L'Eco del Serrasanta - 19 dicembre 1999
Terremoto
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Con amarezza: beati gli ultimi?
di Annamaria Renzini
San Francesco suo malgrado è arrivato primo. La magnifica basilica di Assisi che tutto il mondo conosce come simbolo della spiritualità o dell'arte umbra ha riaperto i battenti dopo poco più di due anni dalla distruzione sismica. Il Cardinale Sodano il giorno dell'inaugurazione ha detto "dal cielo Francesco sarà contento". Le clarisse non hanno partecipato alla festa facendo sapere attraverso la loro portavoce che Francesco avrebbe pensato prima alle case. Ma dico io, che modestamente la penso come le clarisse, Francesco aveva un altro spirito e poi aveva a che fare coi lupi e non con la burocrazia e le leggi.
Questo fatto della "basilica ritrovata" è senz'altro motivo di orgoglio e soddisfazione poiché tale ricostruzione è stata condotta a tempo di record e sotto gli occhi di tutti ma proprio questo è anche fonte di tanta amarezza.
Se l'intervento di Assisi è degno di essere portato d'esempio cono l'intervento dell'utopia realizzata è altrettanto vero che dopo la stessa quantità di tempo settemila persone non vedono ancora quando finiranno i loro infiniti disagi dati dalla permanenza nei container: non nascondiamoci dietro un dito stanno proprio male, anche se adesso che arriva il Natale avranno il conforto e le promesse dei soliti politici che dicono di non dimenticarli !
Certo che sono importanti Assisi e Orvieto perché l'Umbria vive di turismo e il 2000 sarà l'anno del Giubileo, ma le case della gente umbra sono ancora inagibili ed altre lo saranno presto perché l'incuria e il degrado sono continui o fra un pò di tempo nei container andrà anche chi è rimasto in casa , anche se lo ha fatto fra tanti disagi procurati via via dall'acqua, dal vento o dal gelo mettendo pezze come poteva per salvare il salvabile.
La nostra ricostruzione che non va per vie privilegiate è farraginosa, non si vede quando potrà iniziare. Anche se la buona volontà è tanta, la burocrazia è molto più intralciante, siamo amareggiati e depressi perché non è ancora chiara la data dell'inizio della ricostruzione pesante: forse a primavera? dice qualcuno. No, se va bene fra un anno o due dicono altri; e sono tutte persone competenti quelle che parlano.
Per noi gente comune purtroppo non esistono procedure burocratiche veloci e puntuali autorità governative nazionali o regionali o locali presenti o vicino con opere di controllo e non abbiamo a disposizione (e chi ha già iniziato i lavori con la legge 61/97 ce lo hanno dimostrato) maestranze con spirito di abnegazione e "generosa fedeltà".
Noi siamo in balia di disposizioni che poi vengono cambiate, di scadenze che poi vengono prorogate, di consorzi non ancora in ordine e di idee di aggregazioni di tali consorzi che allargandosi potrebbero solo creare più confusione.
Evviva "la basilica ritrovata" ma amaramente ci chiediamo: - e la gente quando ritroverà le proprie case?