L'Eco del Serrasanta - 27 febbraio 2000

Speciale Badia


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Album fotografico LE TERRE DEL VERDE


UN GRANDE PROGETTO PER LA TENUTA DI FRECCO

Ristorante-albergo, azienda agricola-zootecnica, centro medico

Entro Pasqua del 2001 dovrebbe essere funzionante il ristorante albergo della Badia- 10 miliardi di investimenti- Interessante ricaduta occupazionale con una previsione di circa 70 addetti.

di Riccardo Serroni


Un consistente investimento per una nuova, importante opportunità di sviluppo nel campo turistico-ricettivo-alberghiero e nelle attività agro-silvo-pastorali del nostro territorio: il progetto "Le terre del verde", presentato ufficialmente a La Badia mercoledì 9 febbraio nel corso di una conferenza stampa, ha suscitato unanimi consensi, in primis dei sindaci di Gualdo e Valfabbrica, i due comuni direttamente interessati all’operazione.

Tutta la tenuta di Frecco, compreso l’antico borgo La Badia, è stata acquistata da una nuova società (Frecco srl) che ora intende procedere ad una radicale ristrutturazione dei casali con un investimento complessivo di circa 10 miliardi. Molteplici le attività previste.

Nel castello di Frecco sorgerà una struttura ricettiva agrobiomedicale finalizzata alla cura del corpo.

Il borgo La Badia verrà riconvertito in una complessa struttura ricettivo alberghiera con una capienza complessiva di circa 500 posti (300 per la ristorazione esterna, 200 per l’attività alberghiera residenziale prevista in due offerte differenziate: piccoli appartamenti e camere con servizi). Una parte importante del complesso verrà destinata, poi, alla formazione con aule adeguatamente attrezzate. La reception dell’albergo avrà anche una sho room per i prodotti aziendali (miele, formaggi, vini, ecc) con una degustazione.

I servizi religiosi (matrimoni e quant’altro) avranno la possibilità di essere celebrati nella chiesa di San Pietro, già restaurata.

A supporto ed a integrazione del servizio alberghiero sorgerà anche un importante centro ricreativo con piscina, campi da tennis, percorsi di ippoturismo, ciclotursimo e trekking, campo da calcio e da calcetto, campo da bocce, percorso vita, campo di tiro con l’arco e punti di osservazione degli animali selvatici e non che si troveranno negli allevamenti alternativi.

Parallela all’attività ricettivo-alberghiera, l’azienda continuerà l’attività silvo-pastorale ed agricola già esistente potenziandola con la trasformazione diretta dei prodotti e validata da un marchio aziendale a garanzia della qualità del servizio e della reale genuinità dei prodotti biologici che si consumeranno nelle strutture ricettive e che potranno essere acquistati nel previsto punto vendita o per corrispondenza.

Il progetto è stato presentato dall’amministratore delegato della società Vincenzo Carnevali, che non ha mancato di sottolineare la significativa ricaduta occupazionale: "Quando il complesso delle attività funzioneranno a pieno regime- ha detto- prevediamo il lavoro per una settantina di addetti". Ingente l’investimento, come abbiamo detto, finanziato dai soci, dall’Istituto Nazionale Credito Agrario, dalla Banca Toscana di Fabriano e della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana. Ristretti i tempi di realizzazione: "Ho messo sotto pressione i nostri tecnici- ha detto Carnevali- perché in queste operazioni i tempi hanno una valenza determinante e noi dobbiamo fare presto. La struttura alberghiera della Badia prevediamo che sarà pronta entro Pasqua del 2001. L’intervento globale dovrebbe essere ultimato nel giro di due o tre anni".


I perché dell’investimento

Territorio vastissimo- Strutture importanti- Richiesta di mercato significativa

di Riccardo Serroni


Perché un’azienda ricettiva di così vaste prospettive e proporzioni e con un investimento così determinato? La risposta che fornisce l’amministratore delegato della Frecco srl Vincenzo Carnevali è suffragata da elementi di concretezza interdipendenti tra di loro.

