L'Eco del Serrasanta - 5 dicembre 1999
Attualità
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Lettera al direttore
Assisi e i terremotati
Al Direttore dell'Eco del Serrasanta,
spero che questa lettera venga pubblicata sul suo quindicinale, allo scopo di far riflettere tutte quelle persone che non si rendono conto della realtà che ci circonda. Nell'arco della giornata siamo martellati dalla pubblicità televisiva di ogni tipo, ora anche "Castagna, con la Regione Umbra e la Cassa di Risparmio di Perugia" ci tormentano con il loro " Mattone per Assisi". La Regione Umbra intera è stata tormentata e mi sembra immorale chiedere 85.000 lire, per costruire una nuova via, mentre si dimenticano tutte le altre persone che stanno affrontando il terzo inverno nei Container. Tutto questo in nome di S. Francesco, dimenticandosi che il Santo Umbro, si spogliò di tutto per darlo ai poveri.
Questo denaro speso è solo civetteria per Assisi! Capisco l'importanza turistica, ma credo proprio che Assisi non abbia bisogno di questi richiami folcloristici. Vorrei ricordare che anche a Gualdo Tadino, S. Francesco soggiornò con i sui confratelli nel 1182, costruì il primo convento, fu distrutto dal fuoco, ma nel 1237, gli stessi francescani si trasferirono nel nuovo Convento, costruito ai piedi del Monte Serrasanta. Forse, anzi spero, di essere in errore, ma non mi risulta sia stata presa nessuna iniziativa in occasione del Giubileo a favore della cittadina, anzi si ritirano i frati del Convento della " SS. Annunziata , cessando così ogni attività tra le quali, l'assistenza alla casa di riposo, ed dell'Ospedale, assicurando per ora solo la Messa festiva, cancellando così, un patrimonio di storia di cultura e di spiritualità per l'intera cittadina. Lo stesso Convento, fu ristrutturato dopo l'ultima guerra, con il contributo di tutti i gualdesi, per questo una raccolta di circa 2000 firme è stata consegnata al Priore Francescano di S. Maria degli Angeli ed al Vescovo di Nocera e Gualdo Tadino, chiedendo che i frati la loro opera di Evangelizzazione di Assistenza e di Amicizia, come hanno sempre fatto, con i cittadini del luogo e con i numerosi gruppi di visitatori che periodicamente soggiornano nel Convento, magari con l'aiuto dei Diaconi. Credo che, accogliendo queste richieste, sia il minimo che si possa fare, per giustizia nei confronti dello stesso "Convento" e dignità che una intera cittadina, ignorata ancora una volta, dal lusso dei potenti.
L.M.