L'ECO del Serrasanta

 

N.23 - 3 dicembre 2000

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Immigrati

Matarazzi: "Crescere dialogando"

Pinacoli: "Gli immigrati, una risorsa anche culturale
Il Centro Territoriale Permanente

 

Una serata all’insegna delle tradizioni Nord Africane

di Riccardo Serroni


Uomini, donne, bambini…gente che lavora o che va a scuola, gente che ha lasciato la propria terra, i parenti, gli amici alla ricerca di un lavoro per migliorare la propria condizione di vita e quela dei suoi cari. Quella dei cittadini stranieri, a Gualdo Tadino, è ormai una presenza consistente. All’anagrafe ne risultato iscritti 480. Di questi, 180 sono Nordafricani, di cui 140 marocchini, 22 tunisini e 18 egiziani. Conoscerli, apprezzare le loro tradizioni, la loro cultura, il loro modo di pensare è molto importante per faciitarne l’inserimento.

Il Comitato Soci Coop di Gualdo ha organizzato una bella iniziativa presso la taverna di San Facondino con le comunità del Marocco, del’Egitto e della Tunisia. Ognuna di esse ha preparato dei piatti tipici della loro tradizione culinaria che sono stati moto apprezzati dai numerosi invitati, italiani e nordafricani. Ospite d’eccezione della serata era i console tunisino, in Italia,

Abderraouh Anane. I console è soltanto da un anno che sta in Italia e si è espresso quindi in lingua francese. Edi Khirat, presidente dell’associazione nordafricani di Gualdo, ha fatto da interprete:

"Il console - spiega Edi - è da appena un anno che sta in Italia, prima è stato in Francia, ma ha già programmato diverse iniziative. Ha visitato parecchie città in Umbria e nel Centro Italia incontrando i sindaci e le altre autorità italiane. Si sta dando molto da fare per creare delle belle relazioni tra l'Italia e la Tunisia, specialmente per una integrazione culturale, oltre che economica".

"Ci sono belle relazioni tra l'Italia e la Tunisia - spiega il console - Ultimamente sono stati richiamati in Italia 3000 lavoratori tunisini. Gente selezionata, che viene solamente per lavorare. A Gualdo vedo che ci sono dei tunisini, si sono comportati bene, fanno il proprio lavoro, è gente per bene. A Gualdo gli vogliono bene, è una cittadina bellissima e mi auguro che aumenti il loro numero".

Sradicarsi dalla propria realtà costituisce sempre una scelta difficile, soprattutto per i problemi che si incontrano nei paesi ospitanti. Quali sono i maggiori problemi che incontrano i cittadini stranieri nella nostra città?

"Il probema più grave è l’alloggio" risponde Edi.

Perché non ci sono case o perché c’è poca disponibilità ad affittare?

"No, non diciamo questo - precisa Edi - perché la gente di Gualdo è accogliente. Non ci sono le case. Ce ne sono molte ma sono tutte in costruzione. Anche la gente del posto è in difficoltà. Non ci viene negato niente, siamo simili a loro. Noi ringraziamo le autorità di Gualdo perché ci fanno partecipare alla vita economica, sociale e politica. Noi siamo troppo contenti. Speriamo che dal gennaio 2001 ci siano delle opportunità in più, sia per la casa che per il lavoro".

Il messaggio finale è pronunciato ancora dal Console: "Chiediamo alle autorità italiane di proseguire su questa strada per aiutarci a migliorare sempre di più l'integrazione nel mondo del lavoro, nel mondo economico, nel mondo sociale ... della gente che ha voglia di lavorare e comportarsi bene. Prima della seconda guerra mondiale abbiamo avuto truppe italiane che sono venute in Tunisia dove hanno avuto una bella accoglienza, hanno lavorato, hanno fatto dei buoni progetti. Vogliamo ricambiare questa bella presenza anche di gente che è ancora da noi e sta lavorando molto bene. Ed i miei connazionali devono naturalmente rispettare sempre le leggi, senza mai uscire dalla strada della legge".

 

 

Matarazzi:"Crescere dialogando"

di Riccardo Serroni


Giancarlo Matarazzi è il presidente del Comitato soci Coop di Gualdo Tadino, l’ente organizzatore della serata:

"Abbiamo ritenuto opportuno organizzare questa iniziativa - ci spiega - per dare modo a questi immigrati di inserirsi nel modo migliore nella nostra città. E cosa migliore non esiste che dialogare, conoscere le loro abitudini. L'augurio nostro è che questa gente si inserisca nel migliore dei modi nella nostra società pur mantenendo le proprie tradizioni, il proprio modo di vivere, il proprio modo di essere".

Come mai soltanto i nordafricani?

