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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (13)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia I possibili scenari dell'effetto serra
Se, al contrario, consideriamo "non naturale" il riscaldamento innescato dallattività umana e cerchiamo, tramite modelli matematici molto sofisticati, di misurarlo e di prevedere gli sviluppi futuri che esso avrà, ci troviamo di fronte a panorami ben diversi. Vedremo allora, cominciando dai peggiori, quali potranno essere i futuri scenari del riscaldamento globale. Un pianeta arrostoLaumento costante della concentrazione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e altri gas serra nellatmosfera terrestre porterà ad un corrispondente aumento della temperatura media terrestre. Il calore solare, insomma, continuerà ad accumularsi senza potersi più disperdere nello spazio. Tale incremento, secondo talune analisi matematiche, porterà ad un innalzamento della temperatura da 1,5 a 5°C, ma non in maniera uniforme sul globo: sarà maggiore alle medie ed alte latitudini (fino a 10°C ed oltre) ed inferiore alle basse (0,5-1°C). Quali le conseguenze? e sommersoIl forte riscaldamento dei poli porterà ad una cospicua riduzione delle calotte, con conseguente fusione di tutti i ghiacci artici e di buona parte di quelli antartici, ma anche di tutti quelli delle grandi catene montuose. Lenorme massa di acqua derivante, insieme allaumento di volume degli oceani a causa del riscaldamento, provocherà un aumento del loro livello fino a 20 metri, con scomparsa di buona parte delle zone costiere continentali. Certo, oggi il dibattito sullentità di questo innalzamento è ancora aperto e le opinioni sono ben diverse: si va dai metri alle centinaia di metri. Anche non si giungerà di certo a quel mondo, interamente sommerso, descritto nel film Waterworld, gli scenari potrebbero essere davvero drammatici. Se pensiamo che, oggi, gran parte delle città si trova nei pressi del mare, immaginiamo quale terrificante prospettiva ci potrebbe attendere: New York, Los Angeles, Londra, Sidney, Venezia scompariranno fra le onde e il mare avanzerà, a Roma, fino al Quirinale. Lultima catastrofeLaumento della temperatura comporterà, poi, un aumento dellumidità atmosferica e, conseguentemente, della quantità totale di precipitazioni. Queste, tuttavia, tenderanno a concentrarsi in periodi sempre più limitati, divenendo spesso torrenziali e causando alluvioni e devastazioni. Lincremento di umidità e temperatura, inoltre (che sono i "motori" delle perturbazioni atmosferiche), renderà più violenti i fenomeni: alle nostre latitudini potranno giungere persino uragani. Periodi di freddo intenso si alterneranno repentinamente a periodi caldissimi, con danni sempre maggiori alle colture. Zone oggi non coltivabili, come la Siberia, potranno divenire fertili granai; altre zone, come i paesi mediterranei, gran parte degli Stati Uniti meridionali e dellAsia, diverranno immensi deserti sabbiosi. Ci saranno immense migrazioni di uomini alla ricerca di terre più ospitali e meno roventi: paesi oggi debolmente abitati, a causa del clima, come il Canada e la Russia aumenteranno a dismisura la loro popolazione. Questo il panorama più catastrofico. Le speranzeMa ci sono possibili scappatoie: non è detto che laumento di temperatura sia inarrestabile. Quando, infatti, in un ambiente in equilibrio si provoca una mutazione così rapida e violenta, è probabile che si inneschino dei meccanismi reattivi, i cosiddetti feedback negativi, che tendano a riportare il sistema ad una nuova situazione di equilibrio. Si tratta, però, di ipotesi e, come tali, non accettate da tutti gli scienziati. Il discorso è questo: riuscirà il pianeta Terra a compensare, in qualche modo, lazione devastante delluomo? ad opporsi alla sua distruzione? Di questo e di molto altro parleremo nella prossima "puntata" P.G. |
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