L'ECO del Serrasanta

 

N.20 - 22 ottobre 2000

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Prima pagina

RICOSTRUZIONE

La matematica … non è un'opinione


C’è stata polemica nei giorni scorsi fra le forze politiche, attorno alle cifre della ricostruzione, ai tempi relativi, ai ritardi, ed ai primati, con scambio di accuse e manifesti in ordine a cifre ufficiali diffuse dalla Regione e riprese dalla stampa, per cui più d’uno si chiede: ma chi ha ragione?

La verità è che il fenomeno dei danni provocati dal terremoto costituisce una realtà così complessa che la sua analisi non può essere semplicisticamente affidata ai numeri per fare paragoni e tirare le somme: indicare il numero delle pratiche istruite, delle licenze rilasciate, dei cantieri aperti, delle opere appaltate e di quelle terminate può essere sì indicativo, ma non può prestarsi ad affermazioni di carattere assoluto. E altrettanto vale per le percentuali: il 50% di 1000 corrisponde a 500; il 100% di 10 corrisponde a 10. Se valesse il criterio di una valutazione basata sulle percentuali se ne dovrebbe dedurre che chi ha ricostruito 10 è stato più bravo di chi ha ricostruito 500.

Ricorrendo ai numeri non si può dimenticare che la logica della matematica regge finché si mettono a confronto situazioni e dati omogenei, altrimenti succede che anche la matematica diventa un’opinione.

Ritornando al discorso sul terremoto, certo le pratiche finanziate con l’ordinanza 61 sono un certo numero, quelle portate a termine altrettanto, parimenti il numero delle concessioni contributive e delle licenze edilizie; ma l’entità del fenomeno ad esse connesso è diverso a seconda dei casi, e la loro sostanza non costituisce un dato omogeneo confrontabile a meno che ciascuno si senta autorizzato in più o meno buona fede, a leggervi ciò che fa comodo.

Pertanto, anche se siamo in campagna elettorale, meglio lasciar fuori dall’agone politico la vicenda del terremoto e dei terremotati, di quelli che hanno avuto più o meno sfortuna di essere colpiti e, davanti al bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, lasciamo a ciascuno di esprimere le sue valutazioni senza cercare di specularci sopra; è certamente l’unica cosa di cui i terremotati non hanno bisogno.

 

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