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SAN PELLEGRINO Marco Paciotti nuovo capomaggio nostra intervista a cura di Angelo Pucci Trentunenne, residente a San Pellegrino, sposato, padre di una bambina di 7 e di
un maschietto di 3 anni, Marco Paciotti è assurto al ruolo di Capomaggio dei Maggiaoli di
San Pellegrino durante un breve ma sentito rito nel tardo pomeriggio del 30 aprile scorso.
Quel momento doveva significare il passaggio del timone alla nuova generazione di
Maggiaioli, dopo più di venti anni di guida da parte di Rino Santioni. In pratica, la
Festa del Pioppo del 2000 si è svolta all'insegna di un nuovo presidente, già in carica
da qualche mese, e del graduale trasferimento della "potestà" di capomaggio da
Rino Santioni a Marco Paciotti. A simboleggiare la continuità tra passato, presente e
futuro, si può dire che l'anno scorso ci fu ancora il capomaggio in carica, cioè Rino
Santioni, ma nel contempo la successione era definitivamente assicurata.
Da quest'anno Marco Paciotti assume in pieno il suo ruolo. Oggi come 997 anni faCosa significa per te la festa del Pioppo? "Come tutti i Sanpellegrinesi, io con il pioppo ci sono nato, da piccolo sentivo i miei genitori raccontare del pioppo, con dovizia di particolari: il bastone del pellegrino, il conte Ermanno, il guardiano Ono e tutti i personaggi storici coinvolti. Alla fine diventa una storia che ti accompagna tutta la vita, perché la senti tua e la condividi con tutti i compaesani, anche con quelli di adozione, da qualunque città o paese provengano. Il fatto di ripetere il rito ogni anno, ormai da 997 anni, rafforza il nostro senso dell'appartenenza alla comunità sanpellegrinese. A giudicare dalla partecipazione e dal coinvolgimento sempre maggiore di tanti giovani, sfido che la tradizione ha un lungo futuro davanti a sé." Grazie Rino! Cosa cambierà con la nuova guida dei Maggiaioli? "Prima di parlare dei cambiamenti, è il caso di parlare invece di ciò che va salvaguardato: in modo particolare il clima di entusiasmo, di amicizia e di fratellanza che ci ha sempre accomunati durante più di venti anni sotto la guida di Rino. Gli dobbiamo tutti un grazie corale. Il patrimonio ideale accumulato durante la sua guida è indispensabile per affrontare i cambiamenti che, a causa del mutamento dei tempi, si rendono necessari." Ritorno alle origini A quali cambiamenti stai pensando? "Mi spiego meglio: viviamo sempre di più in un mondo ad alta tecnologia e cio' ha i suoi vantaggi, ma dobbiamo stare attenti a non perdere il senso delle nostre origini; la festa del pioppo è una festa antica, ma rappresenta valori senza tempo, come la cultura dell'accoglienza e della convivenza ad esempio. Dopodiché dobbiamo resistere alle tentazioni di "inquinare" il rito del pioppo con una eccessiva modernizzazione. C'è bisogno di un ritorno alle origini, ad esempio: l'utilizzo di accette per la pulizia del tronco dai rami, per lo scortecciamento e per la realizzazione della giunta tra i due pioppi, cercando di evitare mezzi meccanici tipo motoseghe." Preparare le nuove leve Tutta l'attività intorno al pioppo, la sera del 30 aprile, è molto vicina alla natura. Fino a che punto i ragazzi sono tutti preparati ad una avventura del genere? Immagino che la maggior parte non fanno quel lavoro durante il resto dell'anno "Sì è vero, molti di noi non fanno uso di questi mezzi nella vita quotidiana. Proprio per questo dovremmo prepararci ed allenarci al meglio durante i dodici mesi, tra un rito e l'altro. Anche qui la tradizione continua, i più anziani insegneranno ai giovani. Oltre che mettersi in grado di partecipare pienamente in quell'occasione, i ragazzi impareranno anche a "maneggiare", in modo appropriato, utensili che non sono più di uso frequente, ma che possono sempre tornare utili a contatto con la natura." La nostra forza è l'unione Qual è il tuo augurio per San Pellegrino e per la Festa del Pioppo? "San Pellegrino e il Pioppo sono una cosa sola. Il mio augurio è che presto possa essere ultimata la fase della ricostruzione, in modo che tutti quelli che sono ancora nei containers tornino nelle loro case. Per San Pellegrino la coesione, l'unione, il sentirsi gruppo e il vivere insieme sono importanti per la vita quotidiana del paese e, a maggior ragione, per la riuscita della sua Festa più importante. Ha senso solo se tutti si sentono pienamente partecipi, soprattutto i giovani. Una persona sola, per quanto si dia da fare, non va molto lontano, mentre tutti insieme possiamo raggiungere traguardi insperati. Questa vale sia per la Festa del Pioppo, sia per il futuro del nostre paese in generale." Quindi: Forza lupi, Viva San Pellegrino! A.P.
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