Il primo elemento è, naturalmente, la carenza di strutture ricettivo alberghiere nel nostro territorio. Il progetto si inserisce, quindi, in un segmento di mercato ancora, se vogliamo, poco esplorato dalle nostre parti; un mercato che dovrebbe essere ancora più interessante nei prossimi anni, allorché sarà ultimata la nuova strada che ci collega a Perugia. La posizione strategica dell’azienda è felicissima: Assisi è a 20 Km, Gubbio a 18, Perugia a 35 e Fabriano a 25.

Altro aspetto determinante è la vastità del territorio che comprende l’azienda. Sono 420 ettari di terreno, 370 dei quali in comune di Valfabbrica e 50 in comune di Gualdo. I

C’è poi l’aspetto non trascurabile del paesaggio. Tra boschi (costituiti in prevalenza da quercia e cerro, con buona presenza di carpino ed orniello), colline, fiumi, montagna esiste una attrazione naturale di primaria importanza ed interesse turistico.

Terzo elemento decisivo è il microclima, definito ottimale. Anche nelle più calde ed afose giornate estive, nella zona della Badia si riesce a respirare in una atmosfera non opprimente.

Di assoluto valore è, inoltre, l’aspetto storico culturale delle strutture abitative. Dal castello di Frecco, al borgo Badia, dalla chiesa di S.Pietro a quella di S.Anna, alle varie case coloniche (cinque in tutto), il patrimonio edilizio dell’azienda è straordinario e perfettamente funzionale allo scopo.

Infine l’aspetto agricolo e zootecnico. L’azienda ha complessivamente 200 ettari di bosco, 100 ettari di terreno destinato al pascolo e 100 ettari di seminativo. Una dimensione ottimale per una produzione zootecnica ed agricola che si integrerà nel contesto dell’attività ricettivo-alberghiera programmata.


Riaccorpamento di un territorio diviso fra Gualdo e Valfabbrica

La sede e centro direzionale nella frazione gualdese di Badia-Valdirasina

IL RECUPERO DELLE STRUTTURE

L’arch. Tomellini:"Salvaguardato l’originale"

I fabbricati conserveranno la loro identità architettonica e culturale

di Riccardo Serroni


2 chiese, 2 castelli, 5 case coloniche di particolare interesse… il patrimonio edilizio dell’ex tenuta di Freddi è notevole, circa trentamila metri cubi complessivi dislocati in sei nuclei su tutto il territorio dell’azienda. L’adattamento delle strutture alle nuove esigenze programmate è stato affidato alla progettazione di un pool di tecnici che comprende l’architetto Dario Carzia Tomellini, l’ing. Annibali Anna ed il geom. Maurizio Rossi. La filosofia del recupero è stata illustrata dall’architetto Tomellini che l’ha sintetizzata in una massima sulla quale non si può non essere d’accordo: "La scienza- ha detto- va applicata con modestia, altrimenti si producono disastri". Un esempio? Le ristrutturazioni anteterremoto di moltissime abitazioni. Sono state eccessivamente appesantite con tetti antisismici provvisti di cordoli "antibombe" ed hanno ceduto nei muri portanti troppo fragili per sopportare fardelli così impegnativi.

Il recupero delle strutture esistenti verrà, quindi, effettuato, rispettando al massimo la tipologia dei fabbricati, la loro storia e la loro originalità. Anche i nomi originari rimarranno, quasi una memoria storica culturale a giustificazione della loro esistenza. Il granaio continuerà, quindi, a chiamarsi granaio, la muccheria sarà sempre muccheria anche se le destinazioni d’uso dei locali saranno naturalmente diverse.

Un ruolo importante avranno le due chiese, naturalmente per i servizi religiosi. Il progetto di recupero del borgo La Badia prevede un percorso esterno alle strutture ricettivo alberghiere che dalla strada di accesso conduce alla chiesa di San Pietro e da qui al ristorante riservato alla clientela esterna. Quella dei servizi religiosi, infatti, viene considerata una nicchia di mercato di primaria importanza.


