L'Eco del Serrasanta - 26 marzo 2000 - SPECIALE SCUOLA MEDIA


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Speciale Scuola Media - 13 febbraio 2000 | Speciale Scuola Media - 19 dicembre 1999


SPECIALE SCUOLA MEDIA



IL PRESIDE VA IN PENSIONE

Si avvicina sempre di più il 10 settembre 2000 che segnerà la partenza del preside Carlo Minelli dalla scuola media "Franco Storelli".

a cura di Eleonora Stazi, Melissa Natalini, Valeria Giacometti, Valentina Allegrucci


Il preside è stato un grande insegnante, pieno di risorse e di simpatia.

Siamo riuscite a strappargli qualche minuto della sua vita nei quali abbiamo raccolto molte informazioni interessanti sulla sua carriera .Il preside ha risposto con molta simpatia e cordialità alle nostre domande.

Ci ha raccontato che sono ben venti lunghi , faticosi anni che è preside. Ci ha detto anche che prima faceva l’insegnante di italiano e successivamente è diventato preside.

Il primo istituto dove ha lavorato come professore è stato alla scuola media di Nocera, poi, successivamente si è trasferito a Gualdo Tadino alla scuola media e poi al Liceo .

Anche lui, come tutti, nella sua carriera ha trovato ostacoli ma tutti superabili.

Non sembra, ma a lui dispiace molto lasciare la scuola ma soprattutto gli dispiace che in questi lunghi anni la figura del preside è stata sempre vista dagli alunni come una persona che punisce e rimprovera soltanto : invece è molto comprensivo e rassicurante.

La sua risposta alla domanda finale: «Chi la sostituirà?» E’ stata: «Non lo so, spero che sia più giovane , più bello e più bravo di me».

Durante questi anni il preside è stato un grande punto d’ appoggio per alunni ed insegnanti ; anche se molti si nascondono dietro la vanità facendo finta di non interessarsene .

Dopo aver sentito il preside abbiamo intervistato gli alunni che lo hanno conosciuto " di persona" nel senso che spesso sono stati da lui richiamati per il loro comportamento scorretto.

La maggior parte credevano che il preside fosse meno comprensivo: lo immaginavano probabilmente come un orco tutto urli e strilli .Invece hanno costatato che è molto meno cattivo di quanto immaginavano . Alcuni sono stati severamente puniti, altri direttamente sospesi.

Il timore della reazione dei genitori li ha colpiti; così hanno aspettato con paura i colloqui, durante i quali si è scoperto tutto.

Dal punto di vista degli insegnanti il signor preside è descritto con termini molto lusinghieri.

Forse per salvarsi il posto?

Speriamo che termini del tipo : amabile, comprensivo, diplomatico, corretto, tollerante, "polite", … non siano usati solo per questo motivo.

Vengono usati anche aggettivi molto simpatici da professori scherzosi quanto professionali che per esprimere la personalità del preside dicono: «Sicuramente è molto educato e corretto, ma è anche un pochino sornione, accattivante, bellissimo …».

Dopo aver ascoltato, scritto, commentato le risposte degli alunni, degli insegnanti e del preside:

dichiariamo che la partenza del preside dispiace a tutti, ma certamente chi arriverà a sostituirlo sarà all’ altezza della situazione e con un grande addio proveniente dal cuore salutiamo il preside che ci ha aiutato durante tutti questi anni.



I GIOVANI SI SENTONO TRASCURATI

Intervista sui problemi giovanili … ma non solo.

di Jessica Anastasi, Valentina Cello, Alessia Miti, Vanessa Sorbelli, Francesca Talamelli, Alessia Monacelli


I giovani che vivono a Gualdo Tadino, hanno l’impressione che la loro vita sociale sia trascurata.

Per approfondire questo argomento abbiamo intervistato l’assessore alle politiche giovanili, Paolo Campioni, che gentilmente ha chiarito tutti i nostri dubbi.

Cosa offre la nostra città per il tempo libero dei giovani?

Inoltre il comune offre anche il "Germoglio", un centro per portatori di handicap dai 4 ai 18 anni e il "Progetto oratorio salesiano".

Per quanto riguarda lo sport viene messa a disposizione la palestra della scuola media "Franco Storelli" con prezzi accessibili a tutti.

Ecco alcune nostre proposte, ci dica se possono essere realizzate. La prima riguarda il miglioramento dei giardini pubblici, luogo d’incontro dei giovani

Verranno ristrutturati, e i lavori termineranno entro il 2001.

Sentiamo la necessità di una nuova biblioteca più efficiente:

La biblioteca che risiedeva nell’ex Orti Mavarelli sarà trasferita all’ex mattatoio, dove si potranno effettuare consultazioni telematiche.

