L'ECO del Serrasanta

 

N. 10 - 27 maggio 2001

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Ambiente

 

Il grido di dolore

dei naturalisti

di Mara Loreti

 

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L'ambiente naturale gualdese, il sindaco e l'assessore all'Ambiente: dopo la prima deludente esperienza di assessorato all'Ambiente nel Comune di Gualdo Tadino, si sperava che la scelta di un nuovo assessore, nella persona del sig. Sergio Ponti, effettuata dal sindaco per la corrente legislatura, portasse un rinnovamento serio, dignitoso ed efficace verso i seri problemi del nostro territorio. Ma dopo i primi mesi trascorsi a far riunioni e a spendere fiumi di inchiostro, per pubblicizzare le stesse, su tutto è calata una calma piatta, così calma da divenire preoccupante. Di questo assessorato "fantasma", di questo disimpegno nei progetti e nei programmi, talora mai presentati, abbiamo sentito il dovere anche nei confronti dei cittadini gualdesi, che sempre più numerosi si rivolgono a noi, di informare il sindaco dott. Pinacoli Rolando, per avere chiarimenti in merito.

Nessuna risposta è pervenuta alle nostre numerose lettere, alle nostre richieste di incontro, e dire che il primo cittadino aveva fatto credere di avere a cuore "anche" i problemi relativi all'ambiente e in modo specifico a quello naturale. A suo tempo il sindaco ci invitò anche a redigere un programma ambientale preelettorale, promettendoci una "commissione permanente per l'ambiente", promettendo di portare a termine i tanti progetti preparati da tempo. Mai come in questo periodo, dal Municipio sarebbero dovuti scattare quei segnali forti, tali da scoraggiare qualsiasi atto vandalico, atti illeciti di selvaggio accaparramento delle risorse naturali e di grave inquinamento. Da ben nove mesi le nostre richieste, le proposte di intervento per l'ambiente, non vengono prese in nessuna considerazione e non sono meritevoli neanche di qualsivoglia risposta!

Ben poca cosa, caro assessore all'Ambiente, è il "Regolamentino" per assegnare il fieno di Valsorda. Dove è finito, invece, il megaprogetto che aveva promesso per la regolamentazione del materiale estratto dalle nostre cave, e che invece sta distruggendo le colline della Valle del Rio Vaccara e del Colle dei Mori? Ben poca cosa, quando dalla cava sopra la località San Facondino, un progetto regionale per nulla contestato dall'amministrazione comunale, consente un'attività di scavo paragonabile alla "Tela di Penelope". Dopo un'errata e multata escavazione verticale, si interviene consentendo il ripristino del luogo. Con un progetto di recupero che legalmente in realtà serve solo ad estrarre ancora nuovo materiale litologico. Questo dovrebbe essere un progetto di recupero??? La spiegazione invece è molto più semplice: ai nostri amministratori non interessa recuperare un'area così depauperata, dalla quale partono ogni giorno una fila ininterrotta di mezzi pesanti, che portano quanto estratto nella regione Marche, nella quale, pensate un po', è stato bloccato (da assessori attenti!!!) il Piano Cave! Questo Bene Demaniale, un bene di tutti i cittadini, non serve ai gualdesi ma ai paesi limitrofi, anche fuori regione, per noi cittadini di Gualdo Tadino c'è solo un'area distrutta!

Noi crediamo che una opposizione chiara e forte nei confronti della Regione, possa bloccare questo "gioco", anche e perché, dopo tutto, il territorio è del nostro Comune! Inoltre, crediamo che non sia giusto che un bene di tutti, porti "ricchezza" a pochi. La popolazione della frazione di San Facondino è veramente esausta da un andirivieni di automezzi pesanti, di polvere, di roccia abbattuta.

