L'ECO del Serrasanta

 

N. 7 - 8 aprile 2001

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Di tutto un pò

COME ERAVAMO

Storie di emigrati: Baldo

di Valerio Anderlini


Capitò dalle nostre parti tra la fine degli anni '40 e1'inizio degli anni '50; era un arzillo vecchietto oltre la sessantina, e girava per i paesi di campagna gridando per le strade "cenci, donne"; per non fare solo il pensionato raccoglieva gli stracci che poi rivendeva alla cartiera di Fabriano, con una dignitosa signorilità ed un modo di fare che lo distingueva.

Era un buontempone e, anche quando si fermava per fare una partita a bocce con i paesani, lui che aveva girato il mondo, lo faceva in modo diverso dagli altri, tirando (diceva lui) "alla piemontese", un modo naturale e spontaneo acquisito attraverso gli anni chi sa dove, ma che aveva la capacità di far uscire dai gangheri gli avversari che vedevano nella sua rincorsa un modo furbesco di accorciare il tiro. Ma per lui le regole erano quelle, prendere o lasciare; non era colpa sua se i paesani erano rimasti indietro: così le partite continuavano regolarmente fra discussioni e recriminazioni, tanto il personaggio aveva saputo inserirsi nell'ambiente.

E, poiché il vecchio non era restio a parlare della sua lunga vicenda umana, con il trascorrere del tempo era diventato simpatico e ben accetto a tutti; del resto, in tempi in cui i diversivi della televisione erano ancora di là da venire, questo autentico uomo di mondo, con i suoi racconti a volte inverosimili, aveva la capacità di incantare non solo le comari, ma anche noi ragazzi che contraccambiavamo con scherzi e dispetti non sempre di buon gusto. A chi gli chiedeva di parlare della sua vita, con la curiosità tipica del nostro piccolo mondo antico verso tutto quello che veniva dall'esterno, egli era solito rispondere con una filastrocca chissà quante volte ripetuta nel corso della sua esistenza; "Io Ubaldo, nato a Villa col dei Canali, comune di Costacciaro, mandamento di Gubbio, diocesi di Gubbio, provincia di Perugia il …"; e di vicende più o meno travagliate nelle quali egli aveva dovuto fornire queste sue generalità, da quando era partito dal paesino alle falde del Monte Cucco nei primi anni del 900, fino a quando vi era tornato nel dopoguerra, Baldo ne aveva vissute tante, nella vita di emigrante in varie parti del mondo.

Un bel giorno scoprimmo che il vecchio aveva finito con l'accasarsi fra noi, dopo che un'anziana vedova senza altri mezzi di sussistenza (non c'era stato ancora il boom delle pensioni), se lo era preso in casa per un matrimonio che, se per lei era stato il secondo, per lui sembrava che fosse solo l'ultimo di una serie non definibile. E proprio il racconto di queste prime disavventure coniugali del soggetto era quello che suscitava il maggiore interesse, in un ambiente paesano che in fatto di matrimonio non conosceva altre regole oltre a quelle della Chiesa cattolica.

Raccontava Baldo, fra lo stupore attento delle comari, che allorché appena diciottenne aveva avuto il primo lavoro all'estero alle dipendenze di una ditta tedesca, era stato inviato in una località dell'Impero Ottomano nella penisola balcanica, dove con sommo stupore aveva scoperto le rigide norme del Corano in fatto di rapporti fra persone di sesso diverso: donne velate impossibile da avvicinare, possibilità di approccio nulle e ... il serraglio, una specie di supermercato nel quale le donne erano esposte in vendita, con il volto coperto e con un venditore solo deputato a risponderne. Era un sistema inusuale, del quale aveva stentato a rendersi conto, ma che, quantunque originale per il giovane emigrante, si presentava più tuttavia agevole e praticabile di un approccio che ragioni di lingua e di costume avrebbero reso difficoltoso.

Baldo prese la sua decisione: raggiunto il serraglio, dopo aver passato a lungo in esame la "merce" esposta, si era fatto avanti e, sborsando qualche centinaio di piastre, aveva fatto il proprio acquisto che si era portato correndo a casa, ansioso di far festa. Ma, ahimé, varcata la soglia, quando finalmente aveva sollevato il velo che copriva il volto della donna acquistata, aveva costatato con rammarico di aver fatto un pessimo affare, trovandosi fra le mani una vecchia grinzosa e sdentata, dall'aspetto tutt'altro che accattivante.

Al che Baldo non si era perso di coraggio: riavviluppata la donna nel suo barracano, l'aveva ricondotta al serraglio, restituendola al venditore, accontentandosi di rimettere nell'affare qualche decina di piastre, e provvedendo ad un successivo acquisto.

Così si era conclusa la prima esperienza matrimoniale del vecchio giramondo.

 

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