L'Eco del Serrasanta - N° 7 - 9 aprile 2000
Nocera Umbra
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RICOSTRUZIONE E POLEMICHE
Problemi tecnici o problemi politici?
Dopo la presa di posizione dei Presidenti dei Consorzi
Sono diciannove i consorzi per la ricostruzione, costituiti nel centro storico di Nocera Umbra, in vista della ricostruzione pesante, quella che dovrebbe riportare la gente nel fatiscente cuore della città, con una miriade di problemi spesso in contrasto fra loro, che dovrebbero invece essere coordinati, per una esecuzione unitaria degli interventi, a cominciare da una adeguata soluzione del problema del ricovero delle masserizie, raccordando gli interventi sul patrimonio edilizio con la esecuzione delle opere infrastrutturali a rete previste dal piano integrato di recupero.
Problemi spesso in contrasto tra loro, si diceva, come evidentemente sono quelli che mettono insieme persone le quali nel centro storico possiedono solo una seconda casa e quindi hanno interessi diversi da chi invece ha necessità di rientrare quanto prima, oppure quelli delle persone anziane e che non hanno più i tempi e l'elasticità necessaria a sottoporsi a passaggi burocratici defaticanti, ai titolari di attività produttive che hanno ovviamente interessi di natura ancora diversa. Sono esigenze diverse e la normativa (o meglio le molte normative che sono state emanate in proposito senza tuttavia essere esaustive sotto tutti i punti di vista) non consente di dare risposte a tutte, nonostante le sollecitazioni sollevate dall'Amministrazione Comunale, e quelle inoltrate al Commissario alla ricostruzione.
La complessa problematica è stata oggetto di un incontro comune fra i Presidenti dei Consorzi, l'Amministrazione Comunale ed il Commissario prof. Bruno Bracalente, nel corso del quale sono state concordate procedure di intervento che tenessero conto dell'importante valore storico architettonico e culturale del centro storico di Nocera Umbra e nello stesso tempo di garantire la necessaria trasparenza nelle procedure di appalto di lavori di grandissima rilevanza economica, tenuto conto della natura privatistica del rapporto fra i consorzi e le imprese appaltatrici dei lavori. Ma la riunione ed i relativi interventi concordati non sono bastati evidentemente a tranquillizzare tutti; dopo pochi giorni infatti i Presidenti dei Consorzi si sono ritrovati insieme per costatare che di questo passo non si può procedere molto, se non si trovano accordi, se non si pone fine alla diatribe, se non c'è un'autorità tecnico-scientifica che dia indirizzi e garanzie che vadano bene per tutti. Non basta più nemmeno la task force messa in piedi per l'intervento del governo centrale e la presenza in prima persona del Presidente della Giunta Regionale.
In una città dove la vicende politiche, più o meno recenti, hanno causato danni ben più considerevoli di quelli provocati dall'evento sismico, tutto diventa oggetto di strumentalizzazione politica (tanto più che siamo nuovamente in tempo di elezioni) e il fatto che si scarichino sull'Amministrazione Comunale anche colpe che risiedono più in alto fa nascere il dubbio che, dietro alle esigenze di natura tecnica, a condizionare il tutto siano le esigenze di natura politica dalle quali ciascuno è condizionato.
Il primo a rendersene conto è il sindaco Antonio Petruzzi che, amareggiato, fa appello "alla collaborazione di tutti per fare in modo che la ricostruzione proceda, facendo fronte comune per superare le difficoltà e recuperare il senso di responsabilità che lega i rapporti fra le istituzioni ed i soggetti protagonisti della ricostruzione". Continuare a diffondere il veleno della sfiducia non giova certamente alla soluzione dei problemi.