L'ECO del Serrasanta |
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Le Muse
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Italiani dAmerica che non dimenticano
Oltre oceano la nostalgia di Nocera
Umbra e Gualdo Tadino
Riceviamo dal Sindaco uno stralcio della rivista VIA (Voices in Italian Americana, Vol. 10) che ha pubblicato nel suo n.2 del 1999 componimenti poetici di diverso livello e rappresentativi della cultura popolare italiana negli Usa. Da questo stralcio della rivista riprendiamo un intenso e letterariamente abile componimento di Rinaldo Sciarretta, un emigrato di Nocera Umbra in Pennsylvania, dove per molti anni fu minatore. E il testo di una delle poesie a braccio che "i nostri poeti estemporanei" erano soliti declamare alternandosi, sotto forma di canto. Questa poesia stupisce per due motivi. Il primo è la struggente malinconia con cui lo scrittore, ormai ottantenne, ricorda la terra natia e lontana (incalzato anche dall'età ormai tarda), il secondo è la bellezza semplice e cristallina di cui è capace la scrittura di un uomo privo di titoli accademici e con una formazione scolastica presumibilmente bassa, ma mosso da una vena lirica raffinata e toccante, proprio perché originata da un sentimento intimo e profondo. Scrive al riguardo un altro discendente da emigrati, Dominic Cossa, sulla rivista degli Italiani dAmerica "Noi abbiamo udito varie storie sulla gente comune e col tempo sempre più apprezzate, anche se poco conosciute; queste persone di origine modesta e di istruzione elementare possono dire qualche volta cose profonde e pertinenti, come quelle che toccano la verità universale, nella quale tutti si riconoscono. Un ricordo particolare che mi è rimasto in mente è per esempio di una persona veramente in armonia con il suo tempo: Rinaldo Sciarretta era un nostro vicino e amico di famiglia in Jessupp, un piccolo paese di miniere di carbone nel nord est della Pennsylvania. Egli era un minatore in pensione con poca istruzione scolastica e ha scritto questa poesia su richiesta di un certo Augusto Pinacoli, per un festival della poesia che fu fatto a Nocera Umbra il 5 maggio 1969. Sciarretta in poche ore lha scritta e dopo averla declamata per mio padre, lha spedita a Pinacoli. Mio padre, che era anche lui un pensionato di miniera, era così emozionato dal messaggio che lha imparata a memoria e poi lha scritta. Qualche volta la recita per me. Lultima strofa della poesia è così commovente che a mio padre scendono le lacrime dagli occhi, come succede a me quando la leggo". Il ritorno Sia maledetto quando mai ho emigrato benchè i miei amati amici non mi scordan, ma se a Gualdo o a Nocera ero restato soddisfaceo lidea mia di canto ingorda. Per la poesia che a voi un giorno beato, vi si presenta, a me solo ricorda le andate cose in gioventù trascorse e che ritorneranno non è forse.
Un tal disegno mi sto domandando se il canto, come dici, a cuore tieni, in poche ore che farai volando, animo risoluto, parti e vieni: O Pinacoli mio, sincer parlando, cerco di rassegnarmi e stringo i freni; mi limito a inviar da questo luogo saluti e auguri, ma mi sembra poco.
Pigro mi chiamo, specie quando sento i lamenti del cuor sincero e saldo; mi vorresti vicino nel momento non calcolando chè vecchio Rinaldo: Venti anni ancora per arrivare a cento Ma chi permetterà questo gran salto? Io non cerco allungar, ma sol mi resta bramar la vita fin dopo la festa
Tu, ed i miei parenti e Costantino mi farete sapere comè andata: Ad ogni amico e al popolo nocerino, che conosce il mio nome e la casata, gli darai i miei saluti e auguri, al fin che si saprà nella Nocera amata, fin la mia culla, ed io da vero figlio mi investo da lontano e allegria mi piglio.
Quando ritorna Giulio il messaggero, da cui i vostri baci ho ricevuti, ve lo assicurerà che è proprio vero anchio per tutti voi a lui li ho ceduti. Se ritorna a trovarmi come spero momenti buoni io avessi posseduti; se il sole è sotto i nuvoli nascosto il mio respiro soffre in ogni posto.
Non so come finire posso questa, capisco chè malfatta, e non mi privo del vizio solamente che mi resta, così farò capir che ancor sono vivo. Saluti e auguri per la buona festa: Scusate tutti o gente come scrivo, stendo ad ognun la mia destra pe una stretta Sciarretta non è più quel che si aspetta.
E sempre del minatore Sciarretta proponiamo questaltro breve componimento: Con le mani incallite tinte di nero sotto le viscere del terreno avaro convien chio riprendo il mio sentiero oppur nelloscurità, medito e imparo.
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