L'ECO del Serrasanta |
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Cultura |
Una lettrice in edicola di Enza Brunetti ManciniLa nostra abbonata Laura Caleri Falcone, residente ad Arezzo e legata alla nostra città per avervi risieduto negli anni in cui il marito Dr Falcone era Pretore a Gualdo Tadino, ha pubblicato per conto delle Edizioni Paoline il romanzo "Arrivederci Amore"; di seguito la cronaca della presentazione del volume. Grande affluenza di pubblico il giorno 25 novembre alle 17 nell'aula magna dell'Istituto Tecnico Buonarroti di Arezzo in occasione della presentazione del secondo romanzo di Laura Caleri Falcone: "Arrivederci Amore ". Relatori sono stati il Prof. Maurizio Schoepflin, insegnante di filosofia e il Dr. Vittorio Caloni valente chirurgo-oncologo presso il locale Ospedale. Il romanzo narra la vicenda di una donna, moglie, madre e nonna, che vede improvvisamente la propria esistenza sconvolta dalla scoperta di una malattia terribile, che non le concede speranza. La protagonista, dopo il primo, comprensibile sbigottimento, opera una scelta difficile ma definitiva: decide di mantenere con tutti, anche con i famigliari, il segreto sul suo stato, imponendo il silenzio anche al medico amico, per poter assaporare la vita che le resta senza gli impacci delle inutili e devastanti cure. In una sala affollatissima, la Preside prof. Anna Munna, ha presentato gli ospiti, dopo aver ricordato che Laura Caleri è stata per anni insegnante in quella scuola. Ha preso per primo la parola il Prof. Schoepflin che, con la consueta abilità e sapienza, ha commentato il libro dal punto di vista filosofico: anche se nel racconto si parla della morte, ha detto in sintesi ," la vicenda non è una storia cupa, né tantomeno disperata. Al contrario tutto il romanzo è un inno alla vita e alla speranza: attraverso il dolore, la malattia, la sofferenza, la protagonista ritrova il gusto vero del vivere la quotidianità in una attesa serena e fiduciosa del suo destino". Il Dr. Caloni ha posto in luce i problemi deontologici e morali che spesso si trova ad affrontare il medico nel quotidiano: il segreto professionale, il rapporto con il malato, il silenzio assenso: i doveri della professione e i suggerimenti del cuore non sempre trovano un accordo. Ha concluso auspicando un rapporto medico - paziente che non sia solamente e strettamente professionale, ma piuttosto una collaborazione, un'unità di intenti, in cui l'umanità prevalga e sia il comune denominatore di ogni azione. Le problematiche, interessanti e varie, hanno provocato diversi interventi del pubblico che ha mostrato viva partecipazione. L'autrice ha preso poi la parola per ringraziare i presenti e, ancora una volta, ha tenuto a sottolineare come la protagonista del suo romanzo non sia una figura negativa ormai rassegnata e vinta dalla malattia, ma anzi, rafforzata da quella prova, pur nel dolore per la consapevolezza della prossima separazione dai suoi cari, ritrovi dentro di sè tutti i valori che fanno apprezzare la vita. |