L'Eco del Serrasanta - 21 novembre 1999

Gualdo Tadino


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Conversazione su e intorno ai servizi sociali

Paolo Campioni, assessore ai servizi sociali

Cristina Sabbatini, assistente sociale e dirigente dei servizi

Angelo Pucci, collaboratore de L'ECO del Serrasanta


Paolo Campioni entra in politica nel 1995 con il Forum dei Democratici. Eletto consigliere comunale, diventa assessore alla Comunità Montana nel novembre 1995 e rimarrà in carica fino a fine ottobre 1999. Nel giugno scorso è rieletto nella lista di centro sinistra e nominato vice sindaco e assessore ai servizi sociali, sport e turismo del comune di Gualdo Tadino.

Cristina Sabbatini ha lavorato otto anni come operatore sociale con una cooperativa di servizi sociali. Poi, per due anni, lavora da libero professioinista come assistente sociale in convensione. Vince il concorso per assistente sociale bandito dal comune e dal mese di luglio è stata assunta come funzionario e assistente sociale del comune.

Le politiche sociali a favore degli anziani

Pucci: Il programma della lista Gualdo Avanti prevedeva l'ampliamento della casa di riposo, l'istituzione di un centro diurno per anziani, il potenziamento della riabilitazione, l'attivazione del telesoccorso. A che punto siamo?

(Foto: la casa di riposo)

Campioni: Con il presidente degli IRR G. B. Megni abbiamo risolto uno grana importantissima che riguardava le quote non pagate dall'ASL per i ricoverati. Alla fine queste quote finalmente sono state pagate. Per il resto siamo ancora in fase di preparazione, visto anche lo scarso tempo trascorso dalle ultime elezioni. Il consiglio degli IRR sta per essere rinnovato e spero che con il prossimo presidente e consiglio d'amministrazuione delle IRR ci sarà la stessa collaborazione che c'è stata con Megni. Mi sono già incontrato con il presidente dell'associazione Terza Età, Fiorello Sabbatini, con cui abbiamo deciso di instaurare un continuo confronto tra l'associazione e l'assessorato. In ogni caso manterrò intatti tutti gli investuimenti e quanto è stato fatto dal mio predecessore Virglio Castellani.

L'assegno per il nucleo familiare e l'assegno di maternità

Pucci: Per molte famiglie gualdesi c'è una novità in arrivo: l'assegno per il hnucleo familiare e l'assegno di maternità. Come ci si accede?

Sabbatini: Si tratta dell'assegno per il nucleo familiare con più di tre figli (200.000 lire mensili per 13 mensilità) e dell'assegno di maternità (5 mensilità). Per quanto riguarda i criteri stiamo pensando di fare, come gli altri comuni, una convenzione con i CAF. Una famiglia ha diritto o meno all'assegno in base al reddito. Tra un mese dovremmo avere i moduli che l'INPS ci invierà, poi prenderemo le domande, ivieremo il tutto probabilmente ai CAF i quali ci ridaranno tutta la documentazione con il calcolo del reddito che invierenmo all'INPS che provvede al pagamento dell'assegno.

La commissione consiliare sui servizi sociali

Pucci: Il programma elettorale della maggioranza prevede l'istituzioni di commissioni consiliari, di cui una specifica per i servizi sociali. Sembra che il discorso sia arenato …

Campioni: No. Abbiamo nominato una commissione, formata dai due capigruppi, più un consigliere e il sindaco, che dovrebbe portare al prossimo consiglio uno scherma di regolamento. Nella maggoranza c'è unanimità di intenti nel costituilre, a patto che siano commissioni per potenziare e snellire i lavori e del consiglio e dell'assessorato. Perché se devono essere commisssioni che intralciano il funzionamento della macchina amministrativa probabilmente non andranno in porto, ma spero che non sarà questo il caso. Ho la netta sensazione che si possono fare.

Le politiche sociali a favore dei giovani

Pucci: Quali attività svolgono i servizi sociali sul versante delle politiche giovanili?