Alcuni di noi ritengono che le strutture sportive non siano adeguate e propongono la ristrutturazioni dei campetti e la creazione di nuovi impianti:

La città di Gualdo Tadino ha la grandissima fortuna di possedere una squadra a livello agonistico, ma il vero problema arriva con i tifosi, dei veri e propri vandali!

Per quanto riguarda la creazione di nuovi campetti attrezzati va detto che quelli di Cerqueto e Rigali sono quasi finiti.

Sentiamo la necessità che vengano creati nuovi posti per uscire:

Il comune non può fare tutto, ha dei limiti!

Comunque per creare nuovi posti d’incontro il comune può contribuire solamente cedendo il terreno a prezzi vantaggiosi, però le persone devono avere il coraggio di investire. Anzi, io ritengo che le strutture che sono proprietà del comune debbano essere vendute ai privati in modo che siano loro a gestirle.

Un’altra proposta è quella d’intervenire per ristrutturare l’oratorio salesiano:

Dal momento che è un istituto privato è difficile da ristrutturare anche se si sta cercando di valorizzarlo dato che è uno dei tanti luoghi di incontro dei giovani.

La pulitura e l’aggiunta di attrezzature nelle pinete e nei vari boschi è stata anche questa una richiesta che abbiamo raccolto dai nostri compagni :

La Comunità Montana ha progettato a metà con il Comune dei lavori, ma inizieranno in ritardo perché i finanziamenti arrivano con molto ritardo.

Qualcuno di noi ha proposto la costruzione di una nuova piscina:

Ci sono due tipi di alternative.

  1. ricostruirla da nuovo.
  2. Ristrutturarla. E’ questa la preferita perché il luogo è gradevole e oltretutto la piscina, è già esistente quindi è inutile provocare un altro danno.

Un’altra osservazione che abbiamo raccolto è che Gualdo è poco pulita:

Fino a poco tempo fa c’erano i netturbini che lavoravano per il Comune, mentre oggi lavorano per l’Esa (eco servizi Appennini), un’azienda municipalizzata nella gestione della quale probabilmente

entrerà anche Gubbio. Il servizio è molto costoso e il Comune è indeciso se alzare le tasse o far entrare altre città nell’azienda.

Riteniamo che il verde pubblico in città sia scarso:

Si darà inizio al progetto 2000 alberi per il 2000 che consiste nel piantare con la Comunità Montana 2000 alberi.

A quando la costruzione di un hotel a Gualdo?

A Gualdo l’economia si basa per il 90% sull’industria e se questa dovesse avere un calo ci sarebbe una crisi. Così si sta cercando di potenziare anche il turismo e, dato che per le altre città umbre è la prima risorsa e per Gualdo l’ultima, si sta lavorando molto su questo settore ed abbiamo dei progetti approvati per la costruzione di due strutture alberghiere.

L’obiettivo principale comunque che il Comune si è prefisso è quello di far rientrare i Gualdesi che hanno subito danni dal terremoto nelle loro abitazioni; nonostante ciò una parte del bilancio sarà riservata ad altri progetti.


ARTE E ARTISTI A SCUOLA

di Michela Astolfi, David Matarazzi, Juara Boncio, Alessia Monacelli


Nella nostra scuola si sta portando avanti un progetto che consiste nell’abbellire la scuola con opere d’arte realizzate con l’aiuto di alcuni artisti locali. Colui che coordina è Mario Boldrini, ovvero il nostro professore di artistica .

Il progetto è diviso in due fasi : quest’anno saranno collocate, all’interno della scuola, nove opere d’arte, mentre nel prossimo anno scolastico sarà la volta di altre opere da collocare all’esterno.

Il comune, tramite un accordo raggiunto tra l’assessore alla cultura Valerie Minelli ed il preside Carlo Minelli , contribuirà con un intervento finanziario , alla realizzazione del progetto sul quale lavorano gli alunni delle classi 1°A , 3°A ,3°B e 3°F.

Gli obiettivi di questo progetto sono molteplici.

Esso è destinato a sensibilizzare sull’arte gli studenti e le persone che vengono a visitare la scuola.

Un altro obiettivo è quello di far conoscere la sperimentazione artistica (arte contemporanea) molto spesso confinata agli addetti ai lavori.

L’ultimo di questi obiettivi è la conoscenza dei medium espressivi degli artisti (uso dei materiali e tecniche).

