L'ECO del Serrasanta

 

N. 3 - 11 febbraio 2001

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Problemi

GIOCHI DE LE PORTE

Assemblee movimentate dopo il Bussolo

Giuseppe Baldinelli confermato Gonfaloniere - Mauro Galafate nuovo Priore di San Facondino - Occorre adeguare la struttura alle esigenze di oggi

di Salvatore Zenobi


01ritorno.jpg (14295 byte)Un Bussolo decisamente movimentato quello del 15 gennaio 2001, destinato sicuramente a passare alla storia dei Giochi de le Porte come quello dell’assenza di una Porta, San Martino, che non ha partecipato all’elezione del Gonfaloniere. Un fatto questo che si è inserito in una situazione che già si annunciava difficile e con un equilibrio delicato. Tanto è bastato per scatenare una serie di avvenimenti, sicuramente unici, che hanno modificato un po’ tutti gli assetti delle varie Porte. Ma occorre procedere per gradi. Negli ultimi anni, ma forse da sempre con un’unica eccezione, già prima del Bussolo si raggiungeva un accordo sulla scelta del Priore da eleggere a guida dell’Ente Giochi de le Porte. Quest’anno invece le difficoltà erano sorte fin dall’inizio perché nessuno dei quattro Priori aveva dato la propria disponibilità (per Fausto Paciotti di San Benedetto c’è il tacito accordo che un priore al suo primo anno non ricopra la carica di Gonfaloniere). Una situazione di stallo anche per quanto riguarda gli schieramenti, con due Porte che avrebbero voluto che Giuseppe Baldinelli avesse proseguito nel suo mandato e altre due, vista comunque la indisponibilità del priore di san Donato a ricoprire la carica, intenzionate a scegliere Mario Pascucci, anche in questo caso, però, non disponibile. Una situazione delicata, in cui anche un solo voto di qualche ‘franco tiratore’ avrebbe potuto determinare la scelta del nuovo Gonfaloniere. A rendere più intrecciate le cose c’è stata, poi, la decisione, per quest’anno, di svolgere il Bussolo non in costume. Sembra proprio questa la causa che ha determinato l’assenza di San Martino alla cerimonia dell’elezione del Gonfaloniere.

Proprio questa assenza ha provocato, per caduta, tutta una serie di avvenimenti ad iniziare da un infuocato consiglio dei 64 (l’assemblea che elegge il Gonfaloniere) durante il quale si è giunti alla decisione di votare ugualmente, nonostante l’assenza di San Martino. Ma i delicati equilibri della vigilia a quel punto si erano incrinati. L’assenza di una Porta ha fatto pendere la bilancia decisamente verso Mario Pascucci ed il priore di San Facondino si è trovato a essere il Gonfaloniere in pectore. Ma qui il secondo colpo di scena, con un gran ‘rifiuto’ di dantesca memoria. Infatti Pascucci non prestava il rituale giuramento che è l’atto ufficiale di nomina, leggendo al tempo stesso una lettera con la quale motivava il suo gesto. Erano motivazioni soprattutto personali, le stesse che aveva espresso quando si era dichiarato non disponibile a candidarsi.

Un gesto questo che ha provocato un momento di stasi nella sala di Santa Chiara, non contemplando lo statuto dell’Ente una simile soluzione.

A quel punto è stato Giuseppe Baldinelli, secondo degli eletti, con un gesto di grande responsabilità, ad accettare la carica di Gonfaloniere e prestare il rituale giuramento.

Ma era abbastanza evidente che questo Bussolo avrebbe avuto degli strascichi.

L’effetto immediato sono state le dimissioni di Mario Pascucci dalla carica di Priore di San Facondino, diretta conseguenza di quanto avvenuto il 15 gennaio. Il Comitato di Porta ha provveduto all’elezione di un nuovo Priore facendo cadere la scelta su Mauro Galafate, già giudice maggiore per i gialloverdi di San Facondino.

Dimissioni le hanno presentate anche altri due Priori: Giuseppe Baldinelli e Sandro Teodori.

