L'Eco del Serrasanta - 13 febbraio 2000
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La morte di Saverio Pallucca, un uomo coraggioso
di Luigi Gaudenzi
E' morto Saverio Pallucca.
E' morto un grande amico, un grande gualdese. Un uomo che ha dimostrato a tutto il mondo, con la sua maratona, come si deve vivere una vita anche quando, di quella vita, abbiamo a disposizione solo gli scampoli.
Lui ha strappato al destino un grosso scampolo: sul suo registro c'era scritta la parola FINE su un certo giorno di tanti anni fa. Il suo coraggio e la sua determinazione hanno spostato quella parola ad oggi.
"Io sono testardo, cerco di fare tutto quello che va fatto. Il mio cuore è nuovo e giovane, ma la mia testa è dura e vecchia. Io non sono un lacrimoso cuore trapiantato da poltrona. Io sono da maratona e quant'altro! Dov'è il problema?"
Un esempio per tanti, tantissimi.
Noi, non avremo lacrime per te, caro Saverio, perché sappiamo che non ti faranno piacere.
Ma il tuo ricordo rimarrà in noi forte e vivo, per quanto ci sarà possibile.
Questo, almeno, ce lo permetterai
Saverio Pallucca, un cristiano convinto
di Alberto Cecconi
E' deceduto a Bergamo Saverio Pallucca, il primo umbro cardiotrapiantato, salito alla ribalta delle cronache qualche anno fa per la sua vicenda diventata anche oggetto di un film. "Saverio Pallucca era un cristiano praticante, convinto, desideroso di fare del bene. Non a caso, anche su designazione del Consiglio pastorale, era stato incaricato delle gestione del Santuario della Madonna di Monte Camera. Compito che assolveva con tanto impegno e senso di responsabilità". La dichiarazione è del parroco di San Pellegrino, il professor don Luigi Merli. Don Luigi prosegue: "La nostra comunità ha perso con Saverio un uomo coraggioso, anche se sempre umile; da ragazzo aveva trovato la strada molte volte in salita, per tante vicende, compresa quella della cardiopatia; ma con tenacia, volontà e fiducia, insieme alle personali capacità, era riuscito a diventare macchinista delle Ferrovie: ne era felicissimo, si sentiva utile nella società; quando poi era caduto in malattia ed era stato messo a lavorare in ufficio, non era molto soddisfatto, gli pareva di essere meno utile, come un cavallo chiuso in un recinto; c'erano stati poi il trapianto, la convalescenza, il pensionamento. Ma lui non si è mai arreso: ha ritrovato la voglia di vivere, me lo ha raccontato più volte, quando, appena trapiantato, chiedeva di vedere il figlioletto, il piccolo Giandomenico, che allora aveva 3-4 anni: Saverio chiedeva di lui appena si risvegliò, e trovò in lui, nel figlio, la forza per rinascere; me lo ha detto tante volte: Mi hanno fatto tante cure, ma l'iniezione migliore, la più forte, quella che mi ha fatto ritrovare la vera gioia e la voglia di vivere è stata la visione dì mio figlio Giandomenico: è lì che mi sono sentito dire con forza che dovevo continuare a vivere. A San Pellegrino siamo davvero addolorati per la scomparsa di questo nostro amico, sempre pronto a dare il suo generoso contributo a favore della gente e della Chiesa, nelle feste ed in ogni iniziativa del paese: era convinto che fosse suo dovere fare, operare a favore degli altri".
A San Pellegrino la memoria di Saverio non perirà, e non solo per le sue opere, ma anche perché la piazza centrale del paese è stata intitolata a Luca Toffoletto, il ragazzo veneto di 14 anni donatore del cuore al primo trapiantato umbro; e fu a Luca Toffoletto che Saverio Pallucca, maratoneta a New York, dedicò la sua clamorosa vittoria in America..