Gli artisti che partecipano a queste attività sono: Piero Pesce , Tonina Cecchetti , Marilena Scavizzi , Tony Bellucci , Pietro Livi , Paola Tramontana , PaoloTosti, Remo Giombini, Carmelo Saldani. I critici sono : Aldo Iori e Antonella Capponi .

Per adesso si possono ammirare due opere: un aquilone, realizzato con le foto degli alunni che lo hanno ideato e un muro fatto con le targhe delle macchine all’interno delle quali sono state inserite delle immagini prese da riviste e giornali a rappresentare i nuovi muri che la società delle immagini e della pubblicità alza di fronte a noi.



STORIA VIVA

di Daniela Petrelli


Il signor Remo Bonomi, abitante della frazione di San Pellegrino originario del Piemonte, è un testimone diretto della seconda guerra mondiale e racconta la sua esperienza in un campo di concentramento.

Insieme ad un altro è l’unico superstite del gruppo dei Piemontesi deportati per motivi politici nel campo di Mauthausen.

In quale campo di concentramento è stato?

Sono stato a Mauthausem, ma prima nei carceri di San Vittore, Torino, Milano, Canelli, Bolzano, da Bolzano sono arrivato a Mauthausem.

Cosa mi dice del primo impatto?

Eravamo 80 o 90 su un vagone bestiame e saremo arrivati all’incirca in 75, ne sono morti molti, hanno resistito solo i più giovani.

Quanti anni aveva?

Ne avevo 18 o 19.

Quali sono le immagini più drammatiche che ha visto?

Praticamente tutte. Già quando siamo arrivati ci hanno chiuso in quel vagone, senza aria, acqua per 7/8 giorni di viaggio, e poi tra quelli morti, immagina che puzza.

Mi descriva l’arrivo.

Per prima cosa, quando siamo arrivati, ci hanno spogliati, completamente nudi, uomini e donne. Poi ci hanno fatto mettere tutti in fila sulla neve, faceva un gran freddo; ti facevano entrare in una camera dove c’era un uomo che andava a vedere nei posti del corpo più ... impensabili per scoprire se ci avevi nascosto qualche oggetto di valore, dato che a loro interessava solo che se fossimo riusciti a scappare non avessimo avuto qualcosa da vendere per vivere. Se avevi un anello e questo non usciva, nessun problema, te lo tagliavano, e se avevi una catenina, non la slacciavano ma la strappavano. Poi ti tagliavano i capelli, i peli sotto braccio e dappertutto, e con un bastone a cui avevano legato una straccio, ti picchiavano. I peli non sono più cresciuti. Sulla testa ti facevano una specie di autostrada che serviva come segno di riconoscimento se scappavi. Facevano questa "autostrada" ogni settimana. Poi chi non ce la faceva, come i vecchi, andava da una parte, e chi ce la faceva andava a lavorare; noi ancora non sapevamo che c’erano i forni crematori, ma si sentiva quell’odore di carne bruciata ... un odore schifoso.

Poi cosa è successo?

Siamo stati in quarantena, nudi, per quaranta giorni, mi hanno dato una giacca, dei calzoni, un cappellino, indumenti che mi sono serviti fino a quando sono andato via. Poi non si poteva scappare perché morivi. Tutte le notti attraversavamo il Danubio, l’unica cosa che potevi fare era buttarti dal ponte nel fiume, ma morivi lo stesso perché l’acqua era gelata.

Per quanto riguarda il lavoro?

Lavoravo in una grande galleria sotto una collina. Sono stato fortunato perché la mattina cercavo sempre di essere il primo ad arrivare per andare a lavorare alle betoniera, dato che c’era da fare il cemento, ed io dovevo solo mettere l’acqua, ciò significa star fermo per risparmiare energia. Poi portavo via del grasso dagli ungitori e me lo spalmavo addosso, per sopravvivere.

Quindi non avevi più forze ...!

No, addirittura (quando gli americani ci hanno salvato) un giorno, mentre camminavo per strada, un americano su un camion ha gettato una lattina dal finestrino che mi ha colpito: sono rimasto sdraiato a lungo per terra per la botta che avevo ricevuto.

Quanti ne sono rimasti vivi da Mauthausen?

Del mio gruppo forse due o tre, tra i quali ci sono io. Ma poi quando mettevano le persone nei forni crematori non erano morte ma ancora vive.

Mi hai detto che per te avevano una specie di riguardo ...

Non era proprio un riguardo: tutti noi portavamo sulla giacca un triangolo rovesciato dove c’era scritto IT (italiano); essendo stato molto tempo vicino all’acqua, questa IT si era scolorita, diventando così una specie di R, così mi hanno scambiato per un Russo.

