L'ECO del Serrasanta

 

N. 15 - 5 agosto 2001

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Gualdo Tadino

SAN PELLEGRINO

Cacciapuoti Giuseppe detto "Braccio di Ferro"

di Luigi Gaudenzi


04braccio.jpg (18737 byte)Da più di un anno San Pellegrino è un paese "sgarrupato" e gli abitanti hanno, come condimento delle loro pietanze, polvere di primissima qualità, polvere fine e impalpabile come borotalco che si deposita dappertutto, nelle cucine, nei bagni, negli armadi, in bocca, negli occhi, sui vestiti.

Le vie sono state sconvolte dalle ruspe e nelle voragini così create sono stati posati tubi coloratissimi per le fogne, per i cavi della corrente elettrica, del telefono e del moderno acquedotto.

Dopo aver superato, l’anno scorso, alcuni momenti di crisi con una ditta del sud (una specie di armata brancaleone lasciata allo sbando che, tanto per dirne una, effettuava le giunzioni dei tubi dell’acqua con lo scotch, giunzioni immediatamente polverizzate dalle quindici o venti atmosfere di pressione che sparavano nel cielo bellissime colonne d’acqua…) gli abitanti, tacciati d’intolleranza e razzismo, hanno visto giungere una nuova ditta, sempre del sud.

C’è voluto veramente poco per capire che questa volta San Pellegrino era finalmente in buone mani. Competenza, adeguatezza dei mezzi hanno fatto si che anche i gravi errori commessi in precedenza fossero eliminati e che i lavori, finalmente, giungessero alla fase finale.

04braccio1.jpg (16917 byte)La "convivenza" giornaliera tra i sanpellegrinesi ed il personale della ditta ha fatto si che si instaurasse un feiling con i vari Gennaro, Antonio e Salvatore i quali ultimi hanno fatto vedere come si lavora a testa bassa per dieci ore al giorno, in silenzio, con professionalità e dedizione assoluta e come, nelle ricorrenti necessità e per libera scelta personale di ciascuno di essi, molte domeniche e giorni festivi siano stati trascorsi alla guida dei mezzi e con gli attrezzi in mano.

Operai, lavoratori che tutti gli imprenditori vorrebbero avere.

Ma, l’altro giorno è successo un fatto strano. Dopo che una delle tante betoniere aveva riversato sulla strada uno spesso strato di cemento a copertura e protezione degli scavi, si sono visti Gennaro, Antonio e Salvatore impugnare pale e picconi e "zappare" nervosamente quello strato. Effetto del sole o della fatica ?

Niente di tutto questo. Cercavano il portafoglio smarrito di "bracciodiferro", alias Cacciapuoti Giuseppe, contenente documenti e quasi un milione di lire in contanti.

In altri punti, purtroppo, il cemento aveva già fatto presa ed era diventato la tomba definitiva di quel prezioso oggetto. Tanto lavoro, durissimo, tanti sacrifici buttati all’aria !

"Bracciodiferro" è un operaio minuto (50 chili, al massimo …), magrissimo, un viso scavato e sofferto ma simpaticissimo, sempre in moto perpetuo tra una buca a l’altra, tra un carico e l’altro, dalle sette della mattina alle sei di sera. A qualcuno che immancabilmente gli chiede come riesca a tirar fuori tutta quella forza, lui risponde che si comporta come "bracciodiferro", il famoso sailor del cartoon americano: ogni mezz’ora mangia un pugno di spinaci!

Bene, ieri gli è stata consegnata, da parte del paese, una somma di pari importo di quella perduta.

"Bracciodiferro" si è commosso, ha farfugliato qualcosa nel suo incomprensibile dialetto napoletano, è uscito di corsa dal Bar, ha afferrato una pala e si è messo a spalare freneticamente, sollevando un polverone del diavolo, un mucchio di terra molto più alto di lui.

Molto più alto.

 

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