Sabbatini: Abbiamo attivato servizi da tempo. Il primo è stato l'Informagiovani, successivamente è stata emanata la legge 285 sulla tutela e la promozione dei diritti infanzia degli adolescenti. Questa legge ha individuato Gualdo Tadino, posto all'interno del territorio della vecchia USL Alt-Chiascio, quindi con il comune di Gubbio e con i comuni della fascia e Valfabbrica abbiamo elabortato un progetto per l'attivazione di una serie di centri di aggregazione;: e nei comuni più grandi, Gubbio e Gualdo, di due spazi interculturali per bambini tra i 18 e 36 mesi. Per cui avremo l'Informagiovani, il centro aggregazione per adolescenti con età compresa tra 14 e 18 anni, più spazi interculturali per bambini tra 18 mesi e 36 mesi. E' stato poi attivato il centro aggregazione per bambini tra i sei e 14 anni, il Pegaso, che a presto dovrebbe essere riattivato in un'altra struttura.

Inoltre, nel 1999 abbiamo attivato due servizi:uno è il servizio di unità di strada per la riduzione del danno rivolto a tossicodipenedenti e l'altro è un centro di ascolto sempre rivolto a ragazzi tossicodipendenti e alle loro famiglie.

L'integrazione lavorativa dei disabili

Pucci: Il SIL (Servizio di integrazione lavorativa) corrisponde alla sua funzione di inetgrazione oppure non è molte volte solo un parcheggio senza altri sbocchi? Non sarebbe il caso di coinvolgere maggiormente il mondo imprenditoriale gualdese per far sì che l'integrazione lavorativa avvenire in modo più reale e veloce?

Sabbatini: IL SIL è uno dei servizi che mi sta più a cuore e credo che debba essere mantenuto, ultimamente lo abbiamo anche potenziato perché dà delle risposte importanti. Certo non deve cristallizzare le situazioni. Ma ora il SIL viene chiamato SAL (servizio di accompagnamento al lavoro) dal piano sociale regionale e questo cambia anche la sostanza nel senso che dicevi tu. E' sottointeso tutto un discorso di marketing, di attivazione di consulenze e di operatori, vedremo come, che devono poi andare a capire nelle imprese, anche di Gualdo, quali sono le professionalità che servono, in quale direzione ci dobbiamo muovere, proprio per non fermarci là dove dicevo tu. Però va detto anche che per tante persone lo spazio lavorativo offerto dal SIL, a volte, è l'unico spazio relazionale e sociale. Per cui ha un valore fondamentale. Un modo per cui persone non rimangano all'interno di strutture protette e protetti a vita, poi non si sa bene da che cosa …

Campioni: Non dimentichiamo il nuovo "Germoglio", centro socio-riabilitativo, di cui la Giunta ha già concordato la costruzione e il cui finanziamento figurerà in bilancio.

La prevenzione della criminalità giovanile e la salvaguardia dei minori a rischio

Pucci: Quali sono i mezzi a disposizione del comune per la prevenzione della criminalità giovanile e come lì utilizza?

Sabbatini: Ti riferisci ai giovani a rischio, all'infanzia, credo, perché la prevenzione riguarda soprattutto loro. Tutte le attività di cui abbiamo parlato prima si inseriscono in quell'ottica. C'è in più una legge specifica, la 216, che chiede periodicamente ai comuni di presentare progetti per prevenire fenomeni di quel tipo: è molto simile al discorso della 285 perché ti propone l'attivazione di centri di aggregazione, di di servizi ecc. L'attività criminosa riesci ad eliminarla soprattutto con la prevenzione.

Pucci: La nostra città ha grossi problemi da questo punto di vista oppure può considerarsi un'isola felice rispetto al resto del mondo?