Io non ho mai parlato e quando sono arrivati gli Americani mi sono salvato. Ma sono riuscito a sopravvivere grazie a un sacco da 30 Kg di zucchero, che però non riuscivo a trasportare dato che ero arrivato a pesare sui 25-26 kg. Sono riuscito a prendere un carretto ad un bambino per trasportarlo, ma il sacco , che ho usato anche come baratto in cambio di uova o cose del genere, mi ha salvato la vita.



NOI RAGAZZI FORTUNATI!!!

La scuola è una condanna, ma anche strumento di libertà

di Venturi Simona, David Matarazzi, Lara Lacchi, Johara Boncio, Andrea Brunetti


Noi alunni del giornalismo siamo andati ad intervistare Mauro Mordenti che ci ha illustrato la situazione di un paese della Tailandia dove ha incontrato sua moglie.

La situazione economica del paese è disastrosa, infatti, i ragazzi, pur essendo molto intelligenti non possono continuare gli studi per la mancanza di denaro. Questo signore con 300.000 è riuscito a pagare le spese scolastiche di due ragazzi per un anno. Molti ragazzi possono andare a scuola solo fino alle elementari, se poi vogliono continuare devono fare spese che molte famiglie non possono sostenere.

Dalle statistiche possiamo notare che tantissimi ragazzi non vanno a scuola per problemi finanziari, e i genitori, nella speranza di guadagnare un po’ di più’, li mandano a lavorare nonostante la loro giovane età, molti sono avviati sulla strada della prostituzione, altri a lavorare nelle fabbriche come veri e propri schiavi.

Per andare a scuola, alcuni giovani si allontanano dalle loro case anche 200 km e ritornano alle loro famiglie dopo 6/7 giorni.

Le famiglie hanno una media di tre figli e il reddito mensile è di circa 200.000 lire per le famiglie più benestanti. Non c’è la pensione e così le persone sono costrette a lavorare anche fino a 70 anni.

Se siete interessati a contribuire ad aiutare questi ragazzi, contattate Mauro Mordenti, via Isonzo 1, tel. 07591421333. Da parte nostra anche noi, come redazione del giornale, ci faremo promotori di una raccolta di fondi dal titolo: La scuola rende liberi, aiutiamo i nostri compagni della Tailandia.



NON TUTTO VA BENE

I ragazzi criticano la scuola

di Ilaria Ruggeri, Samantha Marinelli, Joara Boncio, Gloria Sorbelli


Nei numeri precedenti sono stati scritti gli aspetti positivi della scuola, invece in questo articolo vorremmo mettere in evidenza gli aspetti negativi.

Cercheremo di essere particolarmente critici.

Questo articolo è nato da un sondaggio fatto su alcuni nostri compagni: nella Scuola Media Franco Storelli di Gualdo Tadino, gli alunni non sono molto soddisfatti di come sono impostate le regole e i programmi scolastici.

Un argomento che vorremmo puntualizzare è la durata della ricreazione. Infatti essa dura solo dieci minuti, è uno spazio talmente insufficiente, tanto che non abbiamo il tempo né di finire la merenda né di socializzare con i nostri amici.

Un'altra cosa da puntualizzare è la "libera circolazione" da un piano all’altro che è vietata da tutti i professori.

Secondo gli alunni questo divieto impedisce lo sviluppo di nuove amicizie.

Tutto questo ci porta a concludere che bisogna modificare il regolamento della scuola; ci sono varie regole che non riusciamo a capire: ad esempio ci è impedito di masticare la gomma in classe.

Un altro problema alquanto grave è quello dei compiti. Gli insegnanti non si rendono conto che ci assegnano troppi compiti nei giorni festivi e non; questo ci impedisce di praticare nel nostro tempo libero attività sportive.

Sentiamo la necessità che i giorni festivi siano dedicati al riposo; infatti alcune volte ci è capitato di avere più compiti nelle vacanze che nei giorni scolastici.

In ultimo vorremmo parlare delle gite scolastiche. Le terze medie hanno il "diritto" di veder aumentare il numero di uscite didattiche per conoscere nuove culture e approfondire la conoscenza di nuove lingue; comunque anche i ragazzi delle prime e delle seconde medie hanno "diritto" a gite più frequenti.

A tutti sembra che la scuola sia separata dal mondo esterno.



Caro futuro … ti scrivo

Messaggi in una bottiglia degli alunni della III E


Caro futuro,

io vorrei una vita nuova, un futuro senza problemi, non come sta succedendo in questi ultimi giorni.

A volte vorrei crescere velocemente, altre volte vorrei passare dai 10 ai 18 anni subito, senza affrontare tutti i problemi che si affrontano durante questi anni che servono a crescere.

