L'ECO del Serrasanta

 

N.24 - 17 dicembre 2000

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Gualdesità

 

Segnalazioni anonime: cerchiamo di non esagerare!

di Mauro Mancini


Più volte, negli articoli scritti in questi ultimi due anni, ho avuto modo di affermare che questa è una città che si sta meriodionalizzando, perché manca una cultura dell’appartenenza. Un’ulteriore conferma di ciò sono le due lettere anonime indirizzate, l’una al direttore dell’Eco, l’altra a me e alla sezione del CAI.

La prima ci informa sull'operato di una ditta che ricicla materiale edile ottenuto dalle demolizioni, la seconda, corredata da documentazione fotografica, ci porta a conoscere, come la definisce l'anonimo scrivente, "l’ennesima furbata dell’amministrazione comunale di Gualdo Tadino".

Nella prima si evidenzia come venga riciclato di tutto un po', non solo inerti,

nella seconda, viene documentato con dovizia di particolari, come l’Amministrazione comunale (forse sarebbe stato meglio far riferimento alla ditta che ha smaltito il materiale) abbia festeggiato con un gran falò l’acquisto dei nuovi mobili per la rinnovata sede comunale: i vecchi mobili dell’ufficio protocollo, dell’ufficio segreteria, del segretario capo sono stati infatti portati al di sopra del Convento degli zoccolanti e bruciati in una cava dismessa. La documentazione è stata consegnata ai vigili urbani per individuare le responsabilità.

Non mi soffermo a rilevare la gravità dei fatti denunciati dalle due lettere anonime, ormai tutti i lettori sanno che a Gualdo non esiste una cultura ecologica malgrado i numeroso proclami, mi voglio soffermare invece sulle modalità con cui sono pervenute queste due denunce.

Come mai la gente si nasconde dietro l’anonimato? Come mai la gente ha paura di esporsi?

Chi scrive sui giornali o partecipa alla vita delle associazioni non sono tanti piccoli giustizieri, sono solo dei semplici cittadini convinti che un’osservazione, una critica, se alimentata da spirito costruttivo e non da risentimenti personali, se costruita su fatti e non sull’appartenenza politica è un contributo alla crescita della città. Liberiamoci da stupide e irrazionali paure, i baffi del Sindaco non fanno più paura, riscopriamo il coraggio di fare politica, quella vera, quella intesa come governo della città, e facciamola nelle forme che più riteniamo opportuno. Una lettera firmata è appunto una di queste forme.

 

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