Sabbatini: No. Non siamo un'isola felice. Assolutamente. Ci sono grossi problemi, e c'è un grosso sommerso che, nell'ambito della tossicodipendenza, è spaventoso. Ma anche rispetto ad altri aspetti di tipo prettamente sociale. Ti assicuro che di situazioni gravi, rispetto anche a minori, a bambini, famiglie che io seguo con i servizi sociali e con il tribunale dei minori, ce ne sono tantissime a Gualdo. Abbiamo rispetto alla popolazione un'elevata percentuale di bambini a rischio perché vivono in situazioni e in contesti familiari per niente protettivi.

Pucci: A causa di difficoltà economiche di quelle famiglie?

Sabbatini: Non sempre, non sempre ... L'aspetto economico non è l'unico.

Pucci: A cosa ti riferisci in particolare? Maltrattamenti?

Sabbatini: Maltrattamenti psicologici sicuramente, non solo maltrattamenti di tipo fisico. Prendi ad esempio le separazioni fra coniugi, nella stragrande maggioranza delle situazioni è l'elemento scatenante, e quelle non colpiscono solo chi ha problemi economici.

Il ruolo della scuola e dei medici di base

Pucci: Queste situazioni rimangono spesso sommerse per pudore, vergogna o indifferenza. Esiste un modo per farle emergere ad esempio attraverso la scuola, il medico di famiglia … ?

Sabbatini: La scuola è proprio l'istituzione che per prima viene a contatto con tutti i ragazzini. Capisci che al servizio sociale la situazione arriva solo quando essa è ormai scoppiata. Per cui io chiedo sempre alla scuola una grossa collaborazione. Mi pare che ci sia, perché lavoro molto anche con le insegnanti.

Pucci: Però ciò avviene soltanto se c'è una preparazione e una sensibilità particolare dell'insegnante … Ecco, non è che ci sia un percorso codificato?

Sabbatini: No.

Le associazioni di volontariato

Pucci: I servizi sociali si avvalogono dell'apporto delle associazioni di volontariato?

Campioni: Stiamo ricercando in tutti i modi possibili la collaborazione con le associazioni di volontariato. Sono stato diverse volte all'oratorio salesiano per attivare una collaborazione per i progetti per i giovani. Sono stato diverse volte dal presidente della Caritas per parlare della collaborazione sull'accoglienza deglie extracomunitari. La collaborazione con tutte le asscoiazioni che lavorano nel sociale, di qualsiasi tipo esse siano, vanno incentivate.

La mappatura dei bisogni

Pucci: Preso atto che la maggior parte del disagio, di qualsiasi tipo, handicap, economico, trossicodipendenza, integrativo, problemi degli extracomunitari, rimane mal conosciuto o addirittura sommerso, non sarebbe utile procedere ad una vera e propria mappatura dei bisogni? Questo sia per poter intervenire sulle singole situazioni, sia per mettere il comune nella condizione di sapere quante e quali risorse mettere in campo. Penso in particolare alla codificazione e istituzionalizzazione di un flusso continuo di informazioni dal territorio ai servizi sociali, ad esempio con l'aiuto dei medici di base ed altri soggetti …

Campioni: Certo, credo che sarebbe molto utile. Torniamo appena da una riunione a Gubbio, in cui si parlava della legge 285 e si parlava appunto di mappatura. Lì riugardava piuttosto l'aspetto giovanile e si parlava di mappatura del disagio giovanile e un metodo di mappatura potrebbe essere anche quello che suggerisci tu, basterebbe trovare il giusto modo per collaborare con i medici di base, che credo non si tireranno indietro. E' un suggerimento interessante ...

Sabbatini: Sì, direi proprio interessante, anzi questo discorso che stai facendo potrebbe essere allargato anche alla scuola, individuare anche con la scuola dei percorsi per far emergere i bisogni, già i disagi anche. Perché laddove sono evidenti, la scuola comunque in genere segnala. E' il disagio che ancora non è evidente che sfugge, cioè il sommerso. Questo è proprio il problema di posti come il nostro, in cui nella grande maggioranza dei casi la fetta più grande sfugge. Non arriva al servizio.


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