In questo ultimo periodo, caro futuro, non so cosa mi stia succedendo, va tutto storto: i compagni si stanno allontanando sempre di più, quasi nessuno mi capisce più, non so come mai, ma, un tempo, andava tutto per il meglio e ora, all'improvviso, è cambiato tutto.

Mio caro futuro, io vorrei che tutto tornasse come una volta; una vita nuova; ti prego di non farmi mancare mai l'affetto, l'amicizia, la comprensione, l'amore, anche se già so che sto chiedendo troppo.

***

Caro futuro,

non avrei mai immaginato di doverti scrivere perché non me n'è mai importato molto di te.

lo come tutti ho dei sogni nel cassetto: vorrei che il tempo si fermasse perché ho molta paura di affrontare il futuro soprattutto se devo prendere decisioni importanti, vorrei rimanere sempre così. Un'altra cosa che ti vorrei chiedere è che una volta per tutte si riesca a raggiungere la pace fra gli Stati e le diverse popolazioni.

Io non vorrei chiederti altro e per il resto mi affido a te.

***

Caro futuro,

io non ti ho mai scritto prima d'ora, ma penso che debba cominciare. Quest'anno sono stato sottoposto ad una scelta importante, quella della scuola che mi preparerà al lavoro che farò da grande.

Secondo me sono ancora troppo piccolo e immaturo per fare una scelta giusta, quindi ti chiedo solo questo: fa che la scelta che io ho fatto mi porti un lavoro giusto e che mi dia molte soddisfazioni.

***

Caro futuro,

fin dalla prima volta che ti ho pensato mi sono affezionato a te visto che sei il mio futuro. Cosa ne diresti di mandarmi un autobiografia? Magari! Ma non si può. Forse è meglio così perché sono sicuro che se conoscessi già il mio futuro sarebbe noioso vivere, ma intanto ti chiedo: non scoppino altre guerre, che scompaiano le malattie e che non mettano in circolazione i cibi transgenici.

***

Caro futuro,

sono una ragazza di 14 anni che frequenta la terza media. Spero che tu sia migliore del mio triste passato. Io non voglio sapere il mio futuro per filo e per segno, ma vorrei che tu mi rivelassi quando passerà un forte terremoto, così io potrei andare via in tempo, perché penso che uno stress così grande non lo potrei reggere.

Ti faccio una richiesta per l'umanità: non far scoppiare la terza guerra mondiale, ti prego.

Un saluto caloroso.

***

Caro futuro,

come stai? Spero bene, ma se devo dire la verità non mi interessa molto saperlo; come starai lo vedrò andando avanti con il tempo. Non credo che ci sia gusto continuare ad andare avanti quando già si sa tutto di cosa ci accadrà, così non voglio sapere niente di te e mi accontenterò della mia immaginazione.

Dal giorno della mia nascita ad oggi, sei comparso tante volte ed eri quasi sempre diverso. A volte avevi umore allegro e lasciavi nel mio cuore allegria, felicità e gioia, altre volte, o per sbaglio o per dispetto, hai lasciato problemi, paure e difficoltà.

Personalmente a te chiedo una cosa per me importantissima: l'affetto delle persone care.

Ti chiedo ansiosamente di non farmi un dispetto del genere.

Caro futuro, ora ti saluto, ma so di rivederti presto!

***

Caro futuro,

non ti ho mai scritto prima, ma ora mi sono deciso a farlo, perché ho da chiederti due cose: per favore, cerca non farci litigare gli uni con gli altri; immagina che bel mondo sarebbe se tutti andassero d'accordo: niente più guerre, niente litigi. So che tu mi risponderai dicendomi che ciò è impossibile, ma almeno provaci. Nella giornata passo molti attimi felici e non mi entusiasma litigare.

Scusa se sono così invadente, ma vorrei esprimere un altro desiderio: mi piacerebbe che il tempo si fermasse quando avrò 14 anni. Ti chiederai il perché. Semplice. Per paura del mondo dei grandi, per paura di affrontarlo. Tutti i grandi mi dicono che devo cambiare, e devo imparare a lavorare come non mai, e io non voglio affrontarlo. Vedo che ti fa diventare adulto, ma anche ti leva il tempo per quello che volevi fare prima e ti allontana dai tuoi fidati amici.

Sto molto meglio così come sono e mi piacerebbe restarlo. Per favore, cerca di esaudire i miei desideri.

***

Caro futuro ...

