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Emigrazione |
Il sindaco: viaggio in Francia Da Lourdes agli emigrati; il museo dell'emigrazione
Allo stesso modo se la qualità dei rapporti tra le persone fosse simile a quello che si ha con i propri concittadini quando li si incontra allestero, come ho avuto modo di verificare nellultima parte del viaggio in Francia (Lorena-Mosella) e Lussemburgo, la vita scorrerebbe più serena e interessante. Ho avuto innanzitutto la sensazione, sebbene non andassi da qualche anno in quelle zone, che nulla fosse mutato nei rapporti tra i miei concittadini e corregionali con il loro Comune e la loro Regione dorigine. Cè sempre la stessa voglia di conoscere, sapere, essere informati, ed è evidente il desiderio di non essere dimenticati. Soprattutto i nostri emigrati vogliono essere considerati e apprezzati per quello che sono riusciti a realizzare nei paesi in cui sono stati accolti.
Poi, la risposta sul terremoto, con un pizzico di orgoglio. E' grazie alle domande e richieste pressanti del Comune di Gualdo Tadino che i cittadini che risiedono allestero sono stati inseriti, proprio in questi giorni, nelle fasce finanziate, potendo così anche loro, finalmente, dare il via alla ricostruzione delle proprie case. Ma oltre che per fornire risposte alle tante domande, lincontro era stato programmato per illustrare liniziativa del Museo dellEmigrazione. Tutti i presenti hanno aderito con entusiasmo alliniziativa. Cera anche chi aveva rispolverato dalle soffitte, per consegnarli al Museo, i ricordi della propria storia di emigrato: documenti, passaporti, permessi di soggiorno, libretti sanitari, foto e strumenti di lavoro. Cè stato chi, come Angelo Collarini, ha portato la mazza, il piccone, le trivelle per collocare le mine, la tuta, il casco, la lampada, il contenitore per il carburo, insomma tutti gli strumenti, ma anche foto, che ricordavano il proprio lavoro nella miniera. Stesso clima, stesso ambiente, a Esch-sur-Alzette il giorno dopo. La concomitanza con il congresso dellArulef mi ha consentito di ricordare ai presenti il mio primo viaggio in Lussemburgo, 35 anni fa, appena terminato il Liceo. Quel viaggio, gli incontri con i tantissimi gualdesi allora domiciliati in rue des Boers e rue du Brill (due vie che sembravano letteralmente appartenere a Gualdo Tadino nonostante i 1.250 km di distanza) hanno comunque condizionato la mia vita e il mio lavoro. Ormai dopo 35 anni in quelle vie ci abitano solo pochissimi gualdesi. Mi ha dato un senso di tristezza, ad esempio, vedere il caffè Conti, storico riferimento sin dagli anni Venti dei tanti emigrati e dei tanti rifugiati politici che avevano scelto Esch-sur-Alzette, il caffè Conti di Bordicchia, di Angelo Barboni, ridotto a New Pub Conti, frequentato quasi esclusivamente da portoghesi. Ma per fortuna cè ancora il Caffè Italia, ex Riganelli, dove è possibile incontrare tutti quelli che sono rimasti. Certo, molti sono ritornati e, purtroppo, molti non ci sono più. Penso a Ribelle Sabbatini, penso a Franco Parlanti, a Riccardo Paoletti (Tenagliola), a Elvio Latini, ad Angelo Filippetti, a Candida! Lincontro di Esch era stato preceduto, la serata di sabato a Villerupt, da quello non meno intenso con i donatori di sangue, anchessi gemellati con lAvis gualdese, rappresentata da Giuseppe Pasquarelli e Bruno Nati, che si sono ritrovati per la loro tradizionale festa annuale. Se il passato del gemellaggio con quella zona della Francia è rappresentato dalla storia dei nostri emigrati, il presente e il futuro sono nei rapporti ormai consolidati e di vera amicizia tra le associazioni, in particolare quella dei donatori di sangue. La domenica a Thil, alla festa dellArulef, con tagliatelle e salsicce che sapevano di Italia, in un clima piovigginoso, lentusiasmo dei tanti gualdesi e umbri presenti per il museo dellemigrazione è stato altissimo. Anche qui documenti, foto, materiale per questa iniziativa che è entrata subito nel cuore dei tanti emigrati contattati in questo soggiorno intenso di due giorni. Anche a livello istituzionale, il Museo ha ottenuto risposte concrete. I comuni di Audun-le-Tiche e Villerupt, presenti alle varie iniziative con Sindaco e Giunta, hanno assicurato la piena collaborazione. Il comune di Audun tramite il sindaco Lucien Schaefer, ha deciso di donare al museo un carrello originale della miniera ormai dismessa di Micheville. Il vice sindaco di Villerupt, Jean Pierre Iovalone, contatterà lArbed, la fabbrica siderurgica in cui lavoravano e lavorano tanti italiani, per offrire una testimonianza importante al museo.In quei giorni sia in Francia che in Lussemburgo siamo stati tutti ospitati da gualdesi. Mi pare doveroso salutare Giovanni Zeni, Attilio e Rita Paoletti, Giuseppe Rondelli e gli altri per laccoglienza calorosa che ci hanno riservato. Il Sindaco Dr. Rolando Pinacoli
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