L'ECO Sport

 

N. 10 - 27 maggio 2001

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Sport

VITA DA MASSAGGIATORI

 

Le mani d'oro

di Enrico Galli e Ugo Belardi

di Enrico Brunetti


Per una decina di anni sono passati sotto le loro mani muscoli e polpacci dei giocatori che hanno fatto la fortuna del Gualdo in questa ancora breve esperienza professionistica in serie C. In questo lasso di tempo hanno vissuto accanto ai tecnici e giocatori conoscendone gli umori, i segreti, i contrasti. In questa intervista Enrico Brunetti, anche se Ugo Belardi ed Enrico Galli non si abbandonano a clamorose rivelazioni, traccia uno spaccato originale della nostra squadra di calcio vista da un'angolatura particolare.

Come è nata la passione verso il calcio?

Ugo "La passione l’ho iniziata con il basket, due anni in B2. Poi si è concretizzata seriamente nel calcio perché c’è più possibilità di esprimersi. Poi ho frequentato il corso per massaggiatori e da dieci anni sto con il Gualdo".

Enrico "Ho cominciato negli anni ’80 nel settore giovanile del Perugia. Poi Novellino mi ha portato qui a Gualdo e sono venuto volentieri perché conoscevo il Presidente, una persona che non finiremo mai di ringraziare per tutto quello che ci ha dato in questi anni. Purtroppo non sempre le cose dal punto di vista tecnico sono andate sempre nel verso giusto perché così accade nel calcio. Speriamo soltanto che il Presidente si rimetta presto alla grande perché ci manca tanto. Sono stato benissimo qui, in sette 7 anni, e dobbiamo ringraziare questa società che non ci ha fatto mancare nulla da nessun punto di vista. E’ importante che questa società continui- Io sento l’opinione dei giocatori e ci dicono che questa è una delle poche società serie che sono rimaste in circolazione. Adesso poi è arrivato il sig. Ranzani, che io conoscevo già da quando stavo a Perugia, ed è la ciliegina che il Presidente ha voluto mettere sulla torta perché è un uomo di esperienza, di cultura calcistica e ci ha dato una grossa mano".

C'è stata una differenza negli anni con i vari allenatori o per voi massaggiatori il lavoro è sempre lo stesso, indipendentemente da chi sia l’allenatore?

Enrico "Il nostro lavoro è sempre quello, chiunque venga. La nostra è purtroppo una figura un po’ ambigua perché deve stare in mezzo ai giocatori, agli allenatori, cercando di smussare, a volte, certe situazioni. La cosa importante è che bisogna remare sempre per il verso giusto".

Ugo "E’ vero quello che ha detto Enrico, però devo dire che anche per noi gli anni migliori sono stati quelli con Novellino, quando abbiamo sfiorato la serie B. C’era uno staff tecnico che ci capiva e quando un giocatore doveva star fermo stava fermo. In altri momenti invece ciò non succedeva. Dal punto di vista professionale anche quest’anno penso si possa paragonare a quegli anni lì, perché con questo staff tecnico ci siamo trovati molto bene".

Vi sentite autosufficienti o vi sentite legati dai dottori? Cioè voi fate quello che vi dicono loro?

Ugo "Il medico fa la diagnosi, poi per quanto riguarda il trattamento specifico siamo pienamente autosufficienti. Con il dott. Di Marzio e con il Dott. Provvidenza lavoriamo insieme da una vita, quindi c’è una fiducia profonda. Non ci siamo mai trovati in difficoltà".

Qui ci sono le strutture necessarie o manca qualcosa?

Enrico "Io sono stato 20 anni a Perugia e rispetto a quella realtà qui non manca nulla. Penso che pochissime società hanno qualcosa di più rispetto a noi. Questo lo dico con orgoglio perché qui arrivano giocatori che hanno fatto la serie A, la serie B e nessuno si è mai lamentato. Anzi, qualcuno si è meravigliato che in molte società anche più blasonate non avevano trovato tutto quello che c’era qui. Purtroppo, a livello di risultati, non siamo stati premiati quest’anno, ma io sono soddisfatto e sono convinto che se tutto funzionerà come adesso, l’anno prossimo sarà quello buono".

In questi giorni si parla spesso di doping sulle pagine nazionali dei giornali. Qui a Gualdo si può stare tranquilli?

Ugo "Per quello che conosciamo noi e per quello che diamo noi ai calciatori non ci sono problemi. Rimane sempre il solito problema di quello che ogni singolo giocatore può prendere singolarmente. Ci sono degli atleti che si fidano dei prodotti omeopatici ma ora sta venendo fuori anche questo discorso perché non sai mai quello che c’è dentro. Ma al di fuori di questo si può stare tranquilli in assoluto".

C’è stato un calciatore che vi ha particolarmente impressionato per la crescita atletica?

Enrico "Io ne ho conosciuti tanti. Però se devo spendere una parola per una persona che mi ha impressionato, sia come uomo che come calciatore, dico Conticchio, e i fatti mi danno ragione. Era un ragazzo umile, andava in panchina in silenzio e due domeniche fa ha fatto un goal alla Juve. Ogni tanto mi sento con lui perché è un ragazzo straordinario e io gli auguro tanta felicità e fortuna".

Che faranno da grandi Ugo ed Enrico? Ancora a Gualdo?

Ugo "Non dipende da noi. Per quanto riguarda me non ci sono problemi. Poi bisogna vedere cosa decide la società. Se il Presidente, che dobbiamo sempre ringraziare, lo vorrà, io starò ancora qua".

Enrico "Dico la stessa cosa. La passione deve sempre coincidere con le scelte societarie. Qualsiasi cosa decideranno i dirigenti io rimarrò sempre un tifoso del Gualdo ed un estimatore della società perché con noi sono sempre stati disponibili sia sul piano umano che su quello tecnico. Noi abbiamo sempre trovato la porta aperta".

 

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