L'ECO del Serrasanta

 

N.9 - 14 maggio 2000

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Le Muse

 

Il Treno

di Laura Caleri Falcone


Il treno passa, scorre, fugge via.

Ero bambina ieri ... or sono nonna.

Nell'ombra della mia malinconia

Tutto sembra più cupo della norma

Vorrei tornar fanciulla con mia madre,

vorrei incontrar di nuovo mio marito

in un radioso maggio. Vorrei mio padre!

Vorrei udir di nuovo quel vagito

Di quel mio primo figlio che allietò

La nostra allora giovane famiglia

Portando un soffio nuovo che aumentò

L'amore che ci univa. E poi mia figlia!

Vorrei ... ma il treno invece accelera la corsa,

ormai quasi non leggo le stazioni,

e mentre ho il cuore stretto in una morsa,

scorrono in fretta, aimé, le mie stagioni.

Se questa corsa non si può arrestare

E tutto passa e fugge via lontano

Né direzione il treno può mutare

Conviene rassegnarsi, pianger è vano.

La meta è quella, immutabile la via,

e mentre mi rannicchio nel vagone

sfuma leggera la mia malinconia

si scioglie con dolcezza il mio magone.

 

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