L'ECO del Serrasanta

 

N.18 - 17 settembre 2000

  Pagina iniziale Edizioni Sommario

Giochi

 

 

Considerazioni sul Palio del 2000

di Enzo Storelli


08consid.jpg (23712 byte)A Siena chiamano "drappellone" il drappo istoriato da consegnare in premio al vincitore della celebre corsa. Per i "Giochi delle Porte" di Gualdo Tadino esso è il "palio", e Palio di San Michele Arcangelo è il complesso delle manifestazioni che precedono la gara per la conquista dell'agognato vessillo, assegnato al termine di giorni caratterizzati dalla varietà coloristica dei bei costumi neorinascimentali, dal rullare dei tamburi, dal prestigioso impegno dei principali protagonisti e degli sbandieratori, dal grido della folla.

(A lato: un particolare del palio eseguito dal pittore Gianfranco Foglia per l'edizione 2000 dei Giochi de le Porte.)

Come a Siena - dove tale tipo di stendardo è via via salito nella cura dell'esecuzione e conservato gelosamente nelle chiese delle di diciassette contrade - anche nella più modesta realtà gualdese la serie di questi gonfaloni costituisce ormai patrimonio culturale della città e del suo territorio.

E' noto che Gualdo Tadino ha in qualche modo "resuscitato" trent'anni or sono una documentata celebrazione antica, ma il lavoro, il pathos popolare sono a questo punto valori insopprimibili e da sostenere.

In numero di ventidue il corpus dei palii dei "Giochi delle Porte".

Mutevoli la loro concezione e livello artistico, realizzati secondo una figuratività tradizionale, altri di maniera, alcuni con moderno linguaggio, come quello per l'imminente edizione, del quale è autore il pittore lombardo Gianfranco Foglia.

Dedichiamo ad esso un nostro breve commento, con quella partecipazione che va portata ad ogni opera d'arte.

La sintesi che Foglia ha prodotto dell'avvenimento settembrino gualdese è davvero singolare, come il segno pittorico e il cromatismo che lo visualizzano.

Sulla piazza maggiore della città, contro le quinte di San Benedetto e del Palazzo Comunale, stanno gruppi di figuranti di lontana eco pierfrancescana, gli astanti, le immagini salienti di un fiero somaro e del suo auriga sul carretto, del fromboliere, dell'arciere. Sullo sfondo verde della chiostra montana si accampa ferrigno i profilo della Rocca Flea.

Il Santo del Palio e Compatrono di Gualdo Tadino, San Michele Arcangelo, appare come sgrovigliarsi dalla Cattedrale, sollevando nel cielo insieme a due intense figure muliebri lo splendido rosone romanico - gotico. In suo luogo, lo stemma dell'Ente Giochi.

Il tutto è reso con la personale, poetica "alterazione" che l'artista ha impresso alle figure, agli oggetti, ai monumenti del passato, generando nell'osservatore il piacere di ritrovarli fuori dei loro abituali aspetti, in una cifra di disegno che è insieme reale e surreale.

Indubbia intelligenza, perizia tecnica, fertilità di rappresentazione caratterizzano questo lavoro di Gianfranco Foglia, la sua pittura, crogiolo di varie esperienze del Novecento, certo non ultima quella di Salvador Dalì.

Per la sottile trasfigurazione delle componenti umane, religiose, ideali che riesce a conseguire, il palio del pittore di Gallarate merita un particolare consenso.

Concludo con un vivo plauso alle varie articolazioni dell'Ente Giochi delle Porte, Gonfaloniere di turno Giuseppe Baldinelli, per la cura e la passione che pongono in ogni aspetto d'una manifestazione entrata con meritato successo nel cuore del folclore umbro.

  Pagina iniziale Edizioni Sommario