientamento" è usato in maniera ambigua da chi si appresta ad effettuare nuovi interventi sulla cava in oggetto in quanto già in passato, sono stati eseguiti interventi di "risanamento" come gradonature ed addirittura un rimboschimento. La situazione é grave anche per scavi, nella zona della "piana", interessa da "miglioramenti fondiari" (altro termine che non ci convince) che servono, a volte, come ci ha dimostrato l'inquinamento di Fonte Gramaccia, a nascondere deposi illegali di rifiuti; gli intervenuti hanno inoltre lamentato il fatto che la Soprintendeza ai Beni Archeologici dell'Umbria, non ha provveduto personalmente ad effettuare un sopralluogo sull'area disastrata del Colle dei Mori, malgrado le sollecitazioni di privati cittadini e di enti. Ricordiamo che Colle di Mori è una zona di notevole valore archeologico, interessata da una cava in situazione di "riambientamento" con approvazione Regionale. "Il resto del paesaggio è oltraggiato da altri insensati interventi come il centro di bitumazione e recupero inerti alle porte della città, la impressionante "groviera" della Vaccara, la rovinata Gola della Rocchetta... in nessun altro comune dell'Umbria succede tutto questo! Ci stanno rovinando l'unica risorsa che il nostro tormentato paese possiede: le bellezze naturali. Per queste ragioni, le associazioni intervenute hanno chiesto un incontro con l'Amministrazione Comunale per definire linee di intervento atte a salvaguardare il patrimonio naturale di Gualdo Tadino."
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La risposta dei proprietari
Facciamo cortesemente notare che con Sentenza Pretorile(passata in giudicato) dell'11/5/1992 la Magistratura dispose, "la riconduzione dei luoghi al ripristino stato a spese e cura del condannato seguendo i prescritti all'ucpo dati o da dare dalle competenti autorità amministrative". Siccome da ormai troppi anni, stiamo lavorando per riottenere la piena disponibilità della nostra proprietà di Sascupo non vorremmo piu' essere disturbati da ritardi ed inadempimenti tra l'altro antigiuridici perché contrastanti con un formale atto giurisdizionale non più modificabile nemmeno da un'ipotetico referendum popolare. .Tra l'altro, ci siamo sempre opposti allo svolgimento di lavori approssimativi, preferendo ovviamente un ripristino del valore di alcune decine di miliardi. Nel caso di Sascupo vorremmo evidenziare che la battaglia lunga e faticosa intrapresa dalla Nostra Famiglia per ottenere il riambientamento di Sascupo sta finalmente per offrire i tanto sospirati effetti riparatori non solo per il Nostro Patrimonio ma anche e soprattutto per quello Pubblico. Pertanto l'accusa di "ambiguità del termine riambientamento" insinuata dalle Associazioni Promotrici ci offende profondamente e c impone di chiedere un charimento altrettanto pubblico e formale. Famiglia Boccolini Gaudenzi"
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