Ci sembra ben poca cosa, caro assessore, un misero progetto per la sentieristica, realizzato in assoluta economia, trovato, inoltre, bello e pronto nel cassetto e per il quale noi abbiamo trovato anche i finanziamenti (GAL). Ma quale pazzo turista verrà a percorrere i sentieri che, dalla Rocca Flea, salgono ai monti gualdesi (sempre a patto che i traballanti paletti con le bandierine resistano ai tempi). Infatti quale pazzo turista verrà nella nostra città quando nella Valle Sud neanche gli anziani del luogo possono più dilettarsi nella pratica di coltivare il proprio orticello, in quanto vige il divieto di prelievo di acqua (Fonte Gramaccia, Fosso Rasina) a causa del grave inquinamento dovuto a sostanze altamente tossiche che hanno invaso i terreni, i fossi, i pozzi e le sorgenti. (Ricordiamo che l'area sud è sotto l'indagine della Procura di Perugia, grazie al serio impegno della stazione locale del Corpo Forestale).

Ma quale pazzo turista verrà a Gualdo Tadino se entrando dal Nord, sin troverà di fronte in prossimità della Flaminia, un megaimpianto di frantumazione e lavorazione delle rocce e brecce, di un impianto di bitumazione e asfalto. (Ricordiamo che della non idonea collocazione avevamo dato notizia con lettera scritta all'amministrazione comunale e il comandante dei Vigili Urbani ci rispondeva (almeno lui) dandoci la certezza che l'impianto in quel luogo avrebbe avuto sicuramente un tempo determinato). Ma quale pazzo turista verrà a Gualdo Tadino, forse per percorrere la distrutta Valle del Rio Vaccara, o l'abbandonata valle di Capodacqua, o l'impercorribile Valle del Fonno? A quando il progetto per la Valle del Fonno tanto promesso? Per quanto tempo ancora i massi frutto del disgangiamento e i vecchi opifici, dovranno rimanere in quel posto, deturpando l'ingresso della Valle e allontanando i pochi visitatori?

Caro assessore e sindaco, non esistono ancora turisti ambientali amanti delle cave, dell'abbandono dei luoghi, del "brutto", dei fiumi, dei fossi e pozzi inquinati e mal gestiti, dove ancora si scaricano rifiuti per fogne a cielo aperto, dove ancora non si assiste ad una periodica ripulitura degli alvei fluviali e delle loro sponde. Non esistono turisti che vanno in montagna per non vedere nulla, né animali, né boschi curati e ben gestiti, ma un transito libero di veicoli a qualsiasi quota, in aree proibite, non ostacolati da alcuno. Il turista ambientale è sempre più alla ricerca di un ambiente ricco di silenzi, dove trova il tempo di riflettere, un ambiente salubre dove respirare aria pura, non inquinata, dove trova paesaggi suggestivi, tanto da soddisfare lo spirito.

E' ben poca cosa, quando associazioni e cittadini da anni sono in attesa dei tanti progetti proposti, che rivaluterebbero il nostro ambiente e che, sarebbero garanti della salute di tutti e di un turismo ambientale educato. Primo obbiettivo è ora la "pulizia" del territorio, di tutto ciò che ha gravemente inquinato suolo e aria: (e che stato scoperto grazie all'impegno di pochi attenti cittadini) sistemazione della rete fognante, sistemazione dei corsi d'acqua con la garanzia di poter contare su un depuratore funzionante.

C'e ancora qualcos'altro: non dimenticate che vorremmo veder realizzati progetti decennali quali Oasi della Rocchetta, Orto Botanico, Museo Naturalistico, Centro Ambientale per i giovani, restauro delle tre valli gualdesi, sentieri ciclabili, sentieri fluviali, restauro dei boschi e un serio regolamento di conservazione. Tutto questo, lo riteniamo giusto e necessario per l'ambiente e per tutti i cittadini.

Possiamo dire con orgoglio di aver visto concretizzare nei comuni limitrofi le nostre "idee" trasformate in realtà; questo noi lo volevamo per Gualdo Tadino. Come associazione e come cittadini portatori di voce di altri cittadini, siamo fortemente delusi, ma anche preoccupati della inoperosità di questo assessorato e dell'Amministrazione in genere e che dovrebbe controllare il lavoro svolto e tutelare i diritti di ogni cittadino che attende quanto è stato promesso e .... ci è stato promesso di vivere meglio in un ambiente salubre e pulito.

 

 

Nota della Redazione

Al momento di andare in stampa si apprende che in relazione alle problematiche sollevate il sindaco, per una più incisiva presenza dell'amministrazione, è intenzionato a proporre entro il prossimo mese di giugno un rimpasto dell'esecutivo; avvicendamenti in vista?

 

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