"Essendo un locale chiuso abbiamo pensato di partire con tre paesi: Tunisia, Egitto e Marocco. E' vero che ci sono altre etnie qui a Gualdo, però non sarebbe stato possibile radunarle tutte qui. In futuro ci riproponiamo, forse in estate, di fare una cosa molto più in grande, coinvolgendo tutte le etnie che stanno qui nel territorio per fare una manifestazione all'aperto, con molto più spazio".

Non è quindi una iniziativa isoata:

"E' soltanto l'inizio e credo che la serata sia riuscita bene. Speriamo di poter continuare in futuro per dare soprattutto a noi modo di conoscerli. A volte si parla genericamente di extracomunitari dimenticando che i nostri nonni sono stati all'estero trovando mille difficoltà. Anche loro trovano le stesse difficoltà ed è compito nostro cercare di metterli a loro agio. Un modo è anche quello di conoscere i loro cibi e quindi anche il loro modo di vivere".

In occasione dei recenti europei di calcio, ho avuto modo di leggere un articolo sul Corriere dello Sport che, affrontando la problematica degli italiani immigrati in Belgio, riportava una frase di un nostro connazionale immigrato che ci deve far riflettere: "Il mio sogno - raccontava - è stato sempre quello di acquistarmi una casa ed esporre il cartello <NON SI AFFITTA AI BELGI>". Evidentemente di cartelli con la scritta <NON SI AFFITTA AGLI STRANIERI> deve averne letti parecchi". Per comprendere le difficoltà degli stranieri nel nostro paese, forse non sarebbe male andarci a rileggere qualche passo importante della storia che hanno scritto con i sacrifici ed il dolore i nostri emigranti.

 

 

Pinacoli: "Gli immigrati, una risorsa anche culturale"


Il sindaco Rolando Pinacoli era, naturalmente, tra gli ospiti della serata organizzata dal Comitato Soci Coop e dai nordafricani:

"I pionieri che sono venuti a Gualdo più di quindici anni fa ormai sono considerati gualdesi a tutti gli effetti dalla stragrande maggioranza dei guadesi- ha detto- Parlano bene il nostro dialetto e si sono ben inseriti. Questa serata avrebbe meritato maggiore pubblicità perché è una bella iniziativa che fa capire come l'immigrato non è soltanto una forza lavoro ma anche una ricchezza, una risorsa per il territorio perché porta cultura, porta tradizioni, porta argomenti nuovi con i quali confrontarsi. Quindi è un arricchimento per il nostro territorio. Questo è quello che io ho sempre sostenuto e continuo a sostenere nonostante purtroppo certi discorsi stereotipati, le frasi ormai fatte, una considerazione generalizzata ma non giusta che si ha spesso dell'immigrato. La cosa più sbagliata che esista è associare l’immigrato alla delinquenza. Bisogna stare qui questa sera per capire quale umanità, quale ricchezza, quali tradizioni, quali risorse rappresentano gli immigrati che sono qui a Gualdo".

(R.S.)

 

 

Il Centro Territoriale Permanente


A Guado Tadino opera da poche settimane un Centro Territoriale Permanente il cui coordinatore è la Direttrice Didattica dott.ssa Serenella Capasso:

"I Centro- spiega- ha la funzione di offrire istruzione e formazione a tutti i cittadini della fascia da Foligno a Gubbio, sia per gli stranieri che hanno bisogno di conoscere la lingua italiana ma anche per tutti i cittadini italiani che fossero sprovvisti di diploma di scuola media o per tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano necessità di fare dei corsi di lingua specifici per la lingua straniera, in particolare inglese. Stiamo anche organizzando dei corsi di informatica e stiamo mettendo in piedi dei corsi di qualificazione e riqualificazione per la ceramica. Dalle esigenze della popolazione potremo attivare, poi, altri corsi che si riterranno necessari".

E’ molto intensa l’attività di formazione a favore degli stranieri per la conoscenza della lingua italiana. L’anno scorso sono stati organizzati corsi dalla Caritas tenuti dai volontari ed uno specifico per le donne curato dalla Direzione Didattica di Gualdo. Quest’anno ne è già partito un altro per iniziativa del Centro. Tutti sono stati molto frequentati, segno evidente che si avverte una grande necessità di questo servizio:

"E' un servizio - aggiunge la Direttrice Didattica- in questo momento richiesto soprattutto dagli stranieri, anche perché la popolazione non è ancora a conoscenza delle potenzialità che ha il Centro Territoriale Permanente essendo nato l’1 settembre. In tutta l'Umbria ce ne sono altri tre che hanno ormai diversi anni e dalla popolazione hanno richieste molto varie, anche quelle di azioni di educazione civica, oppure particolari esigenze che possono essere richieste dalle stesse aziende".

 

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