L'ECO del Serrasanta

 

N. 10 - 27 maggio 2001

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Ambiente

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (11)

Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia

L'effetto serra


11effserr.jpg (47170 byte)Più volte, in precedenza, abbiamo accennato al cosiddetto "effetto serra". Quando se ne parla, è molto difficile essere equilibrati. Si corre il rischio, da un lato, di recitare la parte Cassandra, la misera profetessa di sciagura; dall’altro, di fare come i nostri politici: "Va tutto bene!".

La sabbia del deserto riflette molto efficacemente verso lo spazio la luce del sole

Si finisce, ora, nel cadere nel sensazionalismo, pronosticando catastrofi immani con la sicurezza più assoluta. Ora, con la medesima risolutezza, si nega ogni cosa. Chi s’interroghi seriamente sul destino del nostro pianeta, è davvero disorientato: esiste o no questo effetto serra? stiamo davvero correndo dei rischi?

Un automobile sotto il sole

Per capire il discorso bisogna cominciare daccapo ed esaminare, in maniera semplice, che cosa sia l’effetto serra. Innanzitutto va detto che non si tratta di un fenomeno patologico (cioè dannoso), ma di un evento fisiologico, del tutto naturale ed, anzi, per molti aspetti indispensabile alla nostra sopravvivenza su questo pianeta. Un esempio particolarmente utile per intuirne il meccanismo lo possiamo ricavare dall’esperienza quotidiana. Immaginiamo di aver lasciato l’automobile con i finestrini chiusi sotto il sole. Che sia o no una giornata calda, dopo poco tempo la temperatura all’interno dell’automobile salirà in maniera consistente: il calore non sarà però dovuto che in minima parte al surriscaldamento della struttura metallica della carrozzeria, ma soprattutto all’effetto serra generato dai finestrini e dal parabrezza. Il calore entra ma non può uscire. Ma perché? Come è entrato, così dovrebbe anche uscire – potremmo dire. In realtà, la luce solare (che è emessa da un corpo incandescente come il sole) ha caratteristiche tali che il vetro le risulta trasparente: il calore solare trasportato dalla luce, dunque, passa attraverso il vetro e può riscaldare l’interno dell’abitacolo, specialmente le plastiche e i sedili di colore scuro. Questi, surriscaldati, emettono a loro volta onde luminose, ma di frequenza molto minore e invisibili al nostro occhio: i raggi infrarossi. Questi non riescono a passare attraverso i vetri, poiché questi risultano loro opachi; l’energia che essi trasportano rimane, allora, all’interno dell’automobile, continuando ad accumularsi. E d’estate la temperatura dentro un’auto esposta al sole può superare gli 80°C: ne sa qualcosa chi ha lasciato sopra i sedili musicassette o rullini fotografici…

L’atmosfera

Anche la nostra atmosfera è, in fondo, una serra. Dal sole ci giunge in continuazione una grande quantità di energia, sotto forma di luce. Non tutta questa energia viene però assorbita dalla terra. Un buon quarto viene riflessa indietro dalle nubi; un'altra piccola parte dalla superficie terrestre (specialmente dalla sabbia dei deserti o dal ghiaccio dei poli). Il 70%, però, riesce a penetrare nell’atmosfera e va a riscaldare il terreno. Come i sedili della vostra auto, il terreno aumenta di temperatura ed emette anch’esso energia sotto forma di radiazione infrarossa: ebbene, è proprio questa radiazione che riscalda l’atmosfera.

I gas "serra"

L’aria è infatti un miscuglio di vari gas, alcuni fra i quali hanno la capacità di assorbire i raggi infrarossi e di trattenerne il calore, impedendo, come il vetro di una serra o il finestrino di un’auto, che questo venga restituito allo spazio. Per questa loro capacità, tali gas vengono detti "gas serra". Quali sono? Il più "abile" ad intrappolare il calore emesso dal terreno è il vapore acqueo; segue il metano, poi l’anidride carbonica. Ma ce ne sono molti altri: alcuni sono di origine naturale, altri derivano prevalentemente dall’attività umana (il protossido d’azoto, gli idrofluorocarburi e via dicendo). Grazie a questi gas, il calore che il terreno restituisce sotto forma di radiazione infrarossa viene in parte immagazzinato dall’atmosfera e conservato nel momento in cui il sole tramonta e sopraggiunge l’oscurità. Se di notte, infatti, la terra riuscisse ad emettere tutto il calore accumulato nello spazio, la temperatura precipiterebbe a valori estremamente bassi – molto più di quelli raggiunti in una brinata! In realtà, grazie ai gas serra, si crea come una "vetrata", una "coperta", che mantiene la temperatura dell’aria a valori più elevati.

Un effetto salutare

Attualmente la temperatura media dell’aria sul nostro pianeta è di 15°C. Ma se noi eliminassimo dalla nostra atmosfera tutti i gas serra e lasciassimo unicamente quegli elementi come l’azoto, l’ossigeno e i gas nobili – che non assorbono se non in piccolissima parte la radiazione infrarossa emessa dal terreno – la temperatura del nostro pianeta sarebbe di – 18°C, cioè 33 gradi più bassa. Per quanto presenti in percentuali minime, questi gas svolgono quindi una funzione vitale: mantenere la Terra ad una temperatura favorevole alla vita. L’effetto serra è dunque un fenomeno positivo.

Troppa grazia …

Ma che succederebbe se di questo ben di Dio, a causa dell’attività umana, ce ne fosse un po’ troppo? Questo è il problema: l’uomo, l’unico animale che modifica l’ambiente in cui vive, ha a tal punto stravolto gli equilibri naturali da indurre un aumento consistente delle percentuali di gas serra. Con quali effetti? Con che prospettive? Lo vedremo la prossima volta.

Pierluigi Gioia

 

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