L’entusiasmo dei sindaci

Pinacoli: "Una iniezione di fiducia"

Passeri: "Un beneficio per il territorio"

di Riccardo Serroni


I sindaci di Gualdo Tadino e Valfabbrica hanno accolto il progetto "Le terre del verde" con sincero entusiasmo: "E’ una bella iniezione di fiducia- ha commentato il sindaco di Gualdo Rolando Pinacoli- Dopo il terremoto e nella fase di ripresa posto terremoto ci voleva. Il comune di Gualdo è pienamente disponibile ad assolvere gli oneri burocratici che gli competono per favorire l’investimento. Sono convinto che la cosa funzionerà perché la Badia è in un punto strategico nel futuro sviluppo viario. Inoltre si tratta di un esempio importante di interazione tra i comuni di Gualdo e Valfabbrica".

Elogi e soddisfazione convinta sono stati espressi anche dal sindaco di Valfabbrica Luciano Passeri: "Sono sincero- ha detto- all’inizio, quando mi è stato prospettato questo progetto ero un po’ scettico. Pensavo che si trattasse delle solite persone che promettono mari e monti e che non fanno niente. Invece ho potuto verificare che dietro ci sono persone serie e determinate alle quali vanno tutte le mie congratulazioni. Di questo progetto ne beneficerà l’intero territorio comprensoriale dell’eugubino-gualdese in un periodo in cui la domanda turistica verso le nostre zone sta aumentando in maniera considerevole. Basti pensare che nel 1999 il comune di Valfabbrica ha avuto un incremento turistico del 99%, dalle 4000 presenze del ’98 alle 8000 dell’anno trascorso".

C’è poi la nota dolente che ha colpito il sindaco Passeri proprio in giornata: "Mi è arrivata proprio oggi- ha detto- la comunicazione che il ministero dell’industria ha concesso l’autorizzazione per la coltivazione di una miniera della marna cementizia nella zona Le Roccacce- Forre del Rio Grande, in territorio compreso tra Valfabbrica ed Assisi. Una decisione assurda e gravissima perché va a rompere gli equilibri ambientali in una zona di altissimo interesse turistico e proprio sul sentiero francescano, per il quale sono stati appena spesi un miliardo di lire". La decisione del Ministero non è definitiva. Spetta infatti alla Conferenza dei servizi dare un suo parere. Vi fanno parte i due comuni interessati, la Comunità Montana e la Regione. Da Assisi e Valfabbrica la pressione per un no secco è fortissima.


Un po’ di storia


La struttura più importante dell’azienda agricola Frecco è l’abbazia medioevale di San Pietro in Val di Rasina. Il monastero e la chiesa sorsero alla fine del X secolo, per opera di Ranulfo, figlio di Monaldo, Vicario di Nocera. La figlia di Ranulfo Annigalda ebbe il monastero in dono dal padre e lo trasformò in un convento di Benedettine, delle quali diventò Badessa. Nel 1250 il monastero era in mano ai Benedettini che intensificarono l’attività agricola e l’allevamento del bestiame, bonificando vasti tratti del terreno di fondovalle, L’abbazia ebbe il suo massimo splendore dal XIV al XI secolo, quando ottenne diversi lasciti. Successivamente cominciò il declino ed il monastero venne soppresso. Nel 1800 con la legge delle Guarentigie i beni della Badia passarono ai Conti Olivieri di Fabriano, quindi alla famiglia Bucci-Casari di Ancona, poi ai signori Netti di Orvieto (1931) ed infine ai sig. Freddi di Roma (1941). Ultimamente è stata acquistata dalla Frecco srl, i cui soci sono di estrazione fabrianese.

Significativa è la presenza del torrione, costruito nel XV secolo da Perugia, sulla linea di confine con Gualdo Tadino.

Il castello di Frecco venne costruito nel X secolo, probabilmente dagli abitanti della Tadinum romana che, dispersi dopo la terribile distruzione della città ad opera di Ottone III, cercarono rifugio sulle colline circostanti. Il castello è in condizioni precarie dopo l’ultimo terremoto. Il sisma ha pesantemente danneggiato anche la chiesetta di S.Anna, costruita nel 1470 e già restaurata dalla famiglia Freddi. La chiesa, negli anni 50/60 era meta di piccoli pellegrinaggi/picnic delle popolazioni circostanti di Grello e Morano nel giorno della festa di S.Anna, a metà agosto. La gente si recava a piedi fin sul castello di Frecco, vi ascoltava la messa e banchettava allegramente sul prato di fronte alla chiesa.


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