L'ECO del Serrasanta |
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Problemi |
GIOCHI DE LE PORTE Assemblee movimentate dopo il Bussolo Giuseppe Baldinelli confermato Gonfaloniere - Mauro Galafate nuovo Priore di San Facondino - Occorre adeguare la struttura alle esigenze di oggi di Salvatore Zenobi
Proprio questa assenza ha provocato, per caduta, tutta una serie di avvenimenti ad iniziare da un infuocato consiglio dei 64 (lassemblea che elegge il Gonfaloniere) durante il quale si è giunti alla decisione di votare ugualmente, nonostante lassenza di San Martino. Ma i delicati equilibri della vigilia a quel punto si erano incrinati. Lassenza di una Porta ha fatto pendere la bilancia decisamente verso Mario Pascucci ed il priore di San Facondino si è trovato a essere il Gonfaloniere in pectore. Ma qui il secondo colpo di scena, con un gran rifiuto di dantesca memoria. Infatti Pascucci non prestava il rituale giuramento che è latto ufficiale di nomina, leggendo al tempo stesso una lettera con la quale motivava il suo gesto. Erano motivazioni soprattutto personali, le stesse che aveva espresso quando si era dichiarato non disponibile a candidarsi. Un gesto questo che ha provocato un momento di stasi nella sala di Santa Chiara, non contemplando lo statuto dellEnte una simile soluzione. A quel punto è stato Giuseppe Baldinelli, secondo degli eletti, con un gesto di grande responsabilità, ad accettare la carica di Gonfaloniere e prestare il rituale giuramento. Ma era abbastanza evidente che questo Bussolo avrebbe avuto degli strascichi. Leffetto immediato sono state le dimissioni di Mario Pascucci dalla carica di Priore di San Facondino, diretta conseguenza di quanto avvenuto il 15 gennaio. Il Comitato di Porta ha provveduto allelezione di un nuovo Priore facendo cadere la scelta su Mauro Galafate, già giudice maggiore per i gialloverdi di San Facondino. Dimissioni le hanno presentate anche altri due Priori: Giuseppe Baldinelli e Sandro Teodori. Per quanto riguarda San Donato il comitato di Porta ha respinto le dimissioni di Baldinelli, confermando allo stesso tempo un impegno maggiore dei giallobianchi allinterno dellEnte Giochi. Da ultimo, ma solo in ordine cronologico (la riunione del comitato si è tenuta il 2 febbraio), è toccato a San Martino respingere le dimissioni del proprio Priore Sandro Teodori. Insomma, al tirar delle somme, al termine del Bussolo solo San Facondino ha cambiato il proprio Priore, mentre per San Donato e San Martino alle dimissioni sono seguite le decisioni dei comitati di confermare Baldinelli e Teodori alla guida delle due Porte. Ma una riflessione è dobbligo: lEnte Giochi de le Porte ha bisogno di una ristrutturazione della propria organizzazione, una ristrutturazione non più rinviabile e che magari possa prevedere che il Gonfaloniere o comunque la figura apicale responsabile dellEnte sia una persona diversa da un priore. Gli impegni, le responsabilità, il tempo richiesto a chi deve reggere lEnte Giochi sono aumentati a dismisura negli ultimi anni e quindi non può più essere adeguata la stessa struttura che ha condotto brillantemente ai livelli attuali i Giochi de le Porte. Quanto successo questanno deve essere di monito forte per chi in questi mesi sarà chiamato a prendere decisioni importanti su una delle principali manifestazioni della città. Un incontro per coinvolgere forze nuove allinterno dellEnte era già stato fatto, ora occorre non procrastinare più quanto era stato deciso in quelloccasione. Ne va dello stesso futuro dei Giochi de le Porte.
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| LE PREOCCUPAZIONI DI LUCIO ANGELETTI"Occorrono i ricambi"
Bisogna accelerare il rinovamento - Preoccupazioni anche in Comune di Riccardo Serroni Rinunce, assenze polemiche, dimissioni ... per i Giochi de le Porte queste settimane sono state davvero speciali. Mai, in passato, le problematiche emerse erano state così gravemente importanti. Il dettagliato resoconto di Salvatore Zenobi sulla cerimonia del Bussolo e su quanto è accaduto successivamente nelle assemblee delle Porte ci fotografa fedelmente una situazione di disagio che desta più di una preoccupazione negli addetti ai lavori e non solo. Se un processo di sfilacciamento non si ricompone in una nuova solidarietà cè il rischio che assuma aspetti degenerativi non facilmente controllabili. Quanti nei Giochi hanno investito, sin dalla nascita, gran parte del loro tempo libero e delle loro energie, sono legittimamente in apprensione e si offrono per trovare soluzioni razionali che vadano bene per tutti. Lucio Angeletti, ex Gonfaloniere ed ex priore della Porta San Benedetto, conosce profondamente la struttura dellEnte e mette a fuoco le questioni: "Il problema più grosso riguarda un po' di stanchezza nei portaioli - dice - Purtroppo non ci sono i necessari ricambi a livello di persone. Ed alla lunga questa mancanza di energie nuove rischiamo di pagarla a caro prezzo. I portaioli stessi, inoltre, stanno manifestando un certo disamoramento nei confronti dell'Ente. E' necessario quindi accelerare un processo di rinnovamento strutturale che abbiamo già avviato". Le preoccupazioni si avvertono anche a livello istituzionale. I Giochi hanno consolidato, negli anni, un ruolo fondamentale ed insostituibile a livello di immagine e promozione della città. Le voci di una crisi da non sottovalutare sono arrivate sino alle orecchie degli amministratori pubblici: "Giorni fa - racconta Angeletti - mi sono incontrato con il sindaco e l'assessore alla cultura Anderlini. Sono preoccupati per il futuro dei Giochi, anche perché il Comune ha investito molto e molto intende investire su una manifestazione così importante per la nostra città". Fiducia? "Le prossime saranno le settimane decisive - conclude Angeletti - Sono state effettuate le riunioni delle quattro Porte. Da questi incontri, dagli impegni assunti dai portaioli si deciderà il futuro dei Giochi. Da parte mia cercherò di impegnarmi al massimo per un rilancio, perché dopo 25 anni che sono dentro mi dispiacerebbe tantissimo se dovessero finire, come purtroppo è avvenuto, in questa città, per altre iniziative".
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