L'ECO del Serrasanta

 

N.21 - 5 novembre 2000

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Territorio

NOSTRA INTERVISTA A VILZA CERIOLA, DIRIGENTE DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO DI SIGILLO

"Una scuola con il territorio e per il territorio"

a cura di Pierluigi Gioia


Del cosiddetto "Istituto comprensivo di Sigillo" si è finora parlato solamente in chiave polemica. Oltre che sulle pagine del nostro quindicinale, anche su altri mezzi di stampa (La Nazione, Il Corriere dell’Umria ...) si è spesso dibattuto sui contrasti o sulle manovre politiche per l’attribuzione della sede a Sigillo o Fossato di Vico. Si è insomma detto come è (o sarebbe) nato l’Istituto comprensivo, ma che cosa sia veramente sfugge al grande pubblico. Per ovviare a questa mancanza abbiamo intervistato la professoressa Vilza Ceriola, preside - o per meglio dire - dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Sigillo.

Preside, insomma: quest’istituto è come l’araba fenice: che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa ... Ci dica qualcosa di più ... dov’è, innanzitutto, la sede?

Anche se attualmente le segreterie e la presidenza sono ancora presso la scuola media di Fossato, entro breve sarà tutto trasferito a Sigillo che è stata scelta come sede perché, da un lato era già da tempo sede della direzione didattica, dall’altro perché è località "baricentrica", quindi "centrale": garantisce il raggiungimento delle varie sedi staccate con una certa rapidità.

Sede definitiva?

Definitiva, certo.

E qual è il nome?

Inizialmente, si era pensato di chiamarlo "Istituto comprensivo delle zone del Parco del Monte Cucco", proprio perché come prima la "Flaminia" individuava le scuola medie unificate, così il Parco del Monte Cucco sottolinea il comune progetto di sviluppo territoriale che unifica i quattro comuni. L’iniziativa non è per il momento stata portata avanti ed è rimasto il nome di "Istituto comprensivo Sigillo" che è però provvisorio.

E sarà cambiato?

Potrà esserlo in ogni momento. Del resto, è un nome che significa fino ad un certo punto: ognuna delle scuole staccate ha già un propria precisa identità, simile ma in ogni caso specifica, perché ogni scuola ed ogni Amministrazione comunale hanno operato politiche differenti nel tempo. Ed è giusto rispettare queste diversità, pur nell’unità complessiva degli intenti: perché è ovvio che si punta agli stessi obiettivi di fondo e allo stesso standard dei rendimenti, ma è anche vero che ogni sede ha una sua "originalità": la "Pietro Vannucci" di Fossato di Vico non è la "Ippolito Borghesi" di Sigillo; la "Efrem Bartoletti" di Costacciaro non è la "Davide Cenci" di Scheggia. Ognuna è giusto che conservi il proprio nome.

Ma allora che significa esattamente "Istituto comprensivo"?

Gli Istituti comprensivi sono le istituzioni scolastiche tipiche delle zone di montagna ed hanno come obiettivo proprio quello di salvaguardarle dalla dispersione culturale, prima, e professionale, poi: sono quindi finalizzate a mantenere l’identità culturale di un territorio fino a poco tempo fa - forse ancor oggi - esposto all’emigrazione e povero di offerte e, soprattutto, a garantire ai giovani di queste zone le stesse opportunità culturali che hanno i loro coetanei che vivono nei grandi centri. Ora, l’Istituto comprensivo – come dice il nome – comprende vari ordini di scuola dei comuni di Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro e Scheggia: la scuola materna, quella elementare e quella media. In futuro potrebbe comprendere anche una scuola superiore, i tre anni dell’Ipsia di Sigillo. Comprensivo, quindi, non in senso territoriale, ma scolastico. In altre parole, questo istituto anticipa la riforma dei cicli, che prevede una scuola di base unica che prenda il posto della elementare e della media. Lasciamo stare se questo sia giusto o sbagliato. Il nostro istituto sta già un passo avanti rispetto alle altre scuole perché può già sperimentare una forma di continuità nuova fra ordini diversi di istruzione, creare le condizioni per un lavoro didattico più armonico, che minimizzi i disagi dei bambini e dei ragazzi quando passano dalla scuola materna a quella elementare e da questa alla media. In questo siamo e saremo sicuramente avanti rispetto alle altre scuole.

Qualcuno dei centri maggiori potrebbe storcere il naso di fronte a queste affermazioni. Lo stesso Ministero definisce le zone appenniniche come "sottosviluppate" ...

... e questo forse favorisce la scuola nel territorio. Già negli scorsi anni questa fascia era all’avanguardia: qui, per esempio, dove era necessario aumentare l’offerta culturale, è stato già da anni istituito il tempo prolungato, che significava dare ai ragazzi un ventaglio di opportunità che allargasse i propri orizzonti: le attività curricolari di recupero, la seconda lingua straniera, ma anche le attività sportive che i genitori magari non potevano permettersi perché distanti: la scuola di Fossato è stata una delle prime a frequentare corsi di nuoto in orario scolastico presso la piscina di Gualdo Tadino. E poi, di seguito, Costacciaro e Scheggia. E poi l’educazione musicale, che abbiamo sempre promosso con convinzione. Insomma: tutto ciò che nei centri maggiori viene offerto dal territorio, in questa fascia veniva offerto dalla scuola. Portavamo sì i ragazzi al Morlacchi, per esempio, ma più spesso erano i concerti che... venivano da noi: l’Agimus coinvolgeva non solo i ragazzi, ma anche i loro genitori e molti altri. Sport, inglese, informatica, equitazione: ogni ben di Dio!

