L'ECO del Serrasanta

 

N. 15 - 5 agosto 2001

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Gualdesità

Flaminia atto secondo

di Carletto Fiorucci


Un mese fa circa ebbi modo di dire quali enormi disagi comportava il ritardo nella realizzazione della nuova Flaminia, preconizzando il marasma che sarebbe accaduto nel periodo estivo, con l’incremento dei trasporti e del flusso turistico. E fortuna che le scuole sono chiuse e che molta gente è in vacanza, altrimenti sarebbe una Caporetto stradale. Viene ora da chiedersi cosa accadrà quando verrà aperto il supermercato ora in costruzione, all’altezza della Cassa di Risparmio di Foligno, punto in cui già è difficilissimo imboccare la Flaminia: Verranno costruiti svincoli sopraelevati? Ci saranno semafori che incanalano il traffico? Saranno costruite gallerie sotterranee?

Naturalmente niente di tutto questo, ma immaginate cosa accadrà nelle ore di punta quando anche i clienti del market dovranno entrare o uscire dal magazzino di vendita. Sarà un caos indescrivibile, ci vorrà un vigile per disciplinare il traffico. Con conseguenti code interminabili nei due sensi e sugli imbocchi. Chi ha investito dei soldi in questo nuovo esercizio commerciale forse presupponeva che la nuova Flaminia sarebbe terminata prima della fine dei lavori, ma la Flaminia, come già descritto poco tempo fa, in un precedente articolo sull’argomento ben difficilmente sarà inaugurata prima del 2005, quindi molto tempo dopo dell’apertura del nuovo supermercato. Quali soluzioni adottare per evitare la paralisi del traffico? Bisognerà pensarci per tempo, altrimenti credo si rischi veramente un collasso viario. Anche se non saprei proprio quali pesci prendere. Spero che i nostri amministratori abbiano delle idee o che i Vigili Urbani sappiano trovare per tempo le misure migliori da adottare. Certo non c’è da stare tranquilli, specie oggi che al traffico intenso si aggiunge l’indisciplina degli automobilisti, o peggio l’inosservanza delle regole più elementari, quali il divieto di sorpasso, il rispetto dei sensi vietati ecc. ecc.

Ricorderò per la cronaca che non è raro incontrare stolti automobilisti che si immettono nella Flaminia dal senso vietato del Biancospino o che addirittura scendono dal cordolo del piccolo parcheggio antistante il Colorificio Tadino, incuranti dl pericolo che corrono e che fanno correre agli altri, con uno disprezzo delle regole che per lo meno sconcerta. Sono convinto che i controlli andrebbero intensificati, che a questi signori venissero comminate multe salatissime come accade negli altri paesi Europei, ma siamo in Italia, dove calpestare Leggi e Regolamenti è uno sport nazionale, il più in voga. Non a caso, la famigerata "tolleranza zero" sui motorini mi pare che sia solo "tolleranza", lo zero è andato a farsi benedire. Infatti è ormai consuetudine incrociare anche sulla Flaminia molti ragazzi (ma anche adulti) senza il casco obbligatorio e in due sullo stesso motorino. Del resto quando le multe sono così irrisorie (50-60.000 lire) sfidare la Legge non fa paura a nessuno. Basti guardare quello che accade in queste sere in Piazza Martiri della Libertà e nelle vie adiacenti, dove ognuno parcheggia dove più gli fa comodo, come se fossimo in pieno far-west. Ma è mai possibile tutto questo? E’ ancora tollerabile? Mah!

 

 

Perché non una rotatoria?


05flam.jpg (15266 byte)Ce ne siamo occupati diverse volte. L'incrocio della Flaminia in prossimità dell'ex consorzio è un punto ad alto rischio del traffico gualdese. L'esperimento del semaforo a quattro tempi, adottato su ns suggerimento, è stato subito abbandonato perché creava delle file eccessivamente lunghe sulla Flaminia. Parlando del problema in redazione con alcuni amici è emersa un'altra proposta: quella di eliminare il semaforo creando un incrocio a rotatoria (gli incroci moderni sono tutti strutturati in questo modo essendo molto più sicuri e assicurando una fluidità maggiore al traffico). Non sappiamo se la zona si presta ad una soluzione di tal genere. Andrebbe verificata la compatibilità dello spazio necessario con quello disponibile. In ogni caso suggeriamo a chi di dovere di proporre all'ANAS la verifica della fattibilità di una simile soluzione.

 

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