L'ECO del Serrasanta

 

N.14 - 23 luglio 2000

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Storia

COME ERAVAMO (6)

Un decennio di cambiamenti 1947-1957

Quando il paese distrutto riprese a camminare

di Valerio Anderlini


Dopo le prime elezioni del marzo 1946, tenute già in clima di guerra fredda, in un paese spaccato fra chi spera nel sol dell'avvenire e chi ha fatto la scelta opposta, la gente scopre la parola nuova del "comizio" con grandi manifestazioni di massa organizzate specialmente dai partiti di sinistra; il 2 giugno 1946 "i quasi 8500 eIettori" di Gualdo Tadino vanno ancora alle urne: nel Referendum per la scelta istituzionale 5549 votano per la repubblica e 1767 per la monarchia; lo stesso giorno, nelle elezioni per la Costituente, la DC ottiene 2.158 voti, il PSI 2.109, il PCI 2.026, il PRI 302.

Il 30 giugno la nuova amministrazione comunale (PSI-PCI) elegge sindaco il socialista Armando Baldassini; nel paese da ricostruire diffuso è Io stato di miseria e notevole il fenomeno della disoccupazione.

Il 18 aprile 1948, in una situazione che non esclude la possibile affermazione della sinistra, con complicazioni internazionali, al termine di una campagna elettorale durissima con affissione di manifesti su tutte le pareti che arrivano fin oltre il tetto del palazzo comunale, si svolgono le prime elezioni politiche; dalla torre civica occhieggia una gigantografia di Giuseppe Garibaldi, simbolo di lista del Fronte Popolare con cui partecipano al voto PCI e PSI: mentre nel paese si ha la storica affermazione della Democrazia Cristiana, a Gualdo Tadino danno questo risultato:

CAMERA DEI DEPUTATI
Fronte Popolare 4093
DC 3259
MSI 59
Unità Socialista 468
PRI 143
PNM 35
SENATO DELLA REPUBBLICA
Fronte Popolare 3075
DC 2696
PLI 283
PSDI 740

Con la ricostruzione di ponti e ferrovie riprende la circolazione dei treni: in tutte le frazioni nascono gli edifici scolastici (Cerqueto, Palazzo Mancinelli-Vaccara, Pieve di Compresseto, Caprara, Rigali, Busche, Rasina) e si realizzano opere pubbliche (acquedotti, strade); la ripresa delle attività produttive (la Guerrieri & Luzi occupa quasi 200 dipendenti) favorisce la nascita di nuove aziende nel settore della ceramica (CAOR, Ceramiche Tadinati, ltalfax, Morroni, Sica), altre nel settore delle opere pubbliche (COLSEF e più tardi la Ditta Monacelli si specializzano nelle costruzioni ferroviarie, mentre la ditta Righi privilegia la costruzione di linee elettriche).

Nella già difficile situazione economica che il paese attraversa inizia la grande fuga dalle campagne; con la riapertura delle frontiere, riprendono i flussi migratori verso la Francia ed il Belgio, ove gli ex contadini diventano operai alle "usines" o minatori nelle miniere di carbone, mentre la città si impoverisce demograficamente, anche per il deflusso di alcune famiglie, che pur in passato ne hanno determinato le sorti, e i cui rampolli in difficoltà ad inserirsi nella nuova realtà, si trasferiscono a Perugia, Roma o altri centri del paese.

Si chiudono gli anni '40, segnati dalla catastrofe della guerra, e durante i quali la città, tra l'altro, annovera anche la scomparsa di due illustri personaggi: il musicologo e maestro mons. Raffaele Casimiri (1943) e lo storico Dr Ruggero Guerrieri (1948).

La riconquistata libertà con ampi spazi per la gestione del tempo libero, già prerogativa delle attività di massa del Regime, favorisce la diffusione dell'associazionismo, animato dai partiti e dalle parrocchie; dopo la ricostituzione dell'Azione Cattolica, con la nascita delle ACLI (Associazione Cristiana dei Lavoratori Italiani) si aprono numerosi circoli affiliati anche nelle frazioni più popolose; per i giovani nel capoluogo fioriscono le iniziative dell'Oratorio Salesiano, tra le quali la filodrammatica con rappresentazione di testi, nella cui stesura si distinguerà l'insegnante Brunello Troni. Cresce contemporaneamente l'interesse per il grande sport, calamitato dal ciclismo, con le animate discussioni fra i sostenitori di Bartali e Coppi per le loro imprese sulle strade del Giro d'italia e del Tour de France, contro i francesi Robic e Bobet ed il belga Impanis, fatte vivere dal vivo dal radiocronista Mario Ferretti; nel calcio, dopo la tragedia del grande Torino, la radiocronaca delle partite esalta il genio di Nicolò Carosio; il passaggio della Mille Migila sulla Flaminia registra il curioso incidente occorso a Tazio Nuvolari che perde a Rigali il cofano dell'autovettura.

