L'ECO del Serrasanta

 

N. 12 - 24 giugno 2001

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Territorio

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (13)

Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia

I possibili scenari dell'effetto serra


16venezia.jpg (35996 byte)Nelle due scorse "puntate" avevamo definito dapprima cosa fosse l’effetto serra, poi in che modo il clima fosse cambiato nelle ultime decine di migliaia di anni, giungendo a definire "naturale" la variazione della temperatura sul nostro pianeta.

Venezia potrebbe trovarsi entro un secolo fino a venti metri di profondità

Se, al contrario, consideriamo "non naturale" il riscaldamento innescato dall’attività umana e cerchiamo, tramite modelli matematici molto sofisticati, di misurarlo e di prevedere gli sviluppi futuri che esso avrà, ci troviamo di fronte a panorami ben diversi. Vedremo allora, cominciando dai peggiori, quali potranno essere i futuri scenari del riscaldamento globale.

Un pianeta arrosto …

L’aumento costante della concentrazione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e altri gas serra nell’atmosfera terrestre porterà ad un corrispondente aumento della temperatura media terrestre. Il calore solare, insomma, continuerà ad accumularsi senza potersi più disperdere nello spazio. Tale incremento, secondo talune analisi matematiche, porterà ad un innalzamento della temperatura da 1,5 a 5°C, ma non in maniera uniforme sul globo: sarà maggiore alle medie ed alte latitudini (fino a 10°C ed oltre) ed inferiore alle basse (0,5-1°C). Quali le conseguenze?

… e sommerso

Il forte riscaldamento dei poli porterà ad una cospicua riduzione delle calotte, con conseguente fusione di tutti i ghiacci artici e di buona parte di quelli antartici, ma anche di tutti quelli delle grandi catene montuose. L’enorme massa di acqua derivante, insieme all’aumento di volume degli oceani a causa del riscaldamento, provocherà un aumento del loro livello fino a 20 metri, con scomparsa di buona parte delle zone costiere continentali. Certo, oggi il dibattito sull’entità di questo innalzamento è ancora aperto e le opinioni sono ben diverse: si va dai metri alle centinaia di metri. Anche non si giungerà di certo a quel mondo, interamente sommerso, descritto nel film Waterworld, gli scenari potrebbero essere davvero drammatici.

Se pensiamo che, oggi, gran parte delle città si trova nei pressi del mare, immaginiamo quale terrificante prospettiva ci potrebbe attendere: New York, Los Angeles, Londra, Sidney, Venezia scompariranno fra le onde e il mare avanzerà, a Roma, fino al Quirinale.

L’ultima catastrofe

L’aumento della temperatura comporterà, poi, un aumento dell’umidità atmosferica e, conseguentemente, della quantità totale di precipitazioni. Queste, tuttavia, tenderanno a concentrarsi in periodi sempre più limitati, divenendo spesso torrenziali e causando alluvioni e devastazioni. L’incremento di umidità e temperatura, inoltre (che sono i "motori" delle perturbazioni atmosferiche), renderà più violenti i fenomeni: alle nostre latitudini potranno giungere persino uragani. Periodi di freddo intenso si alterneranno repentinamente a periodi caldissimi, con danni sempre maggiori alle colture. Zone oggi non coltivabili, come la Siberia, potranno divenire fertili granai; altre zone, come i paesi mediterranei, gran parte degli Stati Uniti meridionali e dell’Asia, diverranno immensi deserti sabbiosi. Ci saranno immense migrazioni di uomini alla ricerca di terre più ospitali e meno roventi: paesi oggi debolmente abitati, a causa del clima, come il Canada e la Russia aumenteranno a dismisura la loro popolazione. Questo il panorama più catastrofico.

Le speranze

Ma ci sono possibili scappatoie: non è detto che l’aumento di temperatura sia inarrestabile. Quando, infatti, in un ambiente in equilibrio si provoca una mutazione così rapida e violenta, è probabile che si inneschino dei meccanismi reattivi, i cosiddetti feedback negativi, che tendano a riportare il sistema ad una nuova situazione di equilibrio. Si tratta, però, di ipotesi e, come tali, non accettate da tutti gli scienziati. Il discorso è questo: riuscirà il pianeta Terra a compensare, in qualche modo, l’azione devastante dell’uomo? ad opporsi alla sua distruzione?

Di questo e di molto altro parleremo nella prossima "puntata"

P.G.

 

 

Rilevamenti maggio 2001

Gualdo centro

Palazzo Mancinelli

temp. max (°C)

31,1

29,3

temp. min. (°C)

8,5

7,7

media max I decade (°C)

20

20,3

media max II decade (°C)

22,9

22,5

media max III decade (°C)

25,4

24,9

media max mensile (°C)

22,7

22,7

media min I decade (°C)

9,5

9,4

media min II decade (°C)

11,2

10,5

media min III decade (°C)

12,7

12,7

media min. mensile (°C)

11,2

10,9

temp. media (°C)

17

16,8

giorni con temp > 30°

1

---

giorni di pioggia

10

11

pioggia cumulata (mm)

91,8

104

max pioggia /24h

30,8

39

temporali

2

3

grandinate

---

2

giorni di nebbia

---

1

umidità relativa media

n.d.

70%

velocità max. vento (km/h)

n.d.

71,4

direzione prevalente

n.d.

NE

Osservazioni: le temperature del mese di maggio 2001 risultano nella media del periodo per ciò che concerne le minime e leggermente al di sopra per quanto riguarda le massime. Le piogge sono state leggermente più abbondanti della media a Gualdo e ancora di più a Palazzo Mancinelli, a causa probabilmente dei venti di caduta che hanno accumulato acqua piovana. L’umidità atmosferica risulta ancora una volta al di sopra della norma (segno di tropicalizzazione del clima?). Inconsueta la prevalenza di venti di tramontana piuttosto forti in questo periodo dell’anno.

 

 

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