Mi capita spesso e volentieri di pensare alle cose che mi circondano e ogni giorno che passa vedo che il mondo peggiora sempre più. Per esempio ci sono sempre più morti senza un motivo, sempre più rapine ecc …

Io avrei da farti molte richieste, caro futuro, come per esempio quella di far migliorare la vita alle generazioni future, e quella di impedire la terza guerra mondiale.

Negli ultimi tempi mi è capitato molto spesso di pensare a me stessa, mi sono accorta che nella mia vita sono cambiate molte cose, proprio lo scorso giorno mi sono capitate per caso le fotografie di quando ero più piccola, lì apparivo come una ragazzina spensierata e senza problemi, al contrario di ora.

Tutti mi dicono che l'età adolescenziale è il periodo più brutto nella vita di un ragazzo e devo constatare che è vero. Be', caro futuro, di devo lasciare, perché devo andare a sbrigare molte commissioni; spero che tu mi faccia rimanere la ragazzina di sempre anche negli anni futuri.

Ciao futuro e abbi cura di me.

***

Caro futuro,

io vorrei una vita senza problemi, sia in amore, sia nella mia famiglia che a scuola. Vorrei crescere in fretta perché così sarei indipendente dai miei genitori, avrei la macchina e potrei andare a divertirmi dove voglio. Però quando mi sento sola e senza nessuno che mi dà affetto vorrei tornare a quando avevo tre anni, ero spensierata, ero una bambina a cui tutti volevano bene e che coccolavano in ogni momento della giornata e la mia famiglia era ancora molto unita.

***

Caro futuro,

non ti dico caro perché mi sembra troppo confidenziale, io non faccio come i miei amici che ti chiedono cosa vogliono perché mi sembra una volgarità. Ti chiedo soltanto la pace nel mondo, nient'altro, perché se è vero che esisti, puoi benissimo leggermi nel pensiero. Non mi interessa sapere come sarai, spero solo sarai bello.

***

Caro futuro,

sono emozionata, è la prima volta che ti posso scrivere, perché fino a tempo fa non ti pensavo ancora. Spero che tu sarai senza i problemi di oggi, cioè razzismo, violenza e nemmeno droga. Spero che tu non mi deluderai perché io conto molto su di te.

Mi auguro di passare al primo superiore, perché quest'anno non sto andando molto bene. Quindi spero in un futuro di grande amore.

***

Caro futuro,

non ho mai pensato a te, e forse è ora che ci pensi anche perché sono diventata più responsabile e devo in qualche modo pensare a quello che mi aspetta.

lo ho molta voglia di crescere, ma ho paura di quello che mi succederà, mi fa venire i brividi pensare a quello che mi accadrà domani, figuriamoci tra dieci anni! In fondo però non dovrebbe poi essere bello vedere come vivrò in futuro; la vita a volte può essere brutta ma a volte è anche bella e piena di emozioni, forse quello che penso è che la vita è composta da 50% di felicità e 50% di dispiacere, magari c'è un periodo che sei tristissima e non vedi l'ora che passi e desideri tutt'altro che vivere e disprezzi sia la vita, sia chi ti ha messo al mondo: invece poi ci sono giorni che sei felice e in quel momento ami la vita e vuoi che quel tempo che passa con tanta allegria non finisca mai.

Io voglio vivere il mio futuro giorno per giorno ma in un mondo diverso: voglio che i dispiaceri capitino un po' per volta e la felicità anche, così cercherei di rassegnarmi ad amare la vita più di qualunque cosa al mondo.

***

Caro futuro,

è da molto tempo che avevo pensato di scriverti ma non l'ho mai fatto. Il motivo per cui ti scrivo è perché finora mi hai dato delle belle soddisfazioni e spero che in futuro non mi darai dispiaceri, ma io ti voglio fare alcune raccomandazioni. La prima è di non farmi cadere in un brutto gruppo di amici, la seconda è che non vorrei mai avere un amico drogato, che è la cosa più brutta che ci può essere, e infine desidero di non morire da giovane come ad esempio in un incidente d'auto o qualunque altra cosa. Ciao e a presto! Il tuo amico.

***

Caro futuro,

io sono sicurissima che scriverti questa lettera è inutile, perché io sono dell'idea che il futuro è una cosa già segnata e già predisposta come il destino.

Il destino è come il futuro? Io penso di sì.

Io dico che sono una ragazza molto decisa anche se sono ancora la bambina di una volta. Io soffro e piango, questi sono i miei veri sentimenti. Ho pensato di sfogarmi (in parte) con te, perché tanto questa lettera arriverà solo nelle mani dei miei professori, non nelle tue.

Perché sei così cattivo con me?!?

Perché non cambi la mia vita?!