A Scheggia come a Perugia, in due parole ...

Non scherziamoci. Abbiamo sempre curato il confronto con le altre realtà. E se, fino a poco tempo fa, in ambito regionale, ci capitava solo di essere segnalati in alcuni concorsi o arrivare al secondo o al terzo posto, da qualche tempo in qua ci sembra di essere arrivati ormai ad un livello paritario rispetto a scuole di centri ben più importanti. Ci è capitato di vincere, anche. E questo è un traguardo importante per realtà piccole. Due anni fa, la scuola media di Scheggia ha vinto l’annuale manifestazione di Gubbio dedicata alla lettura nelle scuole. L’anno scorso Costacciaro ha vinto il Premio Europa al Concorso Teatro nella scuola di Taranto; oppure al concorso letterario "Amici di Paco" di Desenzano sul Garda. Tutto questo significa che quando si lavora bene, anche realtà piccole hanno possibilità grandi. E, in più, l’esigua dimensione delle classi - la classe più numerosa della fascia è composta da 23 alunni, mentre la media è di 18 - permette non solo di lavorare meglio, per gli insegnanti e per i ragazzi, ma soprattutto di raggiungere risultati e standard molto alti che poi favoriscono i ragazzi nella scuola superiore. Ad esempio, il tasso di laureati a Fossato di Vico è piuttosto elevato e, comunque, il tasso di istruzione in tutta la zona è in costante aumento rispetto agli scorsi anni.

Insomma: "piccolo è bello" ...

Piccolo mica tanto: la nostra scuola conta 529 alunni e 80 insegnanti, distribuiti – è vero – in piccole sedi staccate... un territorio vasto in cui la scuola ancora può fare molto.

In due parole: una scuola come agenzia culturale ...

Si guardi al caso della biblioteca "Helvillum" di Fossato di Vico, davvero unico nella realtà umbra: molte località come Stroncone e Acquasparta ne hanno studiato il funzionamento, ma senza riuscire a creare nulla di concreto. In questo caso la scuola si è assunta il compito di gestire una biblioteca per il comune, perché quest’ultimo non aveva i mezzi per poter mettere degli impiegati in più. La "Helvillum" è aperta anche il pomeriggio a tutti coloro che hanno bisogno di consultare testi, scolastici e non, specialmente quei ragazzi delle superiori che, studiando a Gubbio o Gualdo Tadino, non hanno il tempo materiale per ripartire il pomeriggio e raggiungere questi centri. La biblioteca, ha, del resto, anche degli insegnanti a disposizione per aiutare i ragazzi nelle ricerche. E’ poi un punto di incontro e di aggregazione.

Prospettive per il futuro?

Che la biblioteca serva tutto il territorio dell’Istituto comprensivo: ci interessa far sì che l’esperienza della "Helvillum" non sia limitata a Fossato ma si estenda a tutta la fascia appenninica fino a Scheggia e Pascelupo. In questi paesi, le fasce sociali più svantaggiate sono bambini ed anziani, quelli - per intenderci - che non possono ancora muoversi in auto o non si spostano più. Apro una parentesi. Nell’incoraggiare la lettura fra queste categorie, ad esempio, anche L’ECO del Serrasanta ci ha sempre aiutato, con alcune rubriche come Il libro sul comodino, con recensioni di testi per adulti e per ragazzi. Il giornale ci è sempre stato spedito gratuitamente. E per gli anziani è certo la lettura più allettante, perché li tiene informati su quelle notizie che non possono più raccogliere spostandosi. E’ un modo per essere vicini alla gente. Insomma, noi vogliamo portare dei punti-lettura in queste frazioni: là dove ci sia un nucleo di persone che si incontra da qualche parte (dal barbiere, dalla parrucchiera, al bar, al circolo...), lì ci sarà un nostro scaffale, con una lampada e un tavolo, delle sedie con un centinaio di libri, che si cambieranno ogni quaranta-cinquanta giorni.

E che tipo di libri?

Libri non di consultazione, ma gialli, avventura, romanzi vari, libri per bambini, in modo che, senza allontanarsi dal proprio centro, tutti possano prendere in prestito, portarselo a casa e rimetterlo poi a posto. Non solo: anche la Gazzetta Ufficiale e tutti quegli inserti utili per chi cerca lavoro o debba consultare leggi e regolamenti di concorsi, enti etc

I tempi?

Imminenti, cioè entro quest’anno. Bisognerà trovare gli arredi, metterli in loco, fare una cernita dei volumi, acquistarne di nuovi... Ma siamo a buon punto.

E quanti punti lettura ci saranno per ogni paese?

Quattro, cinque. Saranno favorite le scuole, prima di tutto, anche perché a questo progetto si affiancherà presto quello, più ambizioso, di biblioteca "multimediale": la sede centrale, che resterà la "Helvillum", sarà collegata alle altre sedi (le scuole in primo luogo) da un server, che permetterà non solo di avere subito a disposizione i testi necessari, ma anche tutto ciò di cui si abbia bisogno, come varie enciclopedie multimediali...

Ci consenta un’ultima domanda, stavolta personale: è faticoso essere Dirigente di un Istituto comprensivo?

Per chi come me ama viaggiare in macchina, non è un peso andare continuamente su e giù. Certo, questo è un anno cruciale, perché il cambiamento è radicale. Ma mi consola sapere che l’anno prossimo saremo un passo più avanti degli altri... senza con questo essere immodesti.

 

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