L'ECO di Nocera Umbra |
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Nocera Umbra |
Ritorno a Colle Fra le R del terremoto: ricostruzione, ritardi, rabbia, rassegnazione Tornare a Colle oltre 33 mesi dopo il terremoto è
dobbligo... si arriva con la speranza e con la fiducia che qualche cosa sia
cambiato; si riparte con la constatazione di una realtà aggrovigliata, dove tutto sembra
immobile, la precarietà sembra sia diventata stabilità, e dove le stesse cose che
allinizio potevano indicare efficienza finiscono per essere indice di
"definitivo". Si prendano quella razionale elencazione anagrafica
allingresso della distesa dei container allineati nel villaggio provvisorio, fra i
quali i piccoli balconi fioriti dànno il senso dellassuefazione, attorno al centro
di vita associata, la chiesa ed il campanile che con i suoi rintocchi scandisce i tempi di
una normalità che non cè...; di nuovo troviamo una segnaletica stradale con senso
unico e un divieto di transito a complicare le cose semplici, che dànno a questa
situazione precaria un senso di definitivo o meglio destinato a durare, troviamo alcuni
lavoratori venuti dal sud per la ricostruzione, gente che ha lasciato in Sicilia le
proprie case costruite con anni di sacrifici e sulle quali precisano
dobbiamo pagare lICI, pur venendo ad abitare anche noi nei container.
Motivi di rabbia e di contestazione, che si aggiungono alla rabbia che serpeggia evidente fra i residenti, non più rassegnati ai ritardi ed alle complicazioni delle normative sulle UMI e sui Consorzi che rendono sempre più un miraggio la ricostruzione veloce che tutti speravano e che era stata promessa. Sono le R del terremoto: ricostruzione lontana, ritardi evidenti, rabbia che cresce, rassegnazione che viene meno. Nella foto in alto unimmagine del Villaggio container: la Colle del 2000 |