L'ECO del Serrasanta |
|
Prima pagina |
Sfascio
istituzionale alla Comunitā Montana
La Comunitā Montana Alto Chiascio compie i suoi trenta anni di presenza sul territorio, un organismo dalle vicende travagliatissime sul conto della quale quanto si č potuto scrivere in questi trent'anni di negativo č poca cosa e quanto si č scritto in positivo scivola nell'ombra dell'anonimato, a fronte del costoso dispiegamento di mezzi finanziari ai quali non hanno corrisposto risultati sul piano operativo e della concretezza; un organismo che in trent'anni č stato soggetto alle alchimie dei condizionamenti politici contingenti, con ripetuti adeguamenti statutari, trampolino di lancio per aspiranti ad incarichi politici prestigiosi e cimitero degli elefanti per altri sulla via del tramonto; un organismo che taglia il traguardo dei suoi trent'anni di esistenza in piena crisi di identitā. In effetti l'organismo, anomalo per concezione e strutturazione (le varie leggi regionali di attuazione della legge nazionale di istituzione delle Comunitā Montane, concepita per i piccoli comuni delle vallate alpine, hanno dimostrato in questa realtā tutto il loro pressappochismo e la loro inadeguatezza) non č stato altro che un maldestro tentativo di sottoporre al disegno egemonico eugubino un territorio di diversa estrazione economica, ambientale, storica e culturale, con interessi diversi e divergenti, nel quadro politico di un'egemonia della sinistra talmente forte in comune di Gubbio da permettere agli eredi dell'ex PCI di sbaragliare il campo anche divisi in due gruppi come č accaduto nelle recenti elezioni amministrative. E la vita dell'Ente non č stata per trent'anni che il riflesso degli umori delle prime donne eugubine che "si sono incontrate per il corso", lasciando cadere dal tavolo di volta in volta le briciole di qualche assessorato o qualche vice presidenza per dare l'illusione ai rappresentanti degli altri comuni di partecipare a grandi disegni strategici. Questo quadro di certezze nell'anno 2001 č andato in crisi: mentre a livello nazionale e regionale č aperto fra i DS un dibattito dall'esito incerto sulle responsabilitā del risultato elettorale del 13 maggio, a Gubbio la vittoria del sindaco Goracci sui Democratici di Sinistra con estromissione dal potere di questi ultimi, ha avviato un rimescolamento delle carte anche nella Comunitā Montana e la nomina dei nuovi rappresentanti di Gubbio č stata giā impugnata dalla minoranza diessina, aggiungendo ulteriori motivi di frizione in una "resa dei conti" che si preannuncia lunga ed aspra, mentre l'Ente č nella paralisi totale ed agli altri Comuni non resta che attendere l'esito degli scontri in casa eugubina. Allo stato attuale, pur nell' incertezza della composizione della delegazione eugubina, gli ottimisti ipotizzano che, prima o poi, č interesse dei contendenti di raggiungere un'intesa per eleggere un nuovo esecutivo: con la distribuzione di presidenza, vicepresidenza e assessorati "c'č panno per far cappe" a sufficienza. Ma gli interessi della gente e del territorio fino a che punto č giusto che si risolvano in una mera spartizione di poltrone senza un disegno di sviluppo organico per tutto il territorio? E' un motivo di ripensamento ulteriore sull'opportunitā di partecipare a questa aggregazione territoriale in tempi in cui, con i buchi nei bilanci regionali e nazionali, i carrozzoni politici entrano nel mirino del contenimento della spesa pubblica.
|