L'ECO del Serrasanta

 

N. 11 - 10 giugno 2001

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Zibaldone

Le fiabe di nonna Mirella

Bettina la ballerina

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In una casetta fatta di legno viveva Bettina con i suoi genitori. La casetta era tenuta molto bene, le tendine delle finestre variopinte. Alla mamma piacevano i fiori e sul balcone e nei davanzali aveva messo vasi con gerani di vari colori. Anche in giardino, piccolino, c’erano piante di rose, i lillà, mughetti, ciclamini; era l’orgoglio della signora. Chiunque passava lo ammirava per la sua bellezza.

Anche Bettina ne andava orgogliosa ma la sua passione era un’ altra. Al contrario di tante bambine della sua età che giocavano con le bambole, a lei non piacevano, anche se il suo babbo le costruiva di legno come tanti altri giocattoli. A lei piacevano la musica ed il ballo.

Certo non era una famiglia ricca non avevano la televisione, possedevano solamente una radio.

Quando la bambina tornava a casa dalla scuola si metteva subito a fare i compiti sapendo che poi, tutti i pomeriggi, la mamma andava a trovare la nonna ed il babbo al lavoro. Appena sola in casa accendeva la radio e si metteva a ballare, anzi, si scatenava, ormai era diventato un rito.

Un giorno, come per magia, si aprirono i cassetti dove tenevano forchette e cucchiai coinvolti da quella musica; uscirono e si misero a ballare le forchette con i cucchiai, i coltelli con i cucchiaini, la scopa con lo spazzolone e le tazzine di porcellana tenevano il tempo con i piattini.

Potete immaginare che concertino tutto quello sbattere di stoviglie. Ma Bettina era tutta assorta nella danza che non si accorse di nulla. Un pomeriggio la mamma tornò a casa prima del previsto, sente quel baccano e si domanda " Cosa sarà ? Cosa starà combinando Bettina ? " Entra in casa e trova la bambina che ballava ma soprattutto rimase sorpresa quando vide forchette, coltelli, cucchiaini, e cucchiai che danzavano con lei. Quando la bambina si accorse della presenza della mamma spense subito la radio. Non vico quel che successe! Caddero le forchette ed i coltelli, i cucchiai e cucchiaini, la scopa e lo spazzolone; si mischiarono tutti e si ruppero le tazzine con i piattini.

Lo sgomento della bimba fu grande nel vedere tutto quel caos e pensò spaventata " Chi la vuole sentire mamma!"

Alla sera mentre tutti e tre stavano a cena ne parlarono ed il babbo e la mamma decisero che per punizione Bettina non avrebbe dovuto accendere la radio per una settimana La mamma teneva tanto a quelle tazzine rotte. La bambina resistette qualche giorno senza ascoltare la musica ma si sentiva triste perché per lei era la vita. Trasgredendo a ciò che aveva promesso accese di nuovo la radio e si rimise a ballare sentendosi veramente soddisfatta e felice.

Quel giorno oltre alle forchette, coltelli ed altre cose già descritte anche il lampadario si mise a fare avanti ed indietro e gli uccellini si misero e fischiettare. Quando tornò la mamma tutto si fermò e ricadde per terra e di nuovo si ruppero le tazzine che sua madre aveva ricomprato. Anche il lampadario si fermò, nella stanza c’era una gran confusione. " Povera me, esclamò la mamma, come farò sgridarla di nuovo? Una cosa la posso fare, comprerò le tazzine di plastica " e lasciò la sua bambina a danzare.

Poi riflettendo, pensò " Quando sarà grande anche lei dovrà affrontare le difficoltà della vita, per ora lasciamole la sua innocenza ed allegria "

Vicino alla loro casetta c’era una collina che in primavera si riempiva di margherite e Bettina per non sciupare i fiori vi danzava con leggerezza e grazia.

Un giorno, per caso, passò di li un signore e vide quella bimba e rimase colpito per come ballava e si muoveva in mezzo ai fiori.

Parlò con i genitori dicendo loro che l’ avrebbe portata in città per farle frequentare una scuola di ballo. E così fece:

Con la partenza di Bettina tutto tornò normale: i coltelli, le forchette, i cucchiai, le tazzine rimasero al loro posto. Però aveva lasciato un gran vuoto in casa senza la sua allegria era rimasta la malinconia.

Bettina divenne una bella fanciulla ed anche una bravissima ballerina.

 

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