***

Caro futuro,

Io non vorrei conoscerti perché se sapessi cosa mi capiterà tra trent'anni non ci sarebbe il divertimento di andare avanti e vivere. Spero di continuare bene nella scuola ma soprattutto nella vita, facendo un buon lavoro con una famiglia molto unita.

***

Caro futuro,

le cose che ti vorrei chiedere sono molte ma solo una è veramente importante, vorrei un futuro bellissimo, anche se è impossibile, perché nella nostra vita ci sono molti inciampi. Questa età per me è brutta, perché sono una adolescente, ed è un'età molto difficile da superare, ma questo potrebbe essere anche una mia opinione. A volte ci sono cose difficili da affrontare specialmente quando capita di prendere una cotta per qualcuno e sai che a lui non gli importa niente.



Spigolando

Considerazione sulla popolazione del nostro comune


Dai dati raccolti riguardanti la popolazione del comune di Gualdo Tadino sono emerse le seguenti divisioni rispetto alla situazione sociale , al sesso ed all'età.

- Si nota subito che i celibi sono in maggioranza rispetto alle nubili (2649-2211), mentre i coniugati sono in minoranza rispetto alle coniugate (4105-4107). I vedovi sono in rilevante minoranza rispetto alle vedove (203-1324), questo deriva dal superiore tasso di mortalità degli uomini rispetto alle donne. Invece i divorziati sono in minoranza rispetto alle divorziate (39-57).

- C'è una maggioranza delle donne rispetto agli uomini (7699-6996).

- La classe di età con maggior numero di appartenenti è quella di età compresa tra i 14 e i 65 anni (66,9 %) il tasso di natalità è piuttosto basso.

- Abbiamo inoltre notato che ce una netta maggioranza di famiglie costituita da un componente (1741) ed una sola famiglia di undici componenti. Tutto ciò vuol dire che le famiglie sono formate da un minor numero di componenti.

- Tra la popolazione residente nel comune è in maggioranza quella di età compresa tra i 3l e i 35 anni(1066) e quella tra i 36 e i 40 anni (1050). I bambini tra gli 0 e i 5 anni sono assai pochi come pochi sono i cittadini compresi nella fascia di età che va dai 96 e i 100 anni ed oltre.

- Notiamo inoltre che dal 1980 al 1998 il tasso della popolazione immigrata è oscillato tra 219 e 200 immigrati.

RIASSUMENDO

- Le persone nate nel comune sono in maggioranza rispetto a quelle nate fuori comune (9192-5503).

- La natalità è minore rispetto alla mortalità (14-180).

- Gli immigrati sono in maggioranza rispetto agli emigrati (200-138).

- Le famiglie residenti sono in maggioranza rispetto alle persone in convivenza (6020-60), inoltre l'unica famiglia costituita da più persone è formata da 11 componenti.

Dati aggiornati al 31/12/1998

Betti Sorbelli Valentina

Sollevanti Sonia - Sorbelli Silvia



L'angolo della poesia


Ho perso un amico

Tu che ti allontani

con l'inoltrarsi della sera

verso sensazioni magiche,

diverse

verso paesi lontani.

Come un uccello migratore

abbandonato dal suo gruppo,

sparisci nell'ombra

della notte.

Eleonora Stazzi

 

La pubblicità

C'è una grande novità

è chiamata pubblicità

inventa sempre spot nuovi

per far comprare

i telespettatori

Gioacchino Tontolino

che è poco furbino

compra sempre molti oggetti

dalla carta ai fazzoletti

Non rimane senza scorta

né di pan' né di ricotta

ha già molti topolini

anche sotto i suoi calzini

Con gli occhi fissi alla tv

ogni spot manda giù

e riempie il capoccione

aumentando la confusione.

Valentina Cello



Vi consigliamo di leggere

Gloria Talamelli 2B


Volete leggere un bel libro? Vi consiglio di leggere il segreto di Icaro, scritto da Loredana Frescura, finalista del premio "Il battello a vapore", 1994.

E' la storia di un antico segreto del popolo etrusco, tramandato di generazione in generazione fino ad Urus, ultimo discendente della stirpe.

Urus affida ad Icaro, un piccione viaggiatore da lui addestrato, una pergamena contenente il segreto e il volo dell'uccello si concluderà solo quando troverà qualcuno degno di far conoscere al mondo l'antico mistero.

A Roma sull'isola Tiberina, Fulvio e alcuni suoi amici non possono nemmeno sospettare quello che sta per capitare loro.

Tra mille vicende sgradevoli causate da adulti assetati di gloria e di denaro, saranno proprio i ragazzi a ritrovare una statua rappresentante un grifo con su scritto "RUMLVA", nome di una tribù etrusca, prova indiscutibile che fu questo popolo a fondare la città di Roma.

