L'ECO del Serrasanta |
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La posta |
Ai nostri anonimi interlocutori Tante per fare chiarezza "Visto che già in precedenti occasioni il vostro giornale non ha dato alla Confraternita della SS Trinità diritto di replica ai numerosi articoli da voi pubblicati in merito alla controversia in atto si invia la presente lettera con la speranza che la stessa venga pubblicata, onde far sì che la popolazione gualdese abbia modo di essere informata da entrambe le parti sulla questione in oggetto. Rileviamo inoltre che tutti gli articoli pubblicati contro di noi sono privi della firma e riteniamo che questo non sia affatto corretto da parte di un giornale che dovrebbe essere imparziale e al servizio di tutti i cittadini. L'etica del giornalismo serio non deve far nascondere nessuno dietro l'anonimato. Si allega la lettera di risposta per la quale si chiede la pubblicazione integrale. Il Consiglio direttivo F.to Scarabocchio illeggibile" "L'articolo "Protestanti gualdesi?", nel numero del 6 giugno non contribuisce certamente a chiarire le idee a chi volesse essere informato sui termini della polemica in corso tra la Curia e la Confraternita della Trinità. Sembrerebbe che nell'ambito della comunità ecclesiale gualdese esistano ora due enti religiosi, costituiti da due confraternite, una "vecchia" protestante non riconosciuta dal Vescovo ed una nuova creata, benedetta e riconosciuta. Tale rappresentazione è errata e fuorviante. La situazione è questa: Esiste la vecchia Confraternita della Trinità, che non ha natura canonica, ma che è un ente laico che persegue finalità assistenziali ed anche religiose ed è soggetta alle norme dello Stato e del Codice Civile.La nuova confraternita è un ente religioso, soggetto alle norme del diritto canonico.Le due confraternite sono soggetti completamente diversi. Non è pertinente il riferimento dell'articolista al Medio Evo ed alle norme concordatarie recepite dalla Costituzione. Questa non è una storia di eretici seguaci di Giordano Bruno e Savonarola. Se c'è un'epoca storica più vicina al Medio Evo o un avvenimento al quale si può fare riferimento, è la presa di Porta Pia". (documento non firmato) La pubblicazione dei due testi, pervenutici a mezzo posta, viene effettuata per dimostrare che non siamo contro nessuno, ma nel tentativo di far riflettere qualcuno, visto che quanto da noi fin qui pubblicato sull'argomento è stato oggetto di non sempre serene valutazioni.
I rapporti fra i due sodalizi, almeno al momento delle nostre informazioni, non preludono a convergenze e, per la loro definizione si paventa il ricorso all'Autorità Giudiziaria; da qui il nostro titolo "protestanti gualdesi?". Del resto che nelle intenzioni dei "padri", che attraverso i secoli hanno costituito la Confraternita con le loro donazioni, ed ai quali ha fatto ripetutamente riferimento a sostegno delle sue tesi "la vecchia confraternita" (per usare il nome che si autoattribuisce), è difficile sostenere che ci fosse di non agire in sintonia con la Chiesa; ed altrettanto per lo spirito dello Statuto steso dal "Vescovo mons. Roberto Calai" in tempi storicamente diversi (non era intervenuto ancora il Concordato del 1929!) e in cui era ancora aperta la ferita del 1870 fra lo Stato laico e la Chiesa, con la demaniazione dei beni religiosi. La mancata pubblicazione dei logorroici carteggi inviatici in merito alla vicenda è stata evitata per non alimentare motivi di attrito e di contrasto su una questione che si auspicava si potesse sanare, per ragioni di opportunità che i "venerabili confratelli" non hanno avuto nel tappezzare i muri con affissioni dalle quali vorremmo chiedere quali vantaggi hanno tratto alla loro causa se non quello di gettare discredito. Il giornale, regolarmente registrato presso il Tribunale, ha un corpo redazionale ed un direttore riportati con nome e cognome a pagina due, chiaramente identificabili quindi e che dei suoi contenuti assumono la paternità. L'etica del giornalismo è questa ed è quella di esprimere anche opinioni che a qualcuno possono non piacere, come in questo caso.
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