Nella squadra di calcio della SS Gualdo, che milita nei campionati regionali minori in fase di riorganizzazione, iniziano gli anni di presidenza dell'avv. Carlo Angelo Luzi. Angelo Biscontini, con arrangiamenti musicali, dà il tocco dell'artista alle poesie in cui la musa popolare esalta le peculiarità del paese, la ceramica e l'ambiente: nascono l'Inno a Gualdo, il Valzer del narciso, l'inno della società del monte, l'Inno dello Sport Appennino, Gualdo mia, Sul Serrasanta, Alla Rocchetta

Si canta appassionatamente: "A Gualdo caro mio si sta benone, ciavemo le ceramiche a riflesso, c'iavemo l'acqua bona il vino e il pane, a bon mercato tutte le stagione".

Nelle mutate condizioni di vita e di lavoro la gente deve abituarsi a frequenti spostamenti; la vecchia bicicletta che ha conquistato gli italiani negli anni '30 e '40, diventa ciclomotore con l'applicazione dei motorini "a rullo" del Mosquito: è poco, ma è sufficiente perché, con spensierata allegria, si canti "ti porterò sul cucciolo / ma il motorino è piccolo / ma tanto vincerà".

Più tardi l'arrivo della Vespa e della Lambretta crea il fenomeno di massa di un popolo di ciclomotoristi; quanto alle quattro ruote, si considerano fortunati i possessori di una Fiat Topolino.

Nel 1951 il censimento della popolazione registra 13.259 abitanti.

Il 25 maggio 1952 le elezioni amministrative confermano sindaco il socialista Armando Baldassini mentre per il Consiglio Provinciale nel collegio di Gualdo Tadino (che comprende anche Fossato di Vico) è eletto il comunista Gino Scaramucci poi Presidente della Provincia.

Con l'inurbamento, specialmente ad opera di ex mezzadri, alla mancanza di lavoro sopperiscono cantieri scuola finanziati dai ministeri per realizzare opere di pubblica utilità; l'Amministrazione dell'Appennino retta da Carlo Rosi come gestore di questo strumento, realizza imponenti opere di bonifica e rimboschimento della montagna (strada Gualdo Tadino-Valsorda, San Guido, Rocchetta).

Il 2 giugno 1953 le elezioni politiche portano alla ribalta il deputato ternano DC Filippo Micheli, poi più volte sottosegretario di stato, che instaura un buon rapporto con la città. Si politicizza intanto lo scontro in Consiglio Comunale, ove alla vecchia élite che stenta a rendersi conto del mutamento dei rapporti in atto, si contrappone la rappresentanza delle classi lavoratrici definita onestamente dal Vice sindaco Augusto Pinacoli "il nostro gruppo, quello che caccia casa".

L'8 maggio 1954 si costituisce l'Associazione Turistica Pro Tadino al posto della vecchia Pro Gualdo del 1939. Con la a scolarizzazione di massa nasce la nuova Scuola media unificata: spariscono l'avviamento professionale e le medie parificate dell'Istituto Salesiano; per il nuovo affollato tipo di scuola si costruisce un nuovo edificio in piazza Mazzini, dopo aver abbattuto l'ex convento di Sant'Agostino; la città perde un monumento ed una piazza in cambio di un brutto e poco funzionale complesso, che sarà abbattuto in seguito al terremoto del 1997.

Con la ripresa dell'economia, la Banca Popolare diventa motore delle attività della zona ed apre sportelli in tutto I'hinterland (Sigillo, Branca, Costacciaro, Casacastalda). Compare sullo scenario dell'informazione locale, il settimanale La Voce, diretto dal parroco di Fossato di Vico, D. Antonio Berardi, con ampi spazi alla cronaca locale, Fernando Pascucci è eletto segretario provinciale del SINASCEL, il sindacato insegnanti della scuola elementare.

Nel 1955 la Soprantindenza ai monumenti inizia l'organico restauro della chiesa di San Francesco; nasce la sezione dell'AVlS (Presidente il Direttore Didattico Arduino Teodori), l'associazione dei donatori di sangue alla cui guida si distinguerà poi Adriano Pasquarelli.

Il 1956 è ricordato per la grande nevicata che, nella notte del 31 gennaio, blocca la linea ferroviaria, e per le gelate che distruggono il patrimonio ulivicolo; nel settore dell'informazione e dello spettacolo l'arrivo della televisione soppianta la radio e mette in crisi il cinema: chiudono il cinema Talia e quello dei Salesiani.

Il 27 maggio le elezioni amministrative registrano un nuovo successo delle sinistre confermando Armando Baldassini sindaco e Gino Scaramucci Presidente della Provincia, le due cariche garantiscono un'equilibrio fra i due partiti di sinistra.

Nel 1957 appare sulla scena la Coltivatori Diretti, l'organizzazione di piccoli proprietari terrieri che, dopo l'istituzione della Cassa Mutua, associa centinaia di famiglie di lavoratori della terra. Intanto nella città matura l'interesse per le attività turistiche: muove le acque il giornalista Piero Frillici, presidente della Pro Tadino, che dalle colonne de Il Messaggero, pubblicizza la Valsorda, l'acqua della Rocchetta, la montagna gualdese con il suo "milione di conifere" che ne depurano l'aria, e ovviamente le ceramiche a riflessi: il ristorante Gigiotto fa il resto. Scompare l'accademico prof. Alfredo Santarelli uno dei promotori dello sviluppo della produzione ceramica all'inizio del secolo.

 

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