Credete è una storia avvincente, piena di segreti e suggestioni che non vi farà dimenticare; l'entusiasmo e il coraggio di quattro ragazzi che un giorno decisero di investigare fino in fondo, perché il mondo potesse finalmente conoscere la verità.



Vi consiglio di vedere....

di Martina Cambiotti


Cosa può succedere tra una cameriera che ha un figlio asmatico e un superstizioso, ricco, strano e scontroso uomo che si è invaghito di lei?

Se volete conoscere la risposta a questa domanda vi basta vedere il fantastico film "Qualcosa è cambiato" di J. L. Brooks.

E' una commedia brillante, divertente, unica, che vi consiglio di vedere, le risate sono assicurate!

Un abile Jack Nicholson è nei panni di questo strano "uomo", che si rifiuta di avere dei comportamenti "gentili" con le altre persone che, di conseguenza, lo odiano.

Finché una mattina, mentre stava comodamente seduto nel suo ristorante preferito dove mangiava a colazione, a pranzo e a cena, facendo venire una crisi di nervi a tutti, incontra una cameriera di cui subito si innamora.

Ma l'uomo non è molto abile negli "approcci" con le donne, così si rivela maleducato e impertinente ed ha inizio una vera e propria guerra tra i due, fatta di "frecciate" velenose e litigi.

Fino a quando l'uomo decide di aiutare il bambino della cameriera, che ha grossi problemi di salute, pagandogli le elevate spese mediche. L'odio fra i due si trasforma in amore, ora corrisposto anche dalla cameriera, e "il pazzo" (così veniva chiamato da tutti) si accorge che molte delle sue manie superstiziose (tipo accendere e spegnere la luce cinque volte, inchiavare e schiavare la porta tre volte, non sfiorare mai le persone quando sta camminando sul marciapiede, dare, quando scende dal letto, dei colpi con i piedi a destra e a sinistra delle ciabatte …) svaniscono e l'uomo può veramente dire che qualcosa in lui è cambiato. Sono sicura che anche in voi qualcosa cambierà se vedrete questo magnifico film: rifletterete per vari giorni sull'amore e, se è quello vero, e su come questo può cambiare le persone.



Il mito

Perché il monte tra Serrasanta e il Penna si chiama Monte Nero

di Simone Moretti


C'era una volta, in un tempo lontano un monte bello, pieno di prati, fiori e boschi. L'unico problema era che la gente non poteva salirci perché c'era una cupola che non permetteva l'accesso a nessuno, solo un uomo poteva entrare ed era Simone: un vecchio molto saggio che viveva in cima alla montagna.

Questo era protetto da un dio, il dio Tiziano, re delle tempeste. Per Tiziano, Simone era importante, perché era l'unico uomo che credeva solo in lui e non in altri dei. Un giorno però Simone si stancò di servire Tiziano perché era un dio troppo crudele e permetteva solo a lui di salire sulla montagna. Così scese ed incontrò un'altra divinità: il dio Fabio, re del fuoco. Con Fabio diventarono subito amici, ma quando Tiziano lo venne a sapere, si arrabbiò moltissimo e sfidò Fabio in un combattimento. I due si picchiarono, ma alla fine Fabio ebbe la meglio anche se di poco. Così Tiziano tentò di uccidere Simone ma non ci riuscì perché Fabio lo proteggeva. Un brutto giorno però Tiziano riuscì a catturare Fabio, lo incatenò in cima alla montagna e scatenò su di lui una violentissima tempesta tanto da far diventare il monte completamente nero. Simone, quando lo venne a sapere, chiamò tre valorosi guerrieri per aiutarlo a liberare l'amico. Questi si chiamavano Damiano, Eros, e Fabio Luigi. I tre si unirono a Simone, salirono la montagna e liberarono Fabio che catturò ed uccise Tiziano.

Però, purtroppo, sul monte era rimasta la rabbia della cattiva divinità, e così, ancora oggi, ogni volta che piove diventa nero, da qui il suo nome.



Giochi a cura di Fabiola Coccia e Eleonora Spigarelli

Le coordinate

Cancellare tutte le lettere che si trovano nell'incrocio di ogni coppia di disegni uguali. Le lettere rimaste daranno una massima


 



Scopri i soggetti

Aiutandovi con le lettere date, scrivete nello schema i nomi degli otto soggetti illustrati. Nelle caselle con lo sfondo grigio leggerete il nome di un mese invernale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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Speciale Scuola Media - 13 febbraio 2000 - Speciale Scuola Media - 19 dicembre 1999