Per quanto riguarda San Donato il comitato di Porta ha respinto le dimissioni di Baldinelli, confermando allo stesso tempo un impegno maggiore dei giallobianchi all’interno dell’Ente Giochi. Da ultimo, ma solo in ordine cronologico (la riunione del comitato si è tenuta il 2 febbraio), è toccato a San Martino respingere le dimissioni del proprio Priore Sandro Teodori.

Insomma, al tirar delle somme, al termine del Bussolo solo San Facondino ha cambiato il proprio Priore, mentre per San Donato e San Martino alle dimissioni sono seguite le decisioni dei comitati di confermare Baldinelli e Teodori alla guida delle due Porte.

Ma una riflessione è d’obbligo: l’Ente Giochi de le Porte ha bisogno di una ristrutturazione della propria organizzazione, una ristrutturazione non più rinviabile e che magari possa prevedere che il Gonfaloniere o comunque la figura apicale responsabile dell’Ente sia una persona diversa da un priore. Gli impegni, le responsabilità, il tempo richiesto a chi deve reggere l’Ente Giochi sono aumentati a dismisura negli ultimi anni e quindi non può più essere adeguata la stessa struttura che ha condotto brillantemente ai livelli attuali i Giochi de le Porte. Quanto successo quest’anno deve essere di monito forte per chi in questi mesi sarà chiamato a prendere decisioni importanti su una delle principali manifestazioni della città.

Un incontro per coinvolgere forze nuove all’interno dell’Ente era già stato fatto, ora occorre non procrastinare più quanto era stato deciso in quell’occasione. Ne va dello stesso futuro dei Giochi de le Porte.

 

LE PREOCCUPAZIONI DI LUCIO ANGELETTI

"Occorrono i ricambi"

Bisogna accelerare il rinovamento - Preoccupazioni anche in Comune

di Riccardo Serroni


Rinunce, assenze polemiche, dimissioni ... per i Giochi de le Porte queste settimane sono state davvero speciali. Mai, in passato, le problematiche emerse erano state così gravemente importanti. Il dettagliato resoconto di Salvatore Zenobi sulla cerimonia del Bussolo e su quanto è accaduto successivamente nelle assemblee delle Porte ci fotografa fedelmente una situazione di disagio che desta più di una preoccupazione negli addetti ai lavori e non solo. Se un processo di sfilacciamento non si ricompone in una nuova solidarietà c’è il rischio che assuma aspetti degenerativi non facilmente controllabili. Quanti nei Giochi hanno investito, sin dalla nascita, gran parte del loro tempo libero e delle loro energie, sono legittimamente in apprensione e si offrono per trovare soluzioni razionali che vadano bene per tutti.

Lucio Angeletti, ex Gonfaloniere ed ex priore della Porta San Benedetto, conosce profondamente la struttura dell’Ente e mette a fuoco le questioni: "Il problema più grosso riguarda un po' di stanchezza nei portaioli - dice - Purtroppo non ci sono i necessari ricambi a livello di persone. Ed alla lunga questa mancanza di energie nuove rischiamo di pagarla a caro prezzo. I portaioli stessi, inoltre, stanno manifestando un certo disamoramento nei confronti dell'Ente. E' necessario quindi accelerare un processo di rinnovamento strutturale che abbiamo già avviato". Le preoccupazioni si avvertono anche a livello istituzionale. I Giochi hanno consolidato, negli anni, un ruolo fondamentale ed insostituibile a livello di immagine e promozione della città. Le voci di una crisi da non sottovalutare sono arrivate sino alle orecchie degli amministratori pubblici: "Giorni fa - racconta Angeletti - mi sono incontrato con il sindaco e l'assessore alla cultura Anderlini. Sono preoccupati per il futuro dei Giochi, anche perché il Comune ha investito molto e molto intende investire su una manifestazione così importante per la nostra città". Fiducia? "Le prossime saranno le settimane decisive - conclude Angeletti - Sono state effettuate le riunioni delle quattro Porte. Da questi incontri, dagli impegni assunti dai portaioli si deciderà il futuro dei Giochi. Da parte mia cercherò di impegnarmi al massimo per un rilancio, perché dopo 25 anni che sono dentro mi dispiacerebbe tantissimo se dovessero finire, come purtroppo è avvenuto, in questa città, per altre iniziative".

 

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