L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 25 febbraio 2001

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Personaggi

TRA LE PIEGHE DEL TERREMOTO

Un uomo piccolo ed un piccolo uomo

di Luigi Gaudenzi


Non vi è dubbio che la guerra, questa sciagura dell'umanità, abbia da sempre avuto una peculiarità: quella di evidenziare, con grande efficacia, il coraggioso ed il pavido, l'ingenuo ed il furbo, l'onesto ed il furfante. In altre parole: il buono ed il cattivo. Davanti a lei si è completamente nudi e inermi. Le parole ed i camuffamenti diventano aria fritta e non servono a nulla. Il terremoto ed i suoi effetti sembrano avere la stessa bacchetta magica.

Un uomo piccolo

E' alto un metro e 63. Pesa 58 chili. Improbabile che possa essere scambiato per un granatiere.Abita, insieme con la moglie, in un villaggio containers del nostro comune. Ha ottantatré anni e percepisce una piccola pensione. Faceva il coltivatore diretto, in modo particolare l'innestino. E' orgoglioso di essere stato un portatore di vita nello sconfinato e affascinante mondo delle piante e si rammarica, ancora oggi, di quelle che è stato costretto ad abbattere. Mostra una raccolta di riviste scientifiche in cui si afferma che il mondo vegetale non è inanimato ma ricco e palpitante di vita. Capace di provare sentimenti, come l'amore, il piacere e la paura. Colpisce, in quest'uomo, la dolcezza dello sguardo e la compostezza dei modi. Nelle sue parole, espresse con pacatezza e proprietà, si riesce facilmente a cogliere l’amore per il prossimo. Le sue opinioni denotano tolleranza e senso dell'umorismo, condimento fondamentale della sua e della nostra vita. Solo lui parla. La moglie lo ascolta in silenzio guardandolo negli occhi in evidente ammirazione. Passano pochi minuti e si ha la sensazione di ricevere un'autentica lezione, impartita all'interno di una di quelle terribili scatole di latta. In questo container tutto è in ordine perfetto, lindo e pulito. Si avverte il profumo di spigo, caratteristica essenza con cui le nostre nonne amavano "aromatizzare" la biancheria. I due non hanno figli ed allora hanno "adottato" due bambini di sei ed otto anni, figli di un'extracomunitaria che lavora al nero dieci ore al giorno per una manciata di monete che invia, quasi totalmente, al suo paese dove sopravvivono una sorella paraplegica, un altro figlio grandicello ed i genitori. Il nostro "granatiere" e sua moglie ospitano a tempo pieno quei due figli, li "arvestono", li "sfamano", li fanno studiare, li curano a loro spese mentre li ricoprono d'affetto. Non lesinano aiuti concreti anche alla loro madre.

"A volte - dicono - arriviamo giusti giusti alla fine del mese ... ma non ci manca niente ... no, no, ho capito quello che lei vuol dire. Non mi rivolgo alla pubblica assistenza perché ... gira gira ... i sapientoni, da un ufficio all’altro, dottore qui dottore là, finiranno col togliermi queste due creature e creeranno difficoltà alla loro madre. Non sia mai ... io non accetto elemosine, nemmeno quelle ricche. E poi non abbiamo bisogno di niente. Tutto quello che serve è qui. I ragazzi e noi non possiamo essere più felici di così. Lasceremo a loro per testamento la nostra casa che, prima o poi, sarà aggiustata ed il grande orto che la circonda." Perde per un attimo la compostezza. Il suo volto s'illumina: è profondamente compiaciuto quasi che non vedesse l'ora di morire per rendere finalmente "ricchi" i due ragazzi.

Un uomo piccolo: un grande uomo.

Un piccolo uomo

E' grosso ed ha l'aria del commendatore. Colleziona automobili di lusso e va in giro con una Mercedes 3000 ed una Porsche Carrera ("Sa, è di seconda mano. E' per mio figlio, poverino ...") Oltre ad alcuni appartamenti, "possiede" anche due sorelle molto anziane alloggiate, da più di tre anni, in un container. Udito in giro che il nostro Sindaco aveva in animo di requisire gli appartamenti sfitti per alloggiarvi gli abitanti dei containers (le voci della gente nascono da un desiderio inconscio e generalizzato che se ne infischia dei problemi di fattibilità e delle questioni di legittimità ...), il grosso signore, paventando l'atto d'imperio, si è affrettato ad affittare i suoi possedimenti a forestieri in grado di scucire bei soldoni. Magnanimo, alle due sorelle ha destinato una legnaia in fondo al suo giardino, riattata alla bell'e meglio: quattro splendide, meravigliose, calde mura fatte di mattoni e di cemento.

Ne parla con manifesta e gongolante soddisfazione e si ritiene apertamente creditore della gratitudine delle sorelle e del plauso del pubblico, oltre che ... del canone d'affitto somministrato dal Comune. Un uomo grosso: